Che cosa significa scegliere di restare, oggi, nei luoghi che tutti sembrano voler lasciare? Slow Food sta approfondendo la tematica della "restanza", ovvero un concetto antropologico, teorizzato da Vito Teti, che indica la scelta consapevole, attiva e propositiva di rimanere nel proprio luogo d'origine — specialmente in aree interne o piccoli centri — o di tornarvi, opponendosi allo spopolamento. Non è un'inerzia passiva, ma un atto di resistenza, cura e rinnovamento del territorio: restare nei territori non significa restare indietro, ma assumersi la responsabilità di prenderli per mano. È una scelta quotidiana che tiene insieme radici e orizzonti, memoria e progettualità. Rappresenta quindi un nuovo modo di abitare, unendo il desiderio di proteggere il luogo natio con la volontà di rigenerarlo e modernizzarlo.
Su questo tema la Condotta Slow Food "Terre Medicee e Apuane" organizza una serata venerdì 30 gennaio alla Croce Bianca di Querceta, via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, 158, nella quale sarà proiettato il docufilm di Francesco Tomé "La Restanza. Storie di montagna fra Toscana ed Emilia" - 2024 -. Sarà presente l'autore, inizio alle 21,15. Ingresso a offerta libera.
Il giovane autore fiorentino, oltre al docufilm, ha pubblicato anche un libro fotografico, "La Restanza: dedizione alla propria Terra. Storie di gente che resta fra Toscana ed Emilia" (LEF Editore) nel quale racconta appunto storie di cura, legami, identità, dalle sue amate Apuane fino al paese abitato più alto dell’Appennino tosco-emiliano.
Il docufilm è "Un viaggio nelle terre alte tra Alpi Apuane e Appennino Tosco-Emiliano, dove alcuni scelgono di restare o di trasferirsi, sfidando l’abbandono per amore della montagna - si legge nella sinossi sul sito CinemaItaliano.Info - . Tra ritmi lenti, lavoro agricolo e assenza di servizi, la Restanza diventa un atto di resistenza silenziosa e radicale. Un racconto crudo e senza filtri, che dà voce a chi ha scelto la vita in quota come bene comune da difendere".
"Francesco Tomè trasforma la sua passione e i suoi studi in un’opera potente e attuale - si legge sul portale giovani del Comune di Firenze - : un libro fotografico che indaga il senso del restare in territori spesso dimenticati, ma oggi al centro di nuove riflessioni culturali e sociali. Un racconto visivo e narrativo ambientato nell’Appennino tosco-emiliano, dove la scelta di non partire diventa gesto politico, cura del territorio e costruzione di comunità. In un momento storico segnato dalla migrazione verso i grandi centri urbani, l’autore restituisce voce e dignità a chi sceglie di restare o di tornare. Immagini suggestive, storie vere e un linguaggio essenziale si fondono in un’opera che parla di identità, radici e futuro. Un tema sempre più al centro del dibattito pubblico, che tocca da vicino la questione dello spopolamento, della sostenibilità e della rinascita delle aree interne. Perché restare è un gesto rivoluzionario...".
Francesco Tomè è nato nel 2000 a Firenze. Fotografo e filmmaker, ha frequentato il Liceo Musicale Dante di Firenze, dove si è diplomato in chitarra classica. Proprio lì ha iniziato a documentare le attività musicali della scuola, scoprendo la passione per la fotografia e il cinema. Ha conseguito il diploma alla Scuola Internazionale di Fotografia APAB di Firenze e successivamente il diploma triennale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove attualmente sta completando il percorso di laurea magistrale. Si specializza nella produzione di video musicali e documentari, collaborando con artisti emergenti e alcuni di fama internazionale. Ha realizzato documentari in ambito sportivo e outdoor e sta sviluppando un crescente interesse per la ricerca antropologica. I suoi documentari sono stati proiettati in diverse sale cinematografiche della Toscana, mentre le sue fotografie sono apparse su riviste specializzate nel settore della montagna e dello sport outdoor.








