"Un anno fa avevo chiesto al Consorzio 1 Toscana Nord e ad ANBI Toscana di affrontare con serietà il tema della proliferazione delle zanzare e dei rischi sanitari connessi alla diffusione di virus come il West Nile. Chiedevo un censimento delle aree a rischio ristagno, interventi mirati di manutenzione e una collaborazione stabile con Comuni e Aziende Sanitarie", scrive in un comunicato Maria Teresa Baldini del Consorzio 1 Toscana Nord, che prosegue: "A distanza di un anno, quelle richieste sono rimaste inascoltate.
Mentre in Emilia-Romagna i Consorzi di Bonifica hanno inserito la prevenzione sanitaria all'interno delle proprie attività operative, attivando programmi di monitoraggio, bonifica ambientale e contrasto ai focolai larvali, nel comprensorio del Consorzio 1 Toscana Nord non è stato predisposto alcun piano specifico per la prevenzione della proliferazione delle zanzare.
Eppure il problema è noto da tempo. Le temperature sempre più elevate, gli eventi meteorologici estremi e la presenza di ristagni d'acqua rendono indispensabile un'azione preventiva prima che le emergenze si manifestino. La prevenzione non si improvvisa quando arrivano i primi casi: si programma mesi prima.
L'esempio dell'Emilia-Romagna dimostra che i Consorzi di Bonifica possono svolgere un ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica. Là dove esiste una strategia, si interviene sui canali, sulle scoline e sulle aree a rischio per limitare la proliferazione delle zanzare. In Toscana, invece, questo approccio continua a mancare.
Il Consorzio 1 Toscana Nord gestisce oltre 8.000 chilometri di reticolo idraulico tra Versilia, Massa-Carrara, Lucchesia, Valle del Serchio e area pisana. Una rete enorme che dovrebbe rappresentare la prima linea di prevenzione contro la formazione di focolai larvali. Eppure, nonostante le sollecitazioni avanzate già lo scorso anno, non è stata avviata alcuna strategia organica e riconoscibile di prevenzione sanitaria legata alla gestione del reticolo.
La bonifica è nata per difendere la salute delle comunità. Tre secoli fa significava combattere la malaria; oggi significa anche contrastare le condizioni che favoriscono la diffusione delle malattie trasmesse dalle zanzare. Ignorare questa evoluzione significa rinunciare a una parte essenziale della missione stessa dei Consorzi di Bonifica.
I cittadini pagano ogni anno il contributo di bonifica e hanno il diritto di sapere quali azioni concrete vengono messe in campo per prevenire situazioni di rischio sanitario che possono essere affrontate con una corretta manutenzione del territorio e una programmazione adeguata.
La stagione estiva è già iniziata e il tempo delle attese è finito. Chiedo al Presidente del Consorzio 1 Toscana Nord e ad ANBI Toscana di rendere pubbliche le iniziative adottate sul fronte della prevenzione delle arbovirosi e di predisporre immediatamente un piano straordinario di monitoraggio e intervento sul territorio.
La prevenzione si fa oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi".








