L’esperienza del gruppo A.Celli al centro di un evento organizzato dai banker del Leone: tra crescita, governance e diversificazione del business. Temi cruciali per l’impresa, su cui il wealth management può giocare un ruolo da regista
L’impresa italiana è spesso una storia di famiglia, attraverso decenni e cicli economici. Una struttura in grado di reagire con prontezza e flessibilità alle prove dei mercati, attraverso innovazione e competitività, anche in un mondo globalizzato. Ora la sfida è guardare al domani, trasformando i successi di oggi in ulteriore sviluppo e preparando le aziende alla continuità generazionale. Per farlo gli imprenditori possono contare sempre più sul private banking come alleato nella loro quotidiana ricerca di soluzioni alle sfide d’impresa e nel dialogo su possibilità e strumenti offerti dal settore finanziario.
Per approfondire questi temi e offrire nuovi strumenti di crescita, Banca Generali Private ha promosso l’evento “L’impresa di domani: una storia di famiglia, una sfida per il futuro”, che si è svolto mercoledì 20 maggio a Viareggio, organizzato da Simona Bertolucci, Senior Partner di Banca Generali e dal suo team di private banker, appartenenti all’area coordinata da Mattia Marconi, Executive Partner - Senior Partner Network.
Cuore dell’evento la tavola rotonda che ha messo a confronto Mauro Celli, azionista della holding “Italia Technology Alliance” (A.Celli Group), Leandro Bovo, Head of Wealth and International Advisory di Banca Generali, Matteo Sacco, Director Equity Capital Market di Intermonte e Marco Allegrini, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa.
Al centro l’esperienza di successo del gruppo A.Celli, azienda conosciuta a livello globale nella meccanica industriale per il settore della carta e del tessuto non tessuto. Un’impresa forte di oltre 80 anni di storia di successo, ripercorsa durante l’evento da Mauro Celli, esponente della terza generazione della famiglia fondatrice. Dallo sviluppo negli anni del boom economico, al riassetto della governance in senso di managerializzazione, passando per l’espansione internazionale e la diversificazione del business orientato all’automazione, all’intralogistica e alla perforazione di nuovi settori: una case history emblematica delle sfide e delle opportunità che molte PMI italiane devono affrontare quotidianamente.
Parallelamente, il professor Allegrini ha illustrato le best practice in termini di gestione del rischio d’impresa in ambito di nuovi mercati, perfezionamento delle governance e pianificazione del passaggio generazionale. Secondo i dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio Imprese 2025 del Corporate Governance Lab di SDA Bocconi (realizzato con il supporto di Banca Generali e con PwC), una governance più strutturata si associa a performance migliori. In dettaglio, ogni punto aggiuntivo nell’indice che fotografa la qualità della governance (CG Index) si associa un incremento medio di 0,29 punti percentuali nel Return on Assets medio.
Tutti temi su cui il private banking sempre più spesso si propone come snodo tra gli imprenditori e il mondo della finanza, per arrivare a una gestione delle operazioni straordinarie o delle iniziative di crescita in linea con i migliori esempi e modelli, garantendo protezione e tutela del valore degli interessi delle famiglie imprenditoriali. In questo contesto il banker assume così il ruolo di regista del dialogo tra aziende e operatori finanziari, visto il suo perfetto allineamento senza conflitti di interesse con l’imprenditore, grazie a un rapporto di fiducia di lungo periodo con i clienti.
Banca Generali, negli anni, ha fatto di questa vicinanza a chi fa impresa uno dei punti di forza del proprio modello d’offerta, grazie all’ampia gamma di servizi nel “wealth management” e nel corporate advisory.
“I private banker ricoprono sempre più un ruolo strategico per chi fa impresa. Dalle operazioni straordinarie, allo sbarco sui mercati dei capitali, passando per operazioni di riassetto della governance, anche in chiave successoria, il banker può affiancare la famiglia imprenditoriale nella ricerca delle soluzioni che meglio rispondono ai suoi interessi patrimoniali. Ed è un ruolo che sentiamo come una missione, perché crediamo che la protezione del patrimonio non possa prescindere dalla tutela e dalla crescita dell’azienda”, ha spiegato Bovo.
Il 2025, va ricordato, si è chiuso con circa 1.400 deal di M&A conclusi secondo i dati KPMG, sostenuti dal crescente interesse degli investitori finanziari con oltre 500 operazioni, in crescita del +30% rispetto al 2024.
Per offrire un ventaglio di servizi sempre più completo, in grado di rispondere alle esigenze degli imprenditori lungo tutto il ciclo di vita dell’azienda, la banca del Leone nel 2025 ha acquisito le competenze di investment banking di Intermonte, da oltre trent’anni al fianco delle PMI italiane nel dialogo con i mercati dei capitali.
“Molte imprese si trovano infatti ad affrontare passaggi chiave, come il ricambio generazionale e la necessità di evolvere il proprio posizionamento competitivo. In questo quadro, la governance diventa una leva strategica: pianificare con anticipo la successione e definire strutture decisionali solide è fondamentale per assicurare continuità e per valorizzare nel tempo il patrimonio imprenditoriale. Intermonte è da oltre trent’anni al fianco delle PMI italiane, che rappresentano il motore del Sistema Paese, accompagnandole nei loro percorsi di sviluppo: dalla crescita dimensionale al rafforzamento della governance, fino all’accesso ai mercati dei capitali sia tramite la quotazione sia attraverso operazioni straordinarie di M&A”, ha concluso Matteo Sacco, Director Equity Capital Market di Intermonte.








