Stazzema-Seravezza. La frazione di Ruosina ha programmato un mese d'agosto ricco di iniziative per celebrare il bicentenario della Madonna del Santo Amore. Una venerazione mariana molto sentita e che ha un corteggio di cure pari se non superiore alla festa patronale dei santi Paolo e S. Antonio da Padova. Le celebrazioni inizieranno stasera, in loc. Zara con l'incontro di preghiera. Poi il sacro e il profano daranno vita a un crescendo di eventi che culmineranno il 30 agosto con la Messa solenne e la processione serale nello scenario di migliaia di lumini accesi che proietterà la frazione, che è stata sede del Comune di Stazzema, nella magica atmosfera di un passato pieno di fasti e di cui la solennità della Madonna del Santo Amore è un'espressione di venerazione religiosa ma anche di partecipata esposizione popolare per porre il paese sul proscenio scenografico di imbandieramento e luminosità che resiste al passare dei secoli e che rinserra le file della popolazione, che durante questa grande festa sfodera una unicità di intenti a cancellare i due riferimenti geografici e amministrativi che la connotano: quelli del comuni di Stazzema e di Seravezza. Mai come durante la solennità della Madonna del Santo Amore il paese di Ruosina diventa un unico borgo. Tre sono gli eventi che affiancheranno i vari momenti venerativi: la "stordellata" all'ombra del Matarone dell'8 agosto, il concerto della Banda Basilio Stagi del 17 ed infine, nel punto in cui il Canale di Cansoli (del Giardino) confluisce nel fiume Vezza, la spettacolare Focata del 29 agosto, alla vigilia della grande festa in onore alla Madonna e della suggestiva luminaria che addobberà il paese durante la processione notturna. Un tempo la Madonna del Santo Amore portata in processione era una statua vestita. Sono occorsi 25 anni per convincere i fedeli di Ruosina a rinunciare a quel simulacro che si vestiva e si spogliava e e "per privilegio- scrive il prof. Ernesto Guidi- era conservata "nella casa della famiglia Laldi ". Ben due statue lignee è occorso far realizzare a Ortisei. La prima fu regalata perché il popolo di Ruosina volle continuare a portare in processione la vecchia statua vestita nonostante vigesse la prescrizione religiosa di togliere dal culto queste statue che erano rifinite solo nei lineamenti del viso ma sgrossate in tutto il resto. Dopo 25 anni l'allora parroco don Ettore Bichi, nativo di Retignano, riusci a rispettare la prescrizione ecclesiastica emanata nel 1923 ma dovette ordinare una seconda statua. Correva l'anno 1948. Nella chiesa di Ruosina c'è una cappella dedicata alla Madonna del Santo Amore e una riproduzione di una effige mariana dipinta da Sebastiano Conca (1680-1764).
(Notizie tratte dal libro All'ombra del Matarone del prof. Ernesto Guidi)
Giuseppe Vezzoni