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Scritto da Giuseppe Vezzoni
A. Versilia
27 Agosto 2026

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E' estremamente sbagliato, divisivo e storicamente e amministrativamente inaccettabile proporre alla sola comunità di Pontestazzemese la valorizzazione dell'area del Col del Cavallo, ascoltare le eventuali proposte e decidere senza coinvolgere le altre frazioni. Se a Stazzema c'è un luogo che è di tutti, quello è il Col del Cavallo. Trovo davvero sconcertante che nessun consigliere comunale prenda posizione affinché sull'area del Col del Cavallo si sentano anche le altre comunità stazzemesi e non solo quella di Pontestazzemese. Nell'area sono state sperperate tante risorse pubbliche e parole per progetti mai concretati, anzi miseramente falliti. Primo fra tutti un' area industriale/artigianale per la lavorazione della Pietra del Cardoso, poi area del Consorzio Forestale di Stazzema, poi per impianto di imbottigliamento e di stoccaggio dell'acqua delle sorgenti della Mulinette. Ancora luogo per ubicare il progetto di pirogassificatore che avrebbe dato l'acqua calda ed energia rinnovabile alla frazione e agli edifici scolastici a Pontestazzemese. Un ben di dio che fece pavesare di striscioni di protesta la frazione, tanto che l'idea fu subito affossata. Alzò la voce del no anche la frazione di Volegno. Intanto, alla chetichella, il Col del Cavallo si connotava sempre di più come area di discarica di materiale. Questo utilizzo piano piano trasformava la località in un luogo di assoluto degrado ambientale, in una immagine che deteriorava la valle del torrente Cardoso e quel far capolino del Monte Forato. L'utilizzo a spazio per deposito di materiale è durato fino a quando, nel luglio 2025, gli organizzatori della manifestazione WineArt di Levigliani hanno chiesto all'amministrazione comunale un uso momentaneo dell'area per realizzarvi a proprie spese una spianata per la sosta delle auto e farne punto di partenza per bus navetta adibiti al trasporto dei turisti alla citata manifestazione. Ciò ha permesso di ridare decoro a un luogo che era stato abbandonato al destino di discarica di risulta di frane. Questa richiesta è intervenuta pochi mesi dopo che la Giunta comunale di Stazzema aveva assunto una delibera (Del. nr. 18 del 4 aprile 2025) per riqualificare la località attraverso la creazione di un parco a verde polifunzionale per attività all'aperto.
 
Per sottolineare ulteriormente quanto sia decisione maldestra considerare il Col del Cavallo una "pertinenza" della frazione di Pontestazzemese, va ricordato che prima dell'alluvione del '96 la storia di questo luogo ci ricorda che fu punto di ritrovo durante i sabati fascisti che servivano all'indottrinamento dei ragazzi stazzemesi e spazio per le ostensioni dittatoriali del ventennio mussoliniano. A Col del Cavallo si tenevano anche i raduni delle bande musicali stazzemesi, che erano presenti e attive nella maggioranza delle frazioni comunali. Nel dopoguerra, spente le eco del fascismo, il campo del Col del Cavallo divenne essenzialmente luogo per il gioco del pallone, per la disputa dell'attività motoria scolastica e per i Giochi della gioventù. Al Col del Cavallo prese avvio, nel luglio del 1968, il primo Torneo di Calcio Alta Versilia, una manifestazione che si rivelò un successo straordinario di partecipazione non solo sportivo-pallonara ma anche di tifo passionale delle frazioni stazzemesi, tanto che oggi può essere considerato l'evento del '68 di Stazzema. Divenne luogo di incontro e di confronto di una comunità, quella di Stazzema, che provava a staccarsi dai rispettivi campanili.
 
Se non prevalesse la convinzione che nella comunicazione di coinvolgere, in merito al futuro assetto del Col del Cavallo, solo la comunità di Pontestazzemese c'è una profonda ignoranza della storia, non esiterei a considerare una provocazione il ritenere la comunità di Pontestazemese unica voce legittimata a esprimere il parere e a proporre il proprio contributo per valorizzare il Col del Cavallo. Da oltre un anno sto scrivendo un testo su questa località per essere raccolto in un libro che avrà questo titolo: Al Col del Cavallo le notti nell'anima stazzemese.
 
Proprio per questo ho avvertito una colossale stonatura il fatto di voler coinvolgere solo la comunità più prossima in merito alla destinazione futura dell'area.
 
I giovani di un tempo della comunità di Pontestazzemese, che per la vicinanza al luogo hanno potuto utilizzare con maggiore favore il campo del Col del Cavallo rispetto a quelli delle altre realtà frazionali, dovrebbero farsi carico di sensibilizzare che per la valorizzazione della località, che si colloca a mezza strada tra  le due frazioni di Pontestazzemese e di Cardoso, si ricerchi invece un interesse condiviso il più ampio possibile. A nessun stazzemese è mai passato per l'anticamera del cervello che il campo del Col del Cavallo fosse della frazione più vicina, che questo fu spazio ludico-sportivo appartenesse solo ai residenti in essa, i quali erano soliti a occuparlo per primi favoriti dalla vicinanza ma mai reclamandone l'inammissibile diritto di possesso. Spesso alla regola riconosciuta di lasciar giocare coloro che avevano occupato il campo per primi subentrava la condivisione del terreno di gioco per far giocare il più possibile tutti. Il prima e il dopo sparivano e la partita diventava soprattutto un giocare insieme. Per questo il Col del Cavallo è spazio di bene comune e tale deve rimanere anche in questa ennesima destinazione prospettata dalla Giunta comunale, che dopo i fallimenti dei progetti passati pare riallinearlo alla vocazione di luogo per attività all'aperto.
 
Giuseppe Vezzoni
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