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Scritto da Redazione
Camaiore
19 Giugno 2026

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"L'approvazione del Piano Economico Finanziario 2026-2029 e delle tariffe TARI 2026 consegna ai cittadini di Camaiore un dato incontestabile: il costo del servizio di gestione dei rifiuti è aumentato di oltre 800.000 euro negli ultimi quattro anni". Lo scrive Rita Lari del gruppo consiliare Fratelli d'Italia Camaiore.

"Si tratta di una crescita significativa - continua Rita Lari - un maggiore peso economico per famiglie e imprese, chiamate a finanziare integralmente il servizio attraverso la TARI. Eppure il dato più sorprendente emerge dal confronto tra i costi sostenuti e i risultati raggiunti. Camaiore registra infatti una raccolta differenziata pari al 78%, un risultato che dovrebbe consentire di contenere progressivamente i costi del servizio, grazie alla riduzione dei quantitativi di rifiuto indifferenziato destinati allo smaltimento. Tuttavia ciò non sta avvenendo. Il costo del servizio continua ad aumentare e risulta addirittura superiore ai parametri di riferimento nazionali. I dati contenuti negli atti evidenziano infatti un costo pari a circa 44 euro per tonnellata, a fronte di uno standard nazionale di riferimento pari a 38 euro per tonnellata. In altre parole, il servizio costa circa il 15% in più rispetto al benchmark nazionale. Un divario che merita spiegazioni e che pone interrogativi sulla reale efficienza complessiva del sistema. Se Camaiore raggiunge una percentuale di raccolta differenziata del 78%, perché i costi restano superiori alla media nazionale? Per quale motivo i benefici attesi dalla differenziazione dei rifiuti non si traducono in una riduzione del peso economico per i contribuenti? Quali interventi sono stati messi in campo per colmare questo divario e avvicinare il costo del servizio agli standard delle realtà più efficienti? Sono domande legittime alle quali gli atti approvati non forniscono risposte sufficientemente chiare. La maggioranza sostiene che gli aumenti siano riconducibili all'inflazione, all'incremento dei costi energetici e alle regole introdotte da ARERA. Si tratta di fattori certamente rilevanti, ma che non possono essere utilizzati come giustificazione permanente di una crescita dei costi che, in quattro anni, ha superato gli 800.000 euro. La validazione tecnica del Piano Economico Finanziario certifica la correttezza dei dati e delle procedure, ma non rappresenta un giudizio sull'efficienza del servizio. Un costo può essere formalmente corretto e, al tempo stesso, politicamente insoddisfacente. Ed è proprio questo il punto. Di fronte a una raccolta differenziata del 78%, a costi superiori del 15% rispetto ai parametri nazionali e a un incremento complessivo della spesa di oltre 800.000 euro in quattro anni, riteniamo che sia necessario interrogarsi seriamente sull'efficacia delle politiche adottate e sulla capacità di contenere il costo del servizio. I cittadini non chiedono soltanto il rispetto delle procedure. Chiedono che gli sforzi compiuti nel differenziare correttamente i rifiuti producano benefici concreti sulle bollette. Chiedono che una raccolta differenziata elevata si traduca in maggiore efficienza e in una riduzione dei costi. Chiedono che ogni euro versato attraverso la TARI corrisponda a un servizio sempre migliore e non a una spesa che continua a crescere anno dopo anno. Per queste ragioni abbiamo espresso voto contrario al Piano Economico Finanziario e alle tariffe TARI 2026. Riteniamo che Camaiore abbia bisogno di una strategia diversa: una gestione dei rifiuti che valorizzi davvero i risultati raggiunti dai cittadini, che riduca il divario rispetto ai benchmark nazionali e che trasformi l'elevata raccolta differenziata in un vantaggio economico concreto per famiglie e impresePerché il successo di una politica ambientale non si misura soltanto dalla percentuale di raccolta differenziata, ma anche dalla capacità di garantire un servizio efficiente, sostenibile e meno costoso per chi lo finanzia ogni giorno", conclude Rita Lari.

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