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Venerdì 13 Marzo 2026
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Scritto da Redazione
Camaiore
13 Marzo 2026

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'assessore Iacopo Menchetti del Comune di Camaiore al ministro Roberto Calderoli, avente per oggetto "Revisione dei criteri di classificazione dei Comuni Montani e dotazioni economiche del Fondo di Sviluppo della Montagna Italiana - Appello urgente per il Comune di Camaiore". 

"Signor Ministro,
con grande rammarico e amarezza le rivolgo questa sentita richiesta che proviene da un territorio che rischia di essere annullato di parte della sua identità e di veder minacciato parte del suo sviluppo, al pari di altri anche ben più compromessi contesti territoriali e comunitari che rappresentano l’Italia montana.
Sono Assessore di un Comune che non può definirsi un’area interna, né integralmente montano. Camaiore ha la costa, la pianura meridionale della Versilia, ma anche un sistema collinare e montano che supera i 1.200m di quota e chiude la catena delle Alpi Apuane, della cui area protetta il territorio comunale è parte integrante e porta a sud.
Più della metà del nostro Comune però ha caratteristiche fisiche, morfologiche, antropiche che giustamente sono state qualificate come montane, secondo una perimetrazione che ha reso una parte del Comune incluso nelle politiche per lo sviluppo della montagna.
Le nostre colline e montagne, a causa della revisione dei parametri di montanità della Legge 131/2025 sono scomparse. Si è operato così sul nostro territorio una scelta sbagliata; che cancella percorsi politico-istituzionali di decenni, che ci legano con i Comuni della Versilia interna nei processi di integrazione e associazione dei servizi proprio per le comuni aree montane; che annulla i numerosi sforzi di sviluppo locale, di processi dal basso di straordinario successo alimentati dal fondamentale sostegno delle politiche comunitarie e nazionali per la montagna. Una scelta che tramite i nostri rappresentanti istituzionali, ANCI
Toscana, Regione Toscana stessa abbiamo contrastato e vogliamo credere possa e debba essere riconsiderata.
Una scelta affidata a una revisione di parametri di cui nessuno sui territori avvertiva la necessità e che pare chiaro persegua obiettivi contabili senza alcuna strategia di sistema nei confronti della parte più fragile del nostro Paese. Non c’è dubbio infatti che la Legge rappresenti un pezzo di un puzzle teso a diminuire l’efficacia delle politiche per la montagna, a ridurne le capacità economiche, a minarne alla base i fondamenti che hanno ispirato e investito risorse contro lo spopolamento, il dissesto, la desertificazione economica dell’Italia più fragile.
Il nostro Comune, la sua parte più interna, paga le spese di questa incomprensibile riforma, e interrompe bruscamente un cammino comune che proprio in questi anni aveva segnato importanti passi avanti per istituzioni, cittadini ed imprese.
Tutto ciò rappresenta un errore che non possiamo rassegnarci ad accettare. Perché anche se vicini al mare, nei nostri paesi, arroccati su aspri versanti, si vivono le difficoltà proprie della montagna più interna: nella difficile permanenza dei servizi pubblici di base, nei problemi demografici, nella conservazione ambientale ed ecosistemica, nella necessità di sostenere l’attività imprenditoriale. E a tutto questo si può rispondere con gli stessi strumenti che valgono per i territori affini a noi vicini della montagna versiliese, garfagnina e appenninica a cui siamo vicini.
Non a caso tutti i dispositivi regionali, a partire dalle LR 82/2000, confermano correttamente anche per Camaiore un dato territoriale che oggi dall’alto, ci viene negato.
Abbiamo atteso con fiducia le trattative fino a questo momento portate avanti in tutte le sedi istituzionali competenti, associandoci all’appello preoccupato di tanti amministratori che come noi e in moltissimi casi anche ben più di noi, rischiano serissimi problemi di tenuta sociale e strutturale dei propri territori.
Ci troviamo costretti a richiamare tuttavia l’attenzione di tutti i soggetti istituzionali a cominciare da lei Signor Ministro, al fine di ottenere la dovuta riconsiderazione delle decisioni scaturite per la tutela ed il futuro dei nostri cittadini che abitano e vogliono vivere la nostra montagna che esiste e resiste al pari di tutti i luoghi e le comunità montane che oggi si vorrebbero derubricare.
Accanto all’incomprensibile e ingiusta scelta che esclude Camaiore dalle aree montane del nostro Paese, e comprende integralmente altri comuni quasi inconsapevoli fino ad oggi di avere caratteristiche di montanità anche nella nostra regione, assistiamo con preoccupazione alla pesante scure che si abbatte sulle risorse destinate alle Regioni attraverso il Fondo per lo Sviluppo della Montagna Italiana. I dati diffusi dalla Ragioneria dello Stato certificano una riduzione senza precedenti, di oltre metà delle dotazione trasferita alle Regioni, con seri interrogativi sulla possibilità pratica di adottare misure compensative per i territori rimasti esclusi dall’ingiusta riclassificazione dei territori.
In un momento storico di fondamentale importanza per la nostra montagna, in cui le amministrazioni locali cercano in ogni modo di rispondere a problematiche complesse e si impegnano a individuare nuove vie di sviluppo e rinnovo del tessuto sociale e comunitario dei paesi e della montagna, scelte come queste rappresentano una colpa grave che ha come vittime i cittadini più tenaci e desiderosi di vivere ancora la montagna.
Rivolgo il mio appello a lei Signor Ministro e a tutti i parlamentari provenienti dal collegio territoriale del mio Comune, sicuro di interpretare il pensiero degli altri colleghi amministratori di altrettanti comuni Toscani da oggi cancellati dalla montagna e dalle sue politiche.
E rinnovo alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca e ad ANCI Toscana l’invito a sollecitare il Governo e il Parlamento a una nuova iniziativa volta a rivedere definitivamente i criteri adottati con la Legge 131/2025.

Tagliare la montagna vuol dire tradire un impegno ricorrente di tutte le forze politiche, anche di questo Governo, correndo un rischio che non ci possiamo permettere."

Assessore alla Pianificazione Territoriale del Comune di Camaiore
Ing. Iacopo Menchetti

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