È possibile sfatare il pregiudizio secondo cui la Bibbia sarebbe soltanto un testo destinato ai credenti o agli specialisti? All’ITN “Artiglio” di Viareggio la risposta sembra essere decisamente positiva. Attraverso percorsi e incontri interdisciplinari, la scuola propone occasioni di confronto culturale capaci di mostrare quanto il testo biblico continui ancora oggi a parlare alle nuove generazioni, offrendo chiavi di lettura utili per interpretare il presente e navigare la complessità del mondo contemporaneo, mettendo in dialogo orizzonti apparentemente distanti e inconciliabili.
Nella mattinata di venerdì 22 maggio 2026, l’Aula Magna dell’istituto ha ospitato la conferenza “Onde di Parole. Il mare e l’acqua tra Bibbia e letteratura profana”, un incontro che ha intrecciato linguaggi, discipline e prospettive culturali differenti attorno a due simboli universali: il mare e l’acqua.
L’iniziativa, aperta all’intera comunità scolastica, ha rappresentato un significativo momento di dialogo interdisciplinare, mettendo in relazione la dimensione biblica, letteraria, simbolica e antropologica di immagini che attraversano da sempre la storia dell’umanità. Il mare emerge infatti, tanto nelle Scritture quanto nella letteratura profana, come luogo di origine e di confine, di paura e di speranza, di trasformazione e di ricerca interiore.
Ad accompagnare il confronto sono intervenuti la Prof.ssa Cosimina Aversa, collaboratrice della Dirigente Scolastica per la sede Artiglio, il Prof. Gianluca Corrado, docente di Lettere, il Prof. Mario Cignoni, biblista e presidente emerito della Società biblica italiana. A moderare la conferenza è stata la Prof.ssa Luisa Locorotondo, docente di Religione dell’istituto che ha stimolato e coordinato tanto la proposta quanto l’organizzazione dell’incontro.
L’incontro ha evidenziato come la scuola possa diventare uno spazio autentico di contaminazione culturale e di costruzione del pensiero critico attraverso il dialogo tra discipline differenti. In questo contesto, il ruolo dell’insegnante di Religione si è rivelato particolarmente significativo: non soltanto come mediatore dei contenuti biblici e spirituali, ma come figura capace di creare connessioni tra i saperi, favorendo una lettura complessa, aperta e plurale della realtà.
L’Insegnamento della Religione può oggi assumere la funzione di autentico “collante interdisciplinare”, capace di mettere in dialogo letteratura, storia, filosofia, arte e dimensione simbolica. Non si tratta semplicemente di accostare discipline differenti, ma di costruire percorsi educativi in cui i saperi si intrecciano, offrendo agli studenti strumenti interpretativi più ampi e consapevoli.
Un approccio di questo tipo favorisce la pluralità dei linguaggi, stimola la capacità critica e accompagna gli studenti nel confronto con i grandi interrogativi dell’esperienza umana. Attraverso il dialogo tra testo sacro e testo letterario, infatti, gli alunni vengono guidati a riconoscere analogie, differenze, simboli e significati profondi, sviluppando competenze riflessive sempre più necessarie nella complessità del mondo contemporaneo.
Così la vicenda di Giona nel ventre della balena e il percorso di Pinocchio nel romanzo di Collodi rivelano sorprendenti consonanze: entrambi raccontano un itinerario di caduta, trasformazione e rinascita che continua a interrogare ogni essere umano. Allo stesso modo, il naufragio di San Paolo non rimane soltanto un episodio biblico, ma si trasforma in occasione di approfondimento storico, geografico e persino nautico: attraverso venti, rotte e correnti marine, gli studenti scoprono nuove coordinate del Mediterraneo antico e sono stimolati a leggere criticamente il rapporto tra viaggio, conoscenza e cambiamento.
Particolarmente apprezzato è stato il confronto tra i relatori, che ha restituito agli studenti un modello concreto di collaborazione tra docenti e di costruzione condivisa del sapere. La conferenza ha così mostrato come il lavoro interdisciplinare non rappresenti soltanto una metodologia didattica, ma una reale opportunità educativa per formare cittadini consapevoli, aperti al dialogo e capaci di abitare la complessità culturale del presente.
Tutto questo è stato possibile grazie alla visione della Dirigente Scolastica, capace di valorizzare percorsi che mettono in relazione competenze, sensibilità e discipline differenti, riconoscendo nella cultura del mare un archetipo dell’incontro, del viaggio e della conoscenza reciproca, oggi più che mai necessario. La collaborazione tra docenti, dirigenza e studenti si conferma così elemento fondamentale per la realizzazione di esperienze culturali dal forte valore formativo ed educativo.








