Anno XI 
Giovedì 3 Settembre 2026
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Scritto da Giuseppe Vezzoni
A. Versilia
03 Settembre 2026

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Stazzema- Correrebbe voce che ormai l'autorizzazione a riaprire la cava alle Buche del Piastraio (Mulina) potrebbe essere prossima. La parola definitiva spetterebbe alla Regione Toscana. Salvo cadere in un'imperdonabile disinformazione, mi pare tuttavia di ricordare che questa eventuale riapertura estrattiva di un sito in cui l'escavazione era cessata da decenni non sia stata discussa con le popolazioni delle frazioni che saranno maggiormente interessate dalla ripresa dell'attività nelle Buche del Piastraio, ossia le comunità di Pontestazzemese e di Ruosina, ma anche con quelle che si trovano a monte dell' area in questione, ossia Mulina, Stazzema, Pomezzana e Farnocchia. Popolazioni che per i loro spostamenti utilizzano le infrastrutture viarie provinciali Sp. 42 e Sp.9, le quali saranno interessate rispettivamente nei tratti Pontestazzemese-Ponte di Tomarlo (Sp 42) e Pontestazemese-Ruosina-Seravezza- Marina (Sp. 9)
 
Stante quanto sopra premesso, Libera Cronaca intende produrre una propria osservazione su una problematica inerente alla viabilità sulla Sp.42 e fornisce delle informazioni conoscitive sulla - si dice – ormai prossima ripresa della cavazione della breccia medicea nelle Buche del Piastraio. ( Dal documento P.6.2 – SCHEDA SITO ESTRATTIVO – CAVA PIASTRAIO 2 PIANO ATTUATIVO BACINO ESTRATTIVO MULINA MONTE DI STAZZEMA -SCHEDA 20)
 
 
 
La prima cosa che s' osserva, per quanto concerne la strada di accesso alla cava che dopo neanche mezzo chilometro ( da Pontestazemese) si distacca dalla provinciale nr.42 per Stazzema in destra idrografica del torrente Mulina (Vezza) è che deviazione sulla strada di servizio cava si trova a pochi metri da una curva sagomata dallo storico bastione della Gola del Rondone. Un manufatto realizzato magistralmente con piccoli blocchi di breccia medicea per un' altezza di oltre 4 metri. Nessun problema creerà il mezzo pesante che imboccherà la carrareccia che porta alla Buche se segnalerà doverosamente con le frecce la deviazione al veicolo che eventualmente lo seguisse e neppure si pongono particolari problematiche per l'eventuale veicolo che procedesse in senso inverso, poiché il punto della deviazione avviene quasi alla fine di un rettifilo di almeno 80 metri. Ben diversa invece la situazione quando il mezzo pesante lascerà la carrareccia e si immetterà sulla provinciale, direzione valle. Questa manovra resta coperta dalla curva al mezzo che in quel momento dovesse procedere direzione monte. In questo caso il camion, a causa della sua lunghezza, per forza di cose andrebbe a occupare il centro e oltre della provinciale e quindi si porrebbe inevitabilmente davanti all'auto che in direzione opposta sbucasse dalla curva. Sono disponibili solo una decina di metri per frenare, evitare l'impatto e spostarsi sul limite destro stando attenti di non finire con le ruote sullo sterrato.
 
Per ridurre il pericolo serviranno uno specchio parabolico stradale che rifletta l'ingresso di un mezzo sulla provinciale e un cartello che segnali l'uscita mezzi in maniera da limitare la velocità.
 
 
 
a) La riattivazione della cava prevede inizialmente l'impiego di due unità lavorative e l'attività estrattiva sarà svolta esclusivamente in sotterraneo.
 
 
 
b) Nell'area di servizio " sono consentiti interventi di pertinenza e di gestione delle attività di escavazione, quali lo stoccaggio dei derivati dei materiali da taglio, la realizzazione di manufatti temporanei e/o strutture mobili. Inoltre nelle aree di servizio è prevista la realizzazione di attività a cielo aperto funzionali alla realizzazione di nuovi ingressi/uscite dei cantieri di escavazione in sotterraneo, e di opere superficiali. La viabilità di accesso all'area della cava Piastraio 2 ricade nelle aree della riqualificazione paesaggistica e di rispetto della viabilità, di cui all'art.15, delle NT.
 
c) Quantità di materiali ornamentali da estrarre e gestione dei materiali da taglio
 
" Il dimensionamento delle quantità sostenibili di Piano Attuativo, per i dieci anni di vigenza, per il sito estrattivo Piastraio 2, è pari a 10.000 m3 (1.000 m3 /anno). Considerando la resa minima prevista, pari al 30%, si ottengono circa 3.000 m3 di materiali da taglio e 7.000 m3 , stimati in banco, di derivati dei materiali da taglio, in 10 anni. Questo determina un'ipotetica produzione annua di circa 300 m3 (810 tonn) di materiali da taglio e 700 m3 (1890 tonn), stimati in banco, di derivati dai materiali da taglio.
 
I materiali da taglio prodotti (blocchi, semiblocchi e informi) dovranno essere gestiti all'interno dell'area di estrazione in sotterraneo e dell'area di servizio. Le attività di sezionamento e preparazione dei materiali da taglio dovranno essere effettuate mettendo in opere tutte le procedure e apprestamenti necessari ad evitare la dispersione di materiale fine residuo dei tagli verso l'ambiente esterno. Le aree di deposito blocchi in attesa della commercializzazione potranno essere realizzate sia all'interno del sotterraneo sia nell'area di servizio esterna
 
I materiali detritici (blocchi da scogliera, scaglie, ghiaie e terre) generati dalla produzione dei materiali da taglio dovranno essere gestiti all'interno dell'area di estrazione in sotterraneo e dell'area di servizio. Le attività di gestione dei derivati comprendono lo stoccaggio temporaneo, la riduzione di dimensioni tramite martellone pneumatico, la selezione granulometrica tramite vagliatura o griglia o altre analoghe. Tutto il materiale detritico generato dalla produzione dei materiali da taglio, al netto di quello utilizzato all'interno del ciclo produttivo, nella manutenzione del fondo di viabilità e piazzali, nella realizzazione di opere infrastrutturali e impiegato negli interventi di ripristino a fine coltivazione, deve essere trasportato al di fuori del bacino estrattivo. Non sono previste aree di accumulo definitive esterne o scarico lungo i versanti o ravaneti esistenti. Nelle attività di gestione dei derivati dei materiali da taglio prima elencate dovranno essere messe in atto tutte le procedure e gli apprestamenti necessari ad evitare qualsiasi tipo di impatto sull'ambiente esterno e sul regime idrografico ed idrogeologico".
 
d) Gestione ravaneti
 
"Non è prevista la realizzazione di nuovi ravaneti. Non sono previste aree di accumulo definitive dei derivati dei materiali da taglio esterne o scarico lungo i versanti o ravaneti esistenti. I ravaneti esistenti potranno essere interessati dai soli interventi di manutenzione e/o messa in sicurezza della viabilità di accesso al sito estrattivo che li attraversano". (Continua)
 
Giuseppe Vezzoni
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