Anno XI 
Mercoledì 28 Ottobre 2026

Scritto da Redazione
Pietrasanta
28 Ottobre 2026

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Arte, teatro, musica e parole si sono incontrati sabato 24 ottobre all'Atelier Mitoraj di Pietrasanta, in Versilia, per la seconda edizione di Mitoraj, Mito e Musica, l'iniziativa dedicata alla memoria dello scultore di origini polacche, a dodici anni dalla sua scomparsa. Protagonista della serata è stato il mito di Icaro, uno dei temi centrali nell'immaginario artistico di Igor Mitoraj, esplorato attraverso le sue opere e la prima nazionale di Icaro Infinito, pièce di e con Giuseppe Ciciriello, prodotta da Scintilla e Atelier Mitoraj, in partnership con Fondazione Arte Bvlg.

Hybris, sete di libertà, fragilità, bellezza, slancio giovanile: il mito di Icaro racchiude temi che attraversano l'opera di Mitoraj e continuano a interrogare il presente. Le sue sculture, con i corpi spezzati e la tensione verso una bellezza mai convenzionale, restituiscono una visione profondamente contemporanea, capace di parlare al nostro tempo.

A rendere ancora più speciale l'appuntamento è stata la scelta di una location inedita. Il teatro è stato allestito nel magazzino dell'Atelier, tra gli stampi e i negativi da cui nascono, in fonderia, i bronzi del Maestro. Due sculture monumentali di Icaro accoglievano gli ospiti all'ingresso dello spazio scenico, alle spalle del palco campeggiava una monumentale Dea Roma, altre opere di Mitoraj completavano l'allestimento. Luca Pizzi, direttore dell'Atelier e scenografo della pièce, ha raccontato il significato di questa scelta: «Ci troviamo nella parte più intima del lavoro del maestro: siamo circondati dai negativi, dagli stampi da cui nascono, in fonderia, i bronzi che tanto amiamo. Anche la scultura è un processo creativo che crea e richiede una metamorfosi continua: ecco perché questo è il luogo più idoneo a raccontare il Maestro attraverso una sua tela, che si è trasformata in un'opera teatrale, mentre intorno a noi gli stampi di una delle opere più importanti del maestro, le porte di Santa Maria degli Angeli a Roma, rivivono con lui e con noi». Sul palco Ikaro Cielo Bianco, opera del 2014 realizzata a encausto e acrilico su tela, rientrata dalla Puglia al termine della mostra "Barocco e neobarocco, da Rubens a Mitoraj". È proprio questo dipinto ad aver ispirato la trasposizione teatrale del mito, dando origine a Icaro Infinito, un dialogo fra parola, musica e immagine.

«Per me Icaro è il mito di chi osa tendere all'eterno, all'infinito», racconta Giuseppe Ciciriello, autore e interprete della pièce. «Scrivendo il testo ho voluto liberarlo dall'idea del fallimento e restituirgli la sua verità più profonda: quella di un anelito che non si arrende, e si spinge oltre la prigione del timore. Il suo volo è infinito perché rinasce ogni volta nell'uomo, quando sceglie di alzare lo sguardo. Portarlo in scena tra le opere di Mitoraj, dove i corpi spezzati diventano bellezza, ha dato alle parole una profondità nuova e necessaria». Le parole di Ciciriello hanno trovato un contrappunto nelle musiche per pianoforte composte ed eseguite da Mirko Lodedo, su un'idea di Gianluca Zurlo, sviluppata nella produzione di Scintilla e Atelier Mitoraj. Ne è nato un percorso artistico in cui il mito, la pittura e il linguaggio teatrale si sono richiamati reciprocamente, offrendo nuove possibilità di lettura dell'opera di Mitoraj. La serata è proseguita negli spazi dell'Atelier, in un clima di partecipazione e condivisione. A dodici anni dalla scomparsa, la presenza dell'artista continua a vivere nelle sue opere e nella capacità di suscitare domande, riflessioni e nuovi incontri. La sua ricerca, orientata alla "ricerca costante di armonia in un mondo spezzato", rimane un punto di riferimento per chi riconosce nell'arte una possibilità di dialogo con il presente.

A sottolineare il valore dell'iniziativa è stato anche Enzo Stamati, presidente Bvlg, la cui Arte Bvlg ha sostenuto questa seconda edizione: «Luca, che è prima di tutto un amico, ci ha chiamato e ci ha proposto questa seconda edizione. Sono venuto con Filippo Viti, Presidente Muta Bvlg a vedere di nuovo l'Atelier e, per la prima volta, l'ambiente dove stava allestendo il palco. Siamo rimasti estasiati, per cui abbiamo detto: vorremmo esserci. Il nostro non è solo e soltanto un contributo materiale: è anche una vicinanza a quello che avete costruito finora e continuate a costruire in memoria di Mitoraj. Saremo ancora, se vorrete, al vostro fianco».

A chiudere la serata le parole di Jean-Paul Sabatié, presidente dell'Atelier Mitoraj, che ha ringraziato gli ospiti per la partecipazione e il direttore Luca Pizzi per il lavoro svolto: «Siamo una grande famiglia, unita dall'amore per l'arte, per la bellezza e per Igor Mitoraj».

L'iniziativa conferma così la vocazione dell'Atelier Mitoraj: custodire e trasmettere l'eredità del Maestro non soltanto attraverso la memoria delle sue opere, ma anche promuovendo nuove occasioni di incontro tra linguaggi artistici, generazioni e sensibilità diverse.

Foto evento ©️ Nicola Gnesi

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