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Scritto da Redazione
Massarosa
06 Maggio 2026

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I consiglieri di opposizione Bertolaccini Pietro, Morelli Nicola, Lucchesi Marzia e Cima Pietro intervengono sulla situazione degli asili nido nel Comune di Massarosa, denunciando una gestione che definiscono "confusa e penalizzante per le famiglie".
"L’apertura del nuovo asilo nido di Piano di Mommio, realizzato con fondi PNRR - si legge nel comunicato - avrebbe dovuto rappresentare uno dei principali risultati dell’amministrazione comunale nel settore dei servizi educativi. In realtà, si sta rivelando l’ennesimo tassello di una gestione confusa, segnata da promesse sistematicamente disattese e da scelte politiche che stanno progressivamente smantellando l’offerta pubblica per la prima infanzia.
In Consiglio comunale la sindaca e l’allora assessore competente, Navari, avevano assicurato che tutti e tre gli asili nido comunali — Il Del Magro, Il Girotondo e Piano di Conca — sarebbero stati pienamente operativi. Un impegno chiaro, ripetuto pubblicamente, che oggi viene smentito dai fatti e dalle decisioni successive della stessa amministrazione, che si contraddice rispetto agli annunci iniziali.
Il caso dell’asilo di Piano di Conca è particolarmente grave e politicamente significativo. La struttura costa alla collettività circa 50 mila euro l’anno ed è inserita in un “contratto di disponibilità” da circa 600 mila euro annui per il complesso scolastico. Nonostante ciò, per anni è rimasta chiusa e inutilizzata, con evidenti sprechi di risorse pubbliche. Solo in un secondo momento è stata riattivata, non per una reale programmazione educativa, ma come effetto collaterale degli interventi legati al PNRR.
Oggi si aggiunge un ulteriore elemento di estrema criticità: nell’ultimo Consiglio comunale è stato annunciato che il nido di Piano di Conca non sarà attivo per l’anno educativo 2026-2027. Una decisione che non può essere presentata come inevitabile, ma che rappresenta una precisa scelta politica, che sacrifica ancora una volta i servizi essenziali sull’altare di una programmazione assente o fallimentare.
Non si tratta di problemi tecnici, ma di priorità politiche. Un’amministrazione seria investe e garantisce i servizi per la prima infanzia. Qui, al contrario, si assiste a un progressivo arretramento: si chiudono o si riducono servizi fondamentali, lasciando le famiglie sole di fronte a un vuoto che si sta aggravando anno dopo anno.
I numeri sono impietosi e smentiscono qualsiasi tentativo di giustificazione. Con la piena attivazione dei tre asili nido comunali e della struttura privata accreditata “Ape Maia” (7 posti), sarebbe stato possibile azzerare completamente le liste d’attesa, accogliendo tutti i bambini nelle fasce 3-12 mesi e 12-36 mesi. Si sarebbe raggiunta una copertura del 44,9%, ben oltre il 33% previsto dagli standard europei e regionali, garantendo di fatto la risposta al 100% delle domande.
Un risultato concreto, alla portata, che questa amministrazione ha scelto di non perseguire. Il bilancio di previsione 2026-2029 lo conferma senza possibilità di interpretazioni: non è stato stanziato alcun finanziamento sufficiente a garantire l’apertura dei tre asili nido. Una scelta che, secondo le stime, richiederebbe circa 300 mila euro: una cifra evidentemente non ritenuta prioritaria rispetto ad altre voci di spesa.
Il quadro complessivo è quello di un’amministrazione che non programma, non pianifica e soprattutto non si assume la responsabilità delle proprie decisioni. I servizi educativi vengono progressivamente ridimensionati, mentre alle famiglie si continua a chiedere pazienza di fronte a scelte che, nei fatti, stanno erodendo il diritto all’accesso ai servizi per l’infanzia.
Resta infine una criticità non più tollerabile sull’asilo nido Del Magro, dove persistono problemi strutturali legati a microclima, ventilazione e umidità degli ambienti. Si chiede pertanto che l’assessore ai lavori pubblici, Dr. Castelli, disponga senza ulteriori rinvii una verifica urgente da parte della ASL sull’idoneità della struttura ad accogliere bambini in condizioni di sicurezza e salubrità", concludono Bertolaccini Pietro, Morelli Nicola, Lucchesi Marzia e Cima Pietro.

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