Riceviamo a pubblichiamo il comunicato emesso dal Coordinamento No Asse.
"Siamo alquanto sorpresi di come si sta svolgendo il dibattito sull’Asse di Penetrazione, che tale resta anche se lo si chiama Via del Mare o Pista, ossia ignorando quanto accaduto in questi dieci anni, e tutte le leggi, le norme, le obiezioni, che di fatto rendono impossibile il tracciato a Sud. La recente pubblicazione della Valutazione di Incidenza ambientale prodotta dal Parco Migliarino San Rossore è di fatto una pietra tombale sul progetto.
Ma se non bastasse vale comunque la pena di ricordare che l’area interessata a sud dello stadio nella Pineta di Levante è riconosciuta come bene paesaggistico, pertanto qualsiasi intervento (anche di minore impatto) è vietato da una serie di leggi che tutelano l’ambiente e la sua storia (prescrizione 2.c.4 di cui alla scheda di vincolo D.M. 15/12/1959 G.U. 42 del 1960; prescrizione 2.c.3 di cui al D.M. 17/10/1985 G.U. 185 del 1985; prescrizione 3.c.5 di cui al D.M. 17/10/1985 G.U. 185 del 1985; Disciplina dei Beni Paesaggistici Regione Toscana 2015 , art 13, c 3, lett b; Elaborato 8/B Disciplina dei Beni Paesaggistici, art 12, c 3, lett b).
Per affrontare seriamente il tema del traffico in Darsena e delle movimentazioni delle imbarcazioni occorre prendere atto, e quindi dire con chiarezza, che il tracciato a Sud dello stadio non è in nessun modo praticabile; si devono produrre alternative chiare e credibili per la mobilità cittadina, quali per esempio la rapida realizzazione dei due sottopassi ciclopedonali approvati fin dal 2019 (Pam-Via San Francesco; Stazione Vecchia), efficienti servizi pubblici in particolare da e per la Darsena nelle ore di punta, riorganizzazione dei sensi di marcia veicolare della viabilità esistente.
Esiste una ipotesi alternativa, a nord dello stadio, che noi proponiamo da anni. Come mai si insiste a volerla ignorare?
Abbiamo due domande da porre, agli imprenditori della Nautica e alla politica. Ai/le candidate sindaco: volete affrontare seriamente il problema della viabilità in darsena e della movimentazione delle navi proponendo soluzioni praticabili, o cercare di imbonire gli elettori con promesse irrealizzabili?
Agli imprenditori della Nautica: insistendo con il tracciato a Sud chiedete di fatto che vengano modificate leggi e norme che al momento lo rendono non praticabile. Allora diteci che piano industriale avete per i prossimi 15 anni? Quali saranno le ricadute in termini occupazionali e di pil sulla città del vostro piano di sviluppo? Dal momento che chiedete un investimento di 12 milioni di euro di soldi pubblici e la realizzazione di un’opera ad altissimo impatto ambientale che servirà solo a una parte del settore della nautica, ci sembra naturale domandare che cosa guadagnerà la città qualora dovesse decidere di sacrificare 18.390 mq di pineta e 156 pini secolari?".








