Il prossimo 29 aprile saranno trascorsi cinque anni esatti dalla presentazione della legge di iniziativa popolare "Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti A.C. 3074". Una proposta di legge nata a Sant'Anna di Stazzema e che si compone di tre articoli. In particolare, riassumendo, con l'articolo 1 s' intende d' introdurre nel codice penale il delitto di propaganda del regime fascista e nazifascista. Con gli articoli 2 e 3 intervenire sulla normativa vigente con riguardo al compimento, in pubbliche riunioni, di "manifestazioni esteriori" o ostentazione di simboli ed emblemi riconducibili ai contenuti e metodi dei partiti fascisti e nazifascisti. Con l'articolo 3 si vuole agire sulla c.d. legge Mancino (decreto legge n. 122 del 1993), con riguardo alla fattispecie di cui all'articolo 2, comma 1, che punisce con la reclusione fino a 3 anni e con la multa da euro 103 a euro 258 il compimento, per introdurre l'aggravante consistente nell'aumento del doppio della suddetta pena qualora tali manifestazioni riguardino emblemi o simboli riconducibili al partito fascista o al partito nazionalsocialista tedesco. Il 12 agosto 2021, in occasione del 77° anniversario della strage, fu annunciato l'avvio del percorso parlamentare con l'assegnazione della proposta di legge alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati con il numero 3074, munita dei pareri favorevoli della Commissione I Affari Istituzionali e della X Attività produttive. Dopo aver spiegato che con questa proposta si voleva introdurre nel codice penale la nuova fattispecie delittuosa della propaganda del regime fascista e nazifascista e intervenire sulla normativa vigente con una aggravante della pena per quanto concerneva il compimento durante pubbliche riunioni di "manifestazioni esteriori" o di ostentazione di simboli ed emblemi riconducibili ai contenuti e metodi dei partiti fascisti e nazifascisti, il sindaco Maurizio Verona concluse il suo intervento di quasi cinque anni or sono definendo l'avvio dell'iter parlamentare "un grande successo di popolo con una enorme mobilitazione di associazioni, movimenti politici, amministratori, ma soprattutto una mobilitazione di migliaia di cittadini tra cui moltissimi giovani". Sono ormai trascorsi cinque anni da quando la proposta di legge è stata presentata per divenire legge dello Stato. Un cammino che pareva spianato, invece non si è rivelato tale. Negli ultimi anni sono spariti anche i tambureggianti rimbalzi sulla cronaca allorquando c'erano notizie di saluti romani fatti in luoghi pubblici o di ostentazioni di simboli nazisti e fascisti. Per la storia la proposta di legge fu lanciata da Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto 2020 alla presenza dell'allora Ministro degli Affari Europei Vincenzo Amendola. Avvicinandoci al Giorno della Memoria 2026 e per tutto ciò che ci sta accadendo intorno, che pare non dover più tener di conto del severo ammonimento che ci deriva dalla dura lezione del passato, mi è parso doveroso richiamare l'attenzione sul fatto che da cinque anni giace in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che attende di essere discussa, approvata e promulgata.
Giuseppe Vezzoni