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Scritto da Redazione
Cronaca
15 Marzo 2021

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Com'è che si dice? Se la montagna non viene a Maometto allora Maometto va alla montagna. Mai come oggi queste parole si colmano di significato. La confederazione imprese unite per l'Italia e i membri del direttivo IoApro, infatti, sono pronti a fare un passo rivoluzionario: quello di chiedere, via legale, un vero e proprio risarcimento danni al Governo.

"Non ci resta che andare direttamente alla fonte e riprenderci la nostra vita. Il tempo della difesa è finito, adesso passiamo all'attacco": sono le parole di Momi, ormai primo volto dei membri del direttivo IoApro e titolare del ristorante Tito di Firenze. Lui, come molti altri, sono esausti e con l'acqua alla gola non hanno più intenzione di voltarsi indietro: "Si tratta di un'azione controffensiva per ripristinare i diritti che da un anno ci hanno tolto. Chiediamo un risarcimento per la negligenza del Governo e del sistema sanitario nazionale, perché è solo per questo motivo che adesso ci troviamo in questa situazione".

Il Covid esiste, nessuno lo nega. Gli ospedali oggi si stanno riempiendo nuovamente e sembra di vivere in un orribile film già visto senza la possibilità di uscire dallo schermo. È un dato di fatto, certo. Non solo, però. Lo è anche una realtà composta da tutte quelle persone, gestori di ristoranti, palestre, bar, teatri e chi ne ha più ne metta che da un anno non vedono la luce del sole.

"Tutti possono aderire, è una decisione libera, ma da prendere alla svelta perché non c'è più tempo - conclude Momi - Siamo aperti a rispondere a ogni tipo di dubbio o preoccupazione. Siamo qui a disposizione di chiunque vorrà unirsi a noi. È arrivato il momento di chiedere i danni, di farlo adesso. La sveglia sta suonando e noi ci siamo già alzati". Sono già numerosissime le attività che hanno deciso di partecipare e parteciperanno a quest'ennesima iniziativa. Il movimento IoApro, già forte a gennaio, oggi è inarrestabile. Compie passi da gigante varcando con educazione e rispetto porte che mai prima d'ora erano state aperte. Educazione e rispetto, esatto, che non significa non farsi valere, non significa non urlare, né non farsi sentire, anzi. Probabilmente vuol dire riuscirci in maniera ancora più potente e rumorosa.

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