Sono solo canzonette cantava Edoardo Bennato, nel1980, per invitare tutti a prendere meno sul serio i messaggi pseudo sociopolitici delle canzoni di quegli anni. Un grido di incredibile attualità, se non di vera preveggenza, che ha sempre avuto una verità di fondo innegabile, spesso dimenticata: le canzonette, la musica in generale, tutta, nasce con il precipuo scopo di divertire, di regalare attimi di spensieratezza e allegria, di unire nello stesso coro persone di idee diverse, età diverse, interessi diversi, vite diverse. Che, poi, in fondo, già questo è il messaggio sociopolitico più importante, a cui, l’arte, sempre, dovrebbe aspirare. Un piccolo miracolo di convivenza col sorriso, che, anche se durasse solo il tempo di una canzone, varrebbe sempre la pena di essere ricercato. È quello che ha acceso la clientela del ristorante Vesta Versilia, all’interno del Twiga, nella serata di lunedì 1 giugno, trascinata dall’energia di Alessandro Ristori e dei suoi Portofinos sulle note di canzoni che sono riuscite ad attraversare il tempo. Cover italiane anni ’60, ’70 e ’80 da “Se bruciasse la città” a “Bambola”, a “Cocktail d’amore” a “Il pirata e il signore” a “Stella stai” a “Un’estate al mare” a “L’importante è finire”: una cavalcata musicale riarrangiata e riproposta da Ristori, voce vera (e non autotune) e gestualità da rockstar anni ’50. Un mix perfetto tra nostalgia e valorizzazione del meglio di un passato che non tramonta, che ha entusiasmato l’intero e molto eterogeneo parterre del Twiga, che ha cantato e ballato con il cantante diventato uno dei più ricercati nel circuito luxury dei locali e della ristorazione. “Vivo in una specie di tour perenne. Oggi sono qua, domani a Montecarlo, poi in Russia, poi in Sicilia – ha spiegato Ristori – Ovunque noto l’accoglienza entusiastica di questo tipo di musica. Anche all’estero c’è grande apprezzamento per la musica italiana. Io ho iniziato con il rock&roll e un po’ la mia anima è rimasta quella. Riprendo i classici della canzone pop italiana, ma dò loro una nuova lettura, adatta al tempo di oggi”. Il concerto di Ristori si è collocato come “portata” principale all’interno della ricercata cena del ristorante Vesta Versilia, caratterizzata dalla armonica fusione tra piatti tipici italiani, come la frittura in tempura e l’insalata di mare caldo, e piatti di cucine straniere rivisitati con prodotti di qualità eccellente: minitacos con tartare di pesce crudo e avocado e sushi. Cura dei particolari e dei dettagli, attenzione alla qualità, ricerca e tradizione sapientemente bilanciate: questa la linea che contraddistingue la filosofia della holding Triple Sea Food Holding che gestisce i ristoranti Vesta e che appartiene alla LMDV Capital di Leonardo Del Vecchio. Il locale di Marina di Pietrasanta è, insieme a quello di Portofino, tra gli ultimi aperti dal gruppo e la serata del 1 giugno al Vesta Versilia ha rappresentato un’ottima apertura della stagione estiva.
Parte alla grande l’estate di Vesta Versilia: Alessandro Ristori accende il pubblico del Twiga
Scritto da Vinicia Tesconi
Enogastronomia
02 Giugno 2026
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