Il Principino era gremito. Sul lungomare di viale Marconi, tra le luci della passeggiata e l'aria ancora frizzante di marzo, Marialina Marcucci ha incontrato i viareggini per il secondo appuntamento del suo tour elettorale "Viareggio Mon Amour". Famiglie, commercianti, ragazzi, anziani — una platea eterogenea che l'ha accolta con calore e, a tratti, con entusiasmo vero. La candidata sindaca non si è sottratta a nessuna domanda, e ha tenuto fede alla promessa che ripete da quando ha ufficializzato la sua discesa in campo: "Ho voluto cominciare tra la gente, perché voglio imparare a conoscervi e a conoscere i vostri problemi."Non è retorica. È il cuore del suo programma. Una delle prime cose che farà, se andrà al governo della città, sarà ripristinare il ricevimento dei cittadini da parte del sindaco e degli assessori: "Le persone vanno ascoltate. Il sindaco è al servizio della città e non viceversa, anche se ha la responsabilità di decidere." Lo dice con la concretezza di chi ha trascorso dieci anni alla presidenza della Fondazione Carnevale, e prima ancora ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Regione Toscana con deleghe a cultura, comunicazione e turismo.
La sua visione di Viareggio è quella di un sistema integrato, dove ogni quartiere conta e nessuna periferia viene lasciata indietro. "Vedo Viareggio come un unicum, dove ogni quartiere con le sue peculiarità costruisce e arricchisce l'offerta del territorio." Centri sportivi, luoghi di aggregazione, piazze: spazi da riqualificare e restituire alla comunità. Il verde pubblico, i marciapiedi, il decoro quotidiano non sono dettagli, avverte Marcucci — sono piccoli problemi che "fanno presto a diventare grandi."Sulla mobilità il messaggio è chiaro: no alle grandi opere faraoniche, sì a interventi concreti e diffusi. Mobilità elettrica, piste ciclabili sicure, parcheggi multipiano — "a patto che siano belli" — al posto delle strutture sotterranee. Il nodo della Darsena e del traffico nell'area portuale va affrontato senza ulteriori rinvii. E sulla Via del Mare, già al centro del dibattito cittadino, Marcucci non si tira indietro: "deve esserci, nel rispetto dell'ambiente e di una pineta ben tenuta, che oggi non lo è."
Imprenditrice e già presidente della Fondazione Carnevale, sa meglio di chiunque altro che Viareggio non vive solo d'estate. La cultura è un pilastro del suo progetto: Villa Borbone nella pineta di Levante come polo culturale da valorizzare, il Teatro Politeama da riportare a vita piena, il Carnevale da consolidare e proiettare su scala internazionale come motore identitario ed economico della città.
Centrale il tema dei giovani. "Ci saranno giovani, senza di loro non esiste futuro", ha annunciato parlando della squadra che la affiancherà. Ma la questione generazionale va ben oltre la lista: scuole da ringiovanire nelle strutture e nella didattica, spazi sportivi e verde per i ragazzi, e un impegno preciso a coinvolgerli in attività civiche. Accanto a loro, gli anziani e le famiglie, con progetti che favoriscano il rapporto intergenerazionale e una rete del volontariato sostenuta da linee guida pubbliche chiare: "per fare in modo che Viareggio diventi sempre di più una città solidale."
"Sarò una sindaca che starà tra la gente, perché solo così si potrà avere il quadro preciso di ciò che accade intorno a noi. Stando chiusi in ufficio non ci si rende conto di nulla." Il tour prosegue domani mattina alle 10 al Caffè dell'Opera di Torre del Lago. Ma la chiusura della serata al Principino porta la firma di una candidatura che vuole essere anche storica: "Viareggio potrebbe avere per la prima volta una sindaca donna. E anche questo è uno stimolo."
"Sarò la sindaca che sta tra la gente": Marcucci porta "Viareggio Mon Amour" al Principino
Scritto da Carmen Federico
Politica
25 Marzo 2026
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