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Scritto da Redazione
Cronaca
18 Giugno 2026

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Grande partecipazione all'incontro organizzato in occasione dell'Open Day della Fondazione Onda. Esperti a confronto su impatto psicologico, differenze di genere, terapie innovative, alimentazione e medicina integrata.

Si è tenuta mercoledì 17 giugno la webconference organizzata dall’Azienda USL Toscana nord ovest dal titolo “Emicrania: ascoltare, comprendere e curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure”. L’iniziativa, che si è svolta nell’ambito dell’Open Day dedicato all’emicrania promosso dalla Fondazione Onda e ha visto la partecipazione di 122 persone, ha acceso i riflettori su una patologia che, secondo le stime, arriva a colpire fino al 40% della popolazione, manifestandosi con una forte prevalenza femminile. Una condizione dolorosa che comporta non solo sofferenza fisica, ma anche perdita di giornate lavorative e una significativa riduzione della qualità della vita sociale e familiare.

​L’apertura dei lavori è stata affidata a Maria Lina Cosimi, presidente del Comitato di Partecipazione Asl. Dopo aver introdotto il valore del contributo offerto dalle associazioni, la professoressa Cosimi ha condiviso la propria esperienza personale di paziente, offrendo un prezioso contributo di medicina narrativa.

​Durante l'incontro sono stati presentati in anteprima i risultati di uno studio (in corso di pubblicazione) sul benessere soggettivo dei pazienti, condotto in 13 centri cefalee italiani su oltre 400 partecipanti. Giulia Fiorentini, psicologa e ricercatrice presso l’Ospedale San Raffaele di Roma, ha evidenziato come l’emicrania provochi una drastica riduzione dei livelli di benessere in uomini e donne rispetto alla popolazione generale.

​Un dato confermato anche dall'analisi qualitativa curata da Sergio Ardis, referente aziendale dei Bollini Rosa, che ha studiato le narrazioni lasciate dai pazienti. Sebbene la maggior parte delle emozioni espresse sia di tipo negativo (legata soprattutto allo stress come fattore scatenante e all'influenza del ciclo mestruale), è emersa anche una forte spinta alla resilienza, con lo sviluppo di efficaci strategie di adattamento alla cronicità.

​Il legame profondo tra emicrania e genere è stato analizzato da Nicoletta Spirito, ginecologa dell’Azienda USL Toscana nord ovest, che ha illustrato come le variazioni dei livelli ormonali femminili incidano sugli attacchi, spiegando l'efficacia di terapie ormonali mirate per ridurne frequenza e intensità.

​Sul fronte farmacologico Chiara Logi, neurologa sempre dell’Asl Toscana nord ovest, ha fatto il punto sulle terapie oggi disponibili: l’avvento di farmaci innovativi ha cambiato radicalmente la qualità della vita dei pazienti. Da qui l'invito rivolto a chi ne soffre a non isolarsi e a rivolgersi ai centri specialistici per la cura delle cefalee, gli unici in grado di tracciare percorsi terapeutici personalizzati.

​La patologia esordisce spesso durante l’infanzia o l’adolescenza. Enrico Biagioni, direttore dell’Area di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda USL Toscana nord ovest, ha descritto le peculiarità cliniche nei giovani pazienti, rimarcando quanto una diagnosi e un trattamento precoci siano fondamentali per controllare il dolore e tutelare lo sviluppo e la qualità della vita dei più piccoli.

​Ampio spazio è stato dedicato anche agli approcci complementari integrati nel Servizio Sanitario Regionale. Elio Rossi ha illustrato i benefici di integratori, interventi comportamentali e meditazione, segnalando l'agopuntura come la terapia più utilizzata e con i migliori risultati. Loretta Pennacchi, dietista, ha invece chiarito il ruolo chiave dell’alimentazione: identificare e personalizzare la dieta escludendo i cibi "grilletto" (in grado di scatenare gli attacchi nei soggetti predisposti) rappresenta un validissimo alleato del percorso farmacologico.

​In chiusura dell'evento, Sergio Ardis ha ribadito l'alto valore formativo e informativo di questi tavoli di confronto multidisciplinari, capaci di unire professionisti sanitari diversi e pazienti per fare il punto sui progressi clinici e diffondere la conoscenza delle opportunità di cura più aggiornate.

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