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Scritto da Redazione
Cronaca
20 Gennaio 2021

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Nell’anno del centenario della fondazione del partito comunista, è giusto ricordare che, proprio Il 21 gennaio di dieci anni fa, moriva Mario Casagrande.

Il noto professore di storia e filosofia del liceo scientifico di Viareggio che per un trentennio formò generazioni di allievi, lasciando ad essi un patrimonio di rigore morale e culturale, è stato uno dei personaggi più rappresentativi della nostra storia del Novecento.

Formatosi al Liceo classico “Carducci”, dove aveva conosciuto l’insegnamento di Giuseppe Del Freo, entrò alla Normale di Pisa, con la leva di Carlo Azeglio Ciampi, laureandosi poi con Guido Calogero, una delle guide del movimento liberalsocialista. Già in Normale l’orientamento antifascista di Casagrande si manifestò in modo clamoroso con un gesto che gli procurò la sospensione per sei mesi. Poi, il servizio militare a Napoli e, dopo l’8 settembre, il suo arresto alla prima esperienza in cattedra al classico. Quindi, l’ingresso nella Resistenza.

La sua produzione culturale, proseguita anche con la collaborazione dei suoi docenti Delio Cantimori e Cesare Luporini e con l’appoggio del collega Armando Saitta, caratterizzò nel dopoguerra l’area della riflessione comunista, con importanti contributi a “Società”, “Rinascita”, “Riforma della scuola”; insieme con il suo compagno di Normale Alessandro Natta fu tra i più ascoltati consulenti della riforma della scuola all’epoca della Commissione Culturale del Pci diretta da Mario Alicata.

Importante fu pure l’opera che Casagrande svolse come consigliere comunale e provinciale del Partito comunista, ove militò in modo appassionato ma critico, trovando momenti di rottura nel ‘56 e poi, definitivamente, nel ‘66. Grande impegno riversò nella promozione della cultura locale, con la valorizzazione della Biblioteca comunale di Viareggio e con l’esperienza della “Fiera del Libro” di cui fu tra i fondatori.

E’ annunciato per quest’anno un libro che, curato sotto gli auspici dell’Istituto storico della Resistenza da Stefano Bucciarelli e sostenuto dal Ministero per i Beni Culturali, tratterà, sulla base di una estesa ricerca e di una inedita documentazione, l’importante contributo dato da Casagrande alla storia di quello che siamo.

(s. b.)

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