«La prevenzione non può avere due pesi e due misure: se ai cittadini viene chiesto di eliminare ogni ristagno d’acqua nelle proprietà private, lo stesso principio deve valere anche per il territorio pubblico.» È quanto afferma l’Avv. Mauro Domenici, legale del Gruppo per la Tutela dei Cittadini del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, intervenendo sul tema della gestione delle acque stagnanti e della tutela della salute pubblica.
«In un periodo in cui si moltiplicano gli appelli rivolti ai cittadini affinché eliminino i ristagni d’acqua presenti in sottovasi, secchi e giardini privati per contrastare la proliferazione delle zanzare - si legge nel comunicato di Mauro Domenici -, è necessario rivolgere l’attenzione anche alle condizioni del territorio pubblico.
L’acqua stagnante presente in alcuni tratti del reticolo idraulico rappresenta una criticità che non può essere sottovalutata. Oltre a compromettere il corretto deflusso delle acque, crea infatti condizioni favorevoli allo sviluppo di zanzare e di altri insetti vettori di malattie, con potenziali ripercussioni sulla salute pubblica.
I Consorzi di bonifica sono stati istituiti anche con la finalità di tutelare l’igiene e la salute collettiva. La storica lotta contro la malaria è passata proprio attraverso la bonifica del territorio e l’eliminazione delle acque stagnanti. Oggi gli scenari epidemiologici sono cambiati, ma il principio resta immutato: prevenire è sempre più efficace che intervenire quando l’emergenza è già in corso».
Secondo l’Avv. Mauro Domenici «il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord avrebbe dovuto pianificare con largo anticipo una strategia di prevenzione, individuando le aree maggiormente soggette a ristagno e programmando interventi strutturali prima dell’arrivo della stagione estiva. Il rischio attuale è invece quello di rincorrere il problema quando le conseguenze potrebbero essere già manifeste.
Particolare attenzione merita anche la gestione degli sfalci della vegetazione. Interventi che comportano costi significativi per la collettività dovrebbero essere accompagnati dalla rimozione dei residui vegetali e da una manutenzione realmente efficace, così da evitare la formazione di nuove situazioni favorevoli al ristagno delle acque».
«I cittadini che ogni anno pagano il contributo di bonifica hanno il diritto di pretendere non solo interventi ordinari, ma una vera politica di programmazione e prevenzione, con obiettivi chiari e risultati verificabili. Se la mancata pianificazione dovesse contribuire al verificarsi di situazioni di rischio evitabili, sarà inevitabile chiedere conto delle responsabilità di chi aveva il dovere di agire per tempo. La salute pubblica
e la tutela del territorio non possono essere affidate all’improvvisazione», conclude l’Avv. Mauro Domenici.
Acqua stagnante e salute pubblica: “La prevenzione non può attendere. Il tempo per programmare è già scaduto”
Scritto da Redazione
Cronaca
15 Giugno 2026
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