Lunedì 15 giugno alle ore 18 nel Giardino d’Inverno di Villa Bertelli a Forte dei Marmi i Paladini Apuoversiliesi faranno il punto sull’erosione della spiaggia nella nostra costa: situazione, cause, minacce, pericoli, mitigazioni.
L’incontro, su interessamento di Daniela Bertelli, che da anni segue i Paladini, fa parte del folto programma del circolo culturale il Navicello e per l’occasione sarà aperto al pubblico.
“L’erosione della spiaggia è una calamità da combattere” dichiara Orietta Colacicco, presidente dell’associazione che si occupa del fenomeno da 27 anni, “ora più che mai, quando è palese che, dopo aver flagellato il litorale apuano, dove in alcuni punti sono rimasti non metri, ma centimetri, di spiaggia, è arrivata a Forte dei Marmi, nella parte nord di Vittoria Apuana e procede oltre il pontile verso Marina di Pietrasanta. Gli effetti si vedono, la battigia è vistosamente inclinata, cosa che rende difficile, se non impossibile, le lunghe passeggiate cui eravamo abituati, in acqua ci sono scalini insidiosi, c’è una situazione di disequilibrio evidente. Le mareggiate lasciano segni evidenti della loro forza, a partire da quella del 6 febbraio, tanto violenta sul litorale apuano che ci siamo chiesti quali altri danni avesse portato in Versilia. Così abbiamo chiesto a tutte le associazioni dei balneari di Marina di Massa, Cinquale, Forte dei Marmi, e Marina di Pietrasanta, tutte a noi collegate, di fotografare in tempo reale che cosa era successo e stiamo parlando di 363 bagni. Grazie alla collaborazione di centinaia di stabilimenti, con il coordinamento di Itala Tenerani, Presidente dell’Associazione balneari Massa, Romina Bertocchi, Presidente dei Balneari di Cinquale, Martino Barberi consigliere dell’UPB Unione proprietari Bagni di Forte dei Marmi e di Barbara Antompaoli, Consigliere del Consorzio Versilia di Marina di Pietrasanta, abbiamo raccolto una documentazione, di cui proietteremo una selezione, fatta di scalini, zoccoli anse, muri di sabbia, terrazze, mai visti sinora. Catalogati questi effetti, ci siamo interrogati sui motivi e abbiamo inviato le foto al Professor Sarti, del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Pisa, chiedendo lumi. Così, senza saperlo, abbiamo aperto le porte a un progetto di Citizen Science, che si concretizza nell’interazione fra cittadini e università, su cui stiamo lavorando".
"È successa una cosa molto semplice - prosegue Orietta Colacicco - l’erosione esiste e ha come causa principale il porto di Marina di Carrara, che dagli albori della sua realizzazione, nel 1922, ha immediatamente mutato la linea di costa per procedere nel suo lungo cammino. E ora, considerati anche il cambiamento climatico, i fenomeni una volta eccezionali, ora nella norma, l’innalzamento del livello del mare, si hanno delle ricadute impressionanti, tanto più aspre quanto più siamo in una situazione di disequilibrio. A Marina di Massa il mare esonda e intacca il manto stradale. A Forte dei Marmi questo ancora non succede, perché abbiamo minimo 90 metri di spiaggia, a Marina di Pietrasanta ne abbiamo 200, 240, come del resto era lunga ai Ronchi negli anni ’60. Ma il problema vero è che l’erosione cammina e se non si interviene a monte con il ripascimento, del quale il Professor Rosi parla dal 2001, fronteggeremo problemi molto seri. E se si dovesse veramente avviare l’ampliamento del porto di Marina di Carrara tutto andrebbe gravemente a rischio. I Comuni, lo sanno, in testa quello di Forte dei Marmi che sul fenomeno si é sempre impegnato, a partire dalla promozione per anni del Forum Internazionale del Mare e delle coste, e seguono attentamente il problema, perché é in gioco l’intera economia turistica apuoversiliese che vale 3,5 Miliardi di fatturato all’anno e conta 100.000 addetti.
Che fare? Secondo noi Paladini bisogna studiare, prima di qualunque intervento, e, prima di un qualunque ampliamento del porto, da tre anni insistiamo sulla necessità di un modello fisico idraulico a fondo mobile per capire quali opere del progetto porterebbero ulteriore erosione perché solo sulla base di questo risultato si potrebbero prendere le decisioni. Abbiamo bisogno dell’aiuto e della collaborazione di tutti, cittadini, istituzioni, università. Abbiamo bisogno che tutti capiscano che è necessario radiografare la situazione. È come se noi volessimo curare una persona, perché l’erosione é una malattia, senza fare radiografie e tac . Dobbiamo raccogliere dati nuovi e dati aggiornati. Noi andremo avanti a monitorare.
Il Paesaggio è cultura ed è risorsa. Preservarlo, tutelarlo è un dovere civico e istituzionale, l’essere ascoltati in un circolo culturale é assolutamente calzante”, conclude Orietta Colacicco.








