Anno XI 
Giovedì 2 Luglio 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Redazione
Economia
02 Luglio 2026

Visite: 55

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato emesso da Coldiretti Lucca:

"La flotta viareggina continua a perdere pezzi. Nel 2026 dieci imbarcazioni – una su tre –, tra quelle specializzate nella pesca a strascico, saranno demolite. Anche gli armatori viareggini, uno alla volta, sono costretti a ritirare la lenza anche perché non c'è nessuno pronto a prendere il timone delle loro barche. Pescare rende sempre meno e costa sempre di più.

 

E' l'effetto micidiale del cocktail servito dall'UE ai pescatori: incentivi per demolire le imbarcazioni, riduzione delle giornate di pesca e burocrazia asfissiante, nessun incentivo per aiutare i giovani a salpare. Fattori che, insieme all'aumento dei costi di produzione e alla concorrenza slealissima del pesce straniero catturato con metodi tutt'altro che sostenibili, hanno portato all'affondamento, in senso figurato ovviamente, di un peschereccio su due. Da 1.000 a 500 barche negli ultimi 40 anni. Numeri destinati, con l'attuale approccio dell'Unione Europea, a peggiorare ancora. A denunciarlo con forza è Coldiretti Pesca Toscana che ha partecipato con una delegazione di pescatori ad un evento a Bruxelles per discutere il futuro del settore in un momento cruciale nel percorso che porterà alla definizione del Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 e della riforma della Politica Comune della Pesca. Presenti all'incontro europarlamentari, tecnici ed operatori del settore. A rappresentare la Toscana è stato il responsabile del settore pesca di Coldiretti, Danilo Di Loreto. 

 

"La banchina della pesca professionale di Viareggio perderà con la rottamazione appena approvata, altre dieci imbarcazioni di pesca a strascico. Saranno demolite insieme alle licenze, pescatori esperti, ancora in grado di lavorare, scenderanno a terra senza alcuna prospettiva di reintroduzione nel mondo del lavoro. – spiega preoccupato Danilo Di Loreto, Responsabile Coldiretti Pesca Toscana – La situazione non è diversa negli altri porti della nostra regione. Le imbarcazioni non saranno purtroppo compensate da un solo varo di un natante per la piccola pesca. Questo taglio al numero di imbarcazioni comporterà un'inevitabile riduzione della presenza di specie ittiche locali sulle nostre tavole e ad un  conseguente aumento delle importazioni di pesce dall'estero. Dalla pesca a strascico, demonizzata dalla Commissione, dipende il 70% di pescato nazionale: il danno sarà soprattutto ai cittadini. Le nuove regole dovrebbero basarsi su dati concreti e valutazioni d'impatto, non su approcci ideologici. Se il risultato che la commissione europea aveva in mente era demolire una generazione di pescatori, ci sta riuscendo".

 

L'incontro di Bruxelles è stato fondamentale per mettere sul tavolo le proposte di Coldiretti Pesca per garantire il futuro del settore, il reddito delle marinerie e il diritto dei cittadini al cibo sano e sicuro. Coldiretti Pesca ha chiesto "un cambio di passo da parte della Commissione Europea riservando almeno 7,3 miliardi del bilancio per la prossima Politica Comune della Pesca (Pcp) ed evitando il pericolo di un accorpamento in un fondo unico. Una dotazione finanziaria adeguata è essenziale – secondo Coldiretti Pesca - per consentire alle imprese ittiche di rispondere alle sfide epocali della transizione ecologica (decarbonizzazione della flotta, attrezzi e motori innovativi a minor impatto), di favorire il ricambio generazionale, che oggi è ai minimi storici, e di rafforzare la competitività sui mercati globali. 

 

Competitività che va in contrasto con il calo delle giornate di pesca subite dalle imprese: oltre il 15% nel Mar Mediterraneo nell'ultimo biennio. Da qui la richiesta di revisionare le norme di gestione della pesca — Pacchetto Omnibus dove serve un approccio diverso rispetto a politiche che sino ad oggi si sono basate su tagli drastici e restrizioni spesso prive di motivazioni scientifiche. Per Coldiretti Pesca occorre inoltre prevedere misure assicurative e di sostegno mutualistiche costruite secondo le caratteristiche del settore ittico, e "Corridoi Azzurri" per i lavoratori che consentano di poter imbarcare mano d'opera regolare e qualificata proveniente anche da Paesi Extra Ue.

 

L'altro passo fondamentale nell'ambito della Politica comune della Pesca è il sostegno all'acquacoltura, un settore che in Toscana vale oltre 60 milioni di euro e che deve diventare uno dei pilastri della nostra sovranità alimentare. Le risorse per l'acquacoltura della futura Pcp – conclude Coldiretti Pesca - devono dunque essere destinate in modo prioritario alla tutela della competitività e alla modernizzazione degli allevamenti, definendo norme giuridiche ad hoc che valorizzino le specificità di chi opera nelle acque interne e marittime".

Pin It
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Giovedì 2 luglio, alle ore 12.30, presso la Sala Consiliare Pierantonio Graziani in Municipio si terrà…

Il Comando della Polizia Locale di Forte dei Marmi si unisce al profondo cordoglio per la…

Spazio disponibilie

Programmazione da giovedì 2 luglio a mercoledì 8 luglio 2026 -Cinema Comunale…

Spazio disponibilie

L'associazione ambientalista nazionale Fare Verde Versilia, attiva su tutta la Versilia da 10 anni, informa che…

Il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord ha convocato l'Assemblea consortile per martedì 30 giugno…

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie