Le epigrafi di due lapidi come augurio per l'anno scolastico stazzemese che inizia domani, martedì 15 settembre
Stazzema_ In occasione dell'apertura dell'anno scolastico 2026/27 che avverrà domani a Stazzema, il giornale che non c'è riaccende la luce della conoscenza su due lapidi presenti nel territorio comunale che potrebbero essere poco conosciute, se non del tutto sconosciute. Uno stimolo alla conoscenza di un divenire che non può dimenticare la storia passata. La lapide che presumo sia quella maggiormente non conosciuta dagli studenti e dalle nuove generazioni stazzemesi si trova sulla facciata di un edificio della frazione di Ruosina, precisamente sulla destra della provinciale ( direzione Seravezza) prima del ponte sul Vezza. L'edificio, dopo l'abolizione dei comunelli della Vicaria di Stazzema avvenuta nel 1776 fu sede del municipio del divenuto Comune di Stazzema fino al 31 dicembre 1882, quando il 1 gennaio del 1883 la sede fu spostata a Pontestazzemese. E' una lapide che ricorda il plebiscito dei toscani che con oltre il 93% dei suffragi decisero di unirsi alla Monarchia costituzionale del Re Vittorio Emanuele e di rinunciare al Regno separato della Toscana. Insomma decisero per l'Unità d'Italia. Pertanto lapide storica e altamente significativa del sentimento dell'unione che deve continuare ad animare le scelte dei cittadini impedendo che i germi della disunione possano (ri )principiare a erodere il valore dell'unità. L'epigrafe della lapide dovrebbe essere ravvivata e la crepa suturata affinché la pioggia non peggiori la lesione. Il testo:
" L'anno MDCCCLX questo dì XV del mese di marzo
la Corte Suprema di Cassazione riunita in seduta plenaria nella sua sala
delle pubbliche udienze posta nel Palazzo della Signoria in virtù del decreto del 1 marzo corrente all'effetto di verificare i resultati del suffragio universale reso dal popolo toscano convocato nei comizi
dichiara che dietro gli spogli eseguiti / questa medesima udienza dei risultati parziali del suffragio universale
registrati negli atti verbali suddetti
si è ottenuto il risultato finale che è il seguente:
N dei toscani concorsi a dare il voto 386.445. N dei voti per l'unione alla Monarchia Costituzionale del Re Vittorio Emanuele 366.571.N. dei voti per il regno separato 14.995. N. dei voti dichiarati nulli 4.949.
Constatata conseguentemente e dichiara il plebiscito del popolo toscano essere per la Unione
alla Monarchia Costituzionale del Re Vittorio Emanuele
così dichiarato dalla Corte Suprema di Cassazione nelle ore II e 55 menuti pomeridiane del giorno predetto nella sala suddetta sedendo il Cav. Giuseppe Puccioni Vice Presidente
Cav. Carlo Carducci Cav. Zanobi Pasqui Angiolo Nuccorini Giuseppe Gilles Cav. Raffaello Cocchi Gio Battista Aiazzi consiglieri che si sono sottoscritti in piè dell'atto insieme col cancelliere F. Nasi"
L'altra lapide, anch'essa poco conosciuta si trova collocata sul muro esterno in loc. Fornetto, borgata della frazione di Pontestazzemese. Immediatamente prima dell'inizio( direzione mare) della strozzatura della provinciale di Marina presente in quel punto. Fu collocata nel 1907 per ricordare i tredici mesi della sua primissima infanzia che il premio Nobel per la letteratura, Giosuè Carducci, trascorse appunto in quella abitazione. Stazzema può vantare questo glorioso trascorso di un grandissimo letterato, primo italiano a conseguire il riconoscimento del Nobel. La lapide fu posta presumibilmente per celebrare l'assegnazione del Nobel, avvenuta nel 1906. A Stazzema, oltre a questa lapide, non c'è altro che ricordi la grandissima figura di letterato che è Giosuè Carducci. Né una via né una piazza, solo questo marmo quasi illeggibile, assorbito nella facciata macchiata dal tempo. Da rilevare che lo scolopio Padre Cesare Coppedè da Terrinca, ideatore nonché infaticabile sostenitore della necessità di realizzare la via che lui voleva chiamare Versiliana-Carducci e che patendo da Terrinca doveva terminare a Mosceta passando da Fociomboli, di cui in seguito è stato realizzato il tratto Terrinca-Passo Croce, intendeva onorare in questa maniera il poeta d'Italia. L'epigrafe della lapide in loc. Fornetto:
"In questa casa passò tredici mesi della sua infanzia lacrimosa il poeta d'Italia Giosuè Carducci negli anni 1837/38.
Il popolo orgoglioso di tanto cittadino a perpetuo ricordo il nome glorioso qui vole scolpito". 29 settembre 1907
Due lapidi che vogliono essere d'augurio per l'inizio della scuola a Stazzema e stimolare la conoscenza del ricco patrimonio di documenti lapidei che dispone il territorio comunale di Stazzema.
Giuseppe Vezzoni
Quattrocentesimo anno della Madonna del Soccorso
Seravezza- Sabato 19, presso la Sala Salvatori della Pro Loco di Seravezza prenderanno inizio gli eventi programmati per onorare i 400 anni di venerazione della Madonna del Soccorso. Il cultore di storia locale, Ezio Marcucci, terrà alle 17 la conferenza "Storia dell'immagine della Madonna del Soccorso di Seravezza". Il giorno successivo, presso Villa Henraux, sempre alle 17, si terrà il primo momento di meditazione "Maria, Madre del Soccorso" animato da Anna Maria Calzonaro, missionaria dell'Istituto P. Kolbe
Seguiranno i Momenti di preghiera con orario 18,30-22.00 (Rosario- Adorazione Eucaristica- Conversazione spirituale e Benedizione Eucaristica) presso le chiese di Riomagno (martedì 22 settembre), della SS Trinità in Torcicoda (mercoledì 23 settembre), della Misericordia (giovedì 24 settembre), e la Cappella di Villa Henraux (venerdì 24 settembre)
Sabato 25 settembre, alle 17, l'arcivescovo emerito, mons. Giovanni Paolo Benotto, celebrerà sul sagrato del Duomo di Seravezza la S. Messa con cui si concluderanno le celebrazioni del quattrocentesimo anno della Madonna del Soccorso.
Giuseppe Vezzoni