"L'esito del voto a Viareggio - la vittoria trasformista del minestrone mescolato fra la sinistra civica ex PD con cio' che rimane del centrodestra - merita alcune approfondite considerazioni di ordine politico ed istituzionale che vanno al di la' di una lettura esclusivamente confinata nei limiti delle vicende del territorio comunale, al contrario coinvolgendo i valori ed i principi etici ed ideologici che sempre piu' spesso le classi dirigenti dei partiti sacrificano e calpestano incomprensibilmente ed indecentemente sull'altare di progetti meramente algebrici che mirano alla presa del potere e delle poltrone malgrado il venir meno rovinoso della coerenza, della dignita', di un disegno amministrativo compatibile, della partecipazione e dello stesso consenso elettorale di parte". Lo scrive Massimiliano Baldini, ex consigliere regionale della Lega.
"Per queste opportuniste classi dirigenti, incuranti di contraddire se stessi sotto ogni profilo pur di sedere finalmente o continuare a sedere in Comune come in Parlamento, conta solo poter dire "abbiamo vinto", totalmente disinteressati che tali casuali ed estemporanei successi possano avere radici cosi' contraddittorie ed antitetiche - l'abbraccio della destra con la sinistra, della maggioranza con l'opposizione - da compromettere irrimediabilmente il rapporto fiduciario con i cittadini e con i propri sostenitori.
I numeri di Viareggio sono emblematici in particolare per il "fu centrodestra" che:
- raccoglie solo il 9,85% a fronte del 23,61% del 2020;
- solo 2.538 voti invece di 7.080;
di gran lunga il peggior risultato dal 1994 ad oggi, ulteriormente confermato dal fatto che passa da 7 Consiglieri Comunali del 2020 ai soli 4 odierni malgrado il premio di maggioranza.
Non c'e' da meravigliarsi perche' allearsi con l'Amministrazione alla quale abbiamo fatto opposizione per 10 anni, bocciando centinaia di atti, bilanci compresi, forse sara' digeribile per 1 o 2 persone che vanno a fare l'Assessore pro-tempore, per altre 3 o 4 che andranno nelle partecipate comunali, versiliesi o provinciali, per chi pensa di "raccontarla" nella Capitale o nelle Sezioni dei partiti ma certamente non per gli elettori di centrodestra di Viareggio che infatti non sono andati a votare questo papocchio, questo obbrobrio istituzionale.
Gli esiti di questo disastro - ne riparleremo perche' la coerenza ed il tempo sanno aspettare - inizieremo a scontarli gia' dalla prossima tornata elettorale perche' gli artefici di questo tradimento politico del centrodestra viareggino non ne rimarranno indenni alle prossime elezioni politiche.
Ha detto bene Maria Pacchini, ex Segretaria della Lega di Viareggio a nome dell'intero ex Consiglio Direttivo della Lega di Viareggio (gia' dimessosi a settembre scorso dopo "il kafkiano affaire Vannacci") e quindi anche a mio nome: forti dei nostri valori, da tempo non ci riconosciamo nelle scelte operate a Viareggio dalla Lega (alla quale non siamo piu' iscritti dal 1 gennaio 2026), da FDI e da FI e costituiremo un soggetto organizzato e condiviso con tutti i viareggini ed i torrelaghesi di area centrodestra che non si riconoscono nella neo-eletta Amministrazione Grilli continuativa dell'Amministrazione Del Ghingaro-Miracolo ed intendono portare avanti principi ben distinti da quelli che hanno animato le scelte della dirigenza Lega-FDI-FI degli ultimi 10 mesi.
Sin da subito eserciteremo dura opposizione, utile a mettere in evidenza le contraddizioni evidenti di questo cacciucco a colori.
In attesa di rendere pubblica la prima riunione, concludo con un tema caro alla Lega ed al centrodestra: che ne sara' della Moschea in via delle Catene da noi segnalata a piu' riprese?", conclude Massimiliano Baldini.