Riceviamo e pubblichiamo il comunicato emesso da Spazio Progressista riguardante un esposto presentato per il taglio dei pini presso le scuole Pascoli di Viareggio.
"Come Spazio Progressista abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Lucca, trasmesso anche ai Carabinieri Forestali, alla Soprintendenza e al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, affinché venga verificata la correttezza dell'iter amministrativo che ha portato all'autorizzazione dell'abbattimento dei cinque pini della scuola "Pascoli".
Sia chiaro: non siamo contrari agli abbattimenti quando sono realmente indispensabili. Gli alberi, come le persone, non sono eterni. Ma proprio perché rappresentano un patrimonio della collettività, prima di abbatterli vorremmo essere certi che siano state percorse tutte le strade possibili per salvarli e, soprattutto, che a ogni abbattimento corrisponda davvero una nuova piantumazione.
È qui che nasce la nostra preoccupazione.
A Viareggio gli alberi vengono tagliati con una certa regolarità. Quelli nuovi, invece, sembrano molto meno presenti nella memoria dei cittadini.
Per questo abbiamo chiesto alla Procura di verificare non solo il caso dei cinque pini, ma anche se negli ultimi anni gli obblighi di compensazione ambientale siano stati realmente rispettati oppure se il patrimonio arboreo cittadino si sia progressivamente ridotto nel silenzio generale.
La domanda è semplice e crediamo che ogni cittadino abbia il diritto di conoscere la risposta:
quanti alberi sono stati abbattuti negli ultimi anni e quanti sono stati effettivamente ripiantati?
Se questi numeri esistono, sarebbe opportuno renderli pubblici.
Se non esistono, forse il problema è ancora più serio.
Nel nostro esposto richiamiamo anche un altro aspetto che riteniamo emblematico.
Il Comune continua a fare riferimento ad un Regolamento del Verde approvato nel 2005, quando ancora non esistevano la Legge sul verde urbano, la riforma costituzionale dell'articolo 9, la Strategia europea per la biodiversità e tutte le più recenti politiche ambientali.
In pratica, mentre il mondo cambia, il regolamento resta fermo a vent'anni fa.
E forse questo spiega molte cose.
Ancora più curioso è che lo stesso regolamento preveda, per chi non ripianta gli alberi dovuti come compensazione, una sanzione compresa tra 250 e 500 euro.
Viene spontaneo chiedersi se oggi il valore attribuito ad un albero adulto abbattuto sia davvero questo.
Noi crediamo di no.
Un albero non è un arredo urbano da sostituire quando dà fastidio.
È un'infrastruttura verde che produce ossigeno, assorbe anidride carbonica, abbassa la temperatura nelle estati sempre più torride, migliora la qualità dell'aria e rende la città più vivibile.
Per questo ci saremmo aspettati una politica capace di contare gli alberi che crescono, non soltanto quelli che vengono abbattuti.
Noi non chiediamo processi mediatici.
Chiediamo trasparenza.
Chiediamo che i cittadini sappiano qual è il saldo del patrimonio arboreo di Viareggio.
Perché la sensazione, osservando la città, è che gli alberi spariscano molto più velocemente di quanto ricrescano (Scuole Lambruschini lato via Garibaldi; via Trento, via Virgilio, via Paolo Savi in Darsena; via San Francesco…).
E se questa fosse solo una sensazione, sarebbe nell'interesse della stessa Amministrazione dimostrare, dati alla mano, che non è così.
Se invece così non fosse, allora il problema non riguarderebbe soltanto cinque pini, ma il futuro ambientale di Viareggio.
Noi continueremo a vigilare. Perché il verde pubblico non appartiene all'Amministrazione di turno: appartiene ai cittadini e alle future generazioni", conclude Spazio Progressista.








