La campagna elettorale ha riacceso i riflettori sul Politeama ma il dibattito mi è parso consumarsi su affermazioni di massima che rischiano di far perdere di vista ai cittadini i fatti concreti e cioè le carenze gravissime di questa Amministrazione Comunale che non solo non ha fatto niente per proporre soluzioni reali ma che, addirittura, nel momento in cui il teatro fu riconsegnato dagli Scarpellini alla fine del 2018, probabilmente pensò anche all'ipotesi di realizzarci un centro commerciale come a quel tempo correva voce nel corso delle sedute consiliari di approvazione del Regolamento Urbanistico e come la stampa riportò ampiamente. Del resto, lo sparpagliamento delle candidature degli Assessori che sono stati protagonisti delle Giunte Del Ghingaro dal 2018 ad oggi, in seno alle compagini elettorali che si contenderanno la tornata di maggio, fanno propendere ad una certa e diffusa confusione. Merita pertanto, a prescindere dalle petizioni di principio profuse a difesa del nostro patrimonio culturale e della storia della città - per carità condivise ma che vanno poco al di là dell'invettiva elettorale - ripercorrere alcuni passaggi decisivi di questa storia per ricordare che se quel rischio fu scongiurato lo si deve all'azione posta in essere dal sottoscritto, unitamente alle colleghe Pacchini e Pacilio, prima per far approvare una invariante strutturale - bocciata dalla maggioranza Del Ghingaro - e successivamente costituire il vincolo culturale sul Politeama al quale il Comune di Viareggio rimase volutamente estraneo malgrado fosse stato sollecitato sia in Consiglio Comunale che a mezzo pec. Così Massimiliano Baldini, ex Consigliere Regionale della Lega.
Nel corso dell'iter di approvazione del Regolamento Urbanistico il Comune di Viareggio inserì i cinema ed i teatri nella categoria c) - commerciale al dettaglio, si veda l'art. 23 delle Note Tecniche di Attuazione del RU - prevista dalla L.R. 65/2014 in merito alle destinazioni d'uso e che avrebbe permesso in forza dell'art. 99 comma 2a) della medesima legge regionale l'automatico cambio di destinazione da cinema a commerciale. A riprova di quanto sopra la nota del 09.10.2018, prot. n. 66408, a firma del Dirigente Dott. Petruzzi, inviata al Demanio ed a mezzo della quale si rilevava che "l'Amministrazione Comunale intenderebbe predisporre una delibera di indirizzi che consenta la presentazione di distinte concessioni per i locali attualmente in uso . . . precisando che il Nuovo Regolamento Urbanistico, adottato dal Consiglio Comunale l'8.08.2018 ed in fase di presentazione delle osservazioni . . . in merito alla destinazione urbanistica dell'immobile il teatro è classificato proprio in base all'art. 23 con destinazione d'uso di attività commerciale al dettaglio" e ciò nonostante - come dicevo all'epoca - la stragrande maggioranza dei Comuni fosse solita inserire i cinema ed i teatri all'interno della categoria funzionale d) turistico-ricettiva. Per scongiurare questo pericolo - continua l'ex Consigliere Regionale - presentammo una osservazione al Regolamento Urbanistico che richiedeva l'introduzione del vincolo di destinazione al cinema-teatro per il teatro Politeama in qualità di invariante strutturale, naturalmente bocciata dall'Amministrazione Comunale. A quel punto, ricordando che il Teatro Politeama era del 1869 e quindi più vecchio di 70 anni, prima chiedemmo, anche in Consiglio Comunale, alla Giunta Del Ghingaro di attivarsi per far dichiarare il vincolo di interesse culturale sull'immobile e, nell'inerzia della medesima, con pec del 23.11.2018, inviammo all'allora Mibact oltre che all'Agenzia del Demanio e per conoscenza al Sindaco di Viareggio ed al Segretario Comunale, l'istanza di avvio della procedura di interesse culturale (VIC) ex art. 12 del Codice dei Beni Culturali a vantaggio del Politeama, poi conclusasi con successo nonostante nelle more avessimo dovuto altresì intimare il ritiro in autotutela dell'Avviso del 5.11.2018, sempre a firma del Dirigente del Comune di Viareggio Dott. Petruzzi, riguardante la messa a gara di domande per la concessione del Politeama secondo criteri che avrebbero potuto comprometterne la destinazione culturale - insiste lo storico rappresentante della Lega.Pertanto - conclude Massimiliano Baldini - si può tranquillamente affermare che la storia ed il futuro del Politeama sono salvi malgrado l'atteggiamento tenuto dall'Amministrazione Del Ghingaro che, negli anni, non ne ha mai mostrato interesse, probabilmente accarezzando l'idea di trasformarlo in un centro commerciale se non fossimo intervenuti noi a farne imprimere il vincolo di interesse culturale ed altresì suggerendo l'utilizzo delle norme sul federalismo demaniale culturale come accaduto con successo nella vicina Forte dei Marmi alla fine del 2017, anche in questo caso nel totale distinguo del Comune di Viareggio.








