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Scritto da Redazione
Massarosa
28 Agosto 2026

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"Sindaca Barsotti, le diamo atto di una cosa: i cittadini di Massarosa si sono presentati. Cinquecento pre-iscrizioni in una settimana, code in segreteria, telefoni che squillano. «Vedere la risposta positiva di questi giorni e il tanto entusiasmo ripaga delle difficoltà e del lungo percorso», ha dichiarato lei ai giornali. I consiglieri comunali di opposizione Pietro Cima, Marzia Lucchesi, Nicola Morelli e Pietro Bertolaccini - scrivono gli stessi in questo comunicato stampa - condividono quella soddisfazione, e lo dicono senza ironia. La piscina "Giovanni Frati" era attesa, i massarosesi la volevano, e quella coda davanti alla segreteria è la conferma migliore.

Ma c'è un punto, sindaca, su cui non possiamo tacere. Lei ha aggiunto che l'obiettivo è stato sempre «restituire alla comunità un impianto di eccellenza che permette di costruire insieme un futuro di crescita sportiva e di qualità della vita». Bella frase. Il problema è che è rimasta una frase. Nei comunicati di questi giorni non c'è un solo numero che trasformi quella visione in un impegno misurabile. Nessun obiettivo di presenze. Nessun calendario di eventi sovracomunali. Nessuna proiezione di indotto per le imprese locali. Nessun indicatore con cui i cittadini potranno, tra un anno o tra cinque, valutare se quella «eccellenza» era una promessa mantenuta o un'altra parola spesa bene in conferenza stampa.

Parliamo di 3,76 milioni di euro di fondi PNRR — in larga parte prestiti che l'Italia restituirà all'Europa dal 2028 al 2058 — più 280mila euro di risorse proprie del Comune, sottratte ad altre possibili destinazioni. È debito delle generazioni future. Non è la quota associativa di un circolo ricreativo: è denaro pubblico di primissimo ordine, e come tale chiede conto di sé. Restituire un impianto è doveroso. Ma con quattro milioni investiti, il dovere non finisce il giorno del taglio del nastro: comincia lì.

Un impianto che la stessa Amministrazione definisce di rilievo «nel panorama toscano e nazionale» non può misurare il proprio successo sul numero di moduli compilati dai residenti. Competizioni regionali, campus estivi, stage per società sportive, raduni agonistici: ogni atleta che viene a Massarosa da fuori porta con sé famiglie che dormono, mangiano e comprano. Questo è l'effetto moltiplicatore che un investimento pubblico deve produrre sul territorio. E questo è ciò di cui, fino a oggi, non si è detto nulla.

Sul gestore individuato — Aquasport Terni, affidatario quinquennale — non avanziamo obiezioni di principio. Un operatore professionale con logica imprenditoriale è esattamente ciò che serve: più eventi ospita, più ricavi genera, e il suo interesse coincide con quello del territorio. Ma perché questo accada in modo strutturale e non episodico, il gestore ha bisogno di operare dentro una strategia che solo l'Amministrazione può costruire. La gestione privata e la regia pubblica non si escludono: si completano.

Sindaca, lei ha detto che questo impianto «permette di costruire insieme un futuro». Se saremo in grado di rispondere con i dati, avrà vinto tutta la comunità. Se la risposta sarà soltanto «la gente è contenta», avremo speso quattro milioni per riaprire una piscina. E Massarosa meritava di più", concludono i consiglieri di opposizione Cima, Lucchesi, Morelli e Bertolaccini.

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