Presentato a Lucca il Rapporto Economia 2026 della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest
Lucca, 29 maggio 2026. Si è tenuta oggi a Lucca, presso il "Polo Tecnologico Lucchese", la presentazione del Rapporto Economia 2026 della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, realizzato in collaborazione con l'Istituto di Studi e Ricerche (ISR). L'appuntamento annuale ha offerto una lettura aggiornata delle dinamiche economiche delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa, collocandole all'interno di un quadro internazionale ancora caratterizzato da forte instabilità geopolitica, turbolenze commerciali e crescenti incertezze finanziarie.
L'evento, aperto dai saluti istituzionali del Presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini e del Sindaco di Lucca Mario Pardini, è entrato nel vivo con l'analisi dei dati economici presentati da Massimo Marcesini, Ricercatore dell'Istituto di Studi e Ricerche.
Il bilancio del 2025 traccia un quadro economico nel complesso debole per l'area della Toscana Nord-Ovest, all'interno di un contesto locale caratterizzato da diffusa prudenza: la crescita più sostenuta si registra nella provincia di Massa-Carrara (+0,7% il PIL), mentre Lucca (+0,3%) e Pisa (+0,2%) registrano un andamento più contenuto. Al di là di un commercio estero sostenuto solo da specifiche filiere, l'anno trascorso mette in luce le fragilità strutturali di un mercato interno poco dinamico e l'affaticamento di comparti tradizionali strategici — come il sistema moda, la mobilità e il lapideo lavorato. Per il 2026 le prospettive restano fortemente condizionate dalle tensioni internazionali, dall'instabilità legata ai dazi commerciali e dai rincari energetici; fattori d'incertezza che rischiano di impattare sul territorio proprio mentre il tessuto delle micro e piccole imprese è chiamato ad accelerare gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione energetica.
A queste complessità si aggiungono le delicate sfide sul fronte del credito e del lavoro. Accanto a una sostanziale tenuta della raccolta bancaria, persistono infatti criticità nell'accesso al credito produttivo, soprattutto per le micro e piccole imprese, più esposte agli effetti dell'aumento del costo del denaro e di una maggiore selettività finanziaria, con una contrazione degli impieghi in alcuni comparti. Per quanto riguarda l'occupazione, si conferma elevato e strutturale il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, accompagnato da picchi di sofferenza legati al ricorso alla cassa integrazione in specifiche filiere tradizionali.
«Il Rapporto che presentiamo oggi – ha dichiarato Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – non è soltanto una fotografia economica del territorio, ma uno strumento di lettura e interpretazione utile per comprendere le trasformazioni in atto e orientare le scelte future. Oggi più che mai il tema del credito assume una valenza strategica perché senza adeguate risorse finanziarie diventa difficile investire, innovare e rafforzare la competitività delle imprese. Il rischio, in un contesto caratterizzato da inflazione, tensioni internazionali e possibili irrigidimenti della politica monetaria, è che proprio le realtà più piccole restino escluse dai percorsi di crescita e trasformazione. Capire i cambiamenti quindi non basta, servono strumenti concreti, dialogo tra sistema bancario ed imprese, nuove soluzioni capaci di accompagnare lo sviluppo del territorio per sostenere investimenti, innovazione e competitività».
Provincia di Lucca
Nel 2025 l'economia della provincia di Lucca è cresciuta dello 0,3%, sotto la media toscana (+0,6%) e nazionale (+0,5%). A sostenere il bilancio territoriale è stato principalmente il comparto manifatturiero (+0,9%), che incide per oltre un quarto sul valore aggiunto provinciale, sostenuto da alimentare e chimica-farmaceutica e dalla sostanziale tenuta di pilastri storici quali carta, meccanica strumentale e nautica. Hanno invece mostrato un rallentamento le costruzioni (-0,3%), i servizi (-0,1%) e l'agricoltura (-2,8%). Sul fronte estero, l'export ha chiuso il 2025 in contrazione attestandosi a 5,4 miliardi di euro (-2,6%), conseguendo comunque il secondo miglior risultato storico dopo il record del 2024. Hanno pesato il calo degli oli, specie verso gli Stati Uniti, e dei macchinari per cartiere, mentre la nautica si è confermata primo comparto esportatore (1,3 miliardi, 23,9% del totale) e il sistema carta-cartotecnica ha sfiorato 1,2 miliardi. Tra le destinazioni, gli Stati Uniti sono arretrati del 7,7%. Il credito ha evidenziato segnali di prudenza: gli impieghi vivi hanno raggiunto 9,7 miliardi di euro (+0,4%), ma i finanziamenti destinati alle imprese sono diminuiti del 2,4%, con una contrazione del 7,2% per l'artigianato. Il tasso di deterioramento del credito è salito all'1,48%, mentre gli sportelli bancari sono scesi a 154 unità (-5). Nel mercato del lavoro, gli occupati sono calati del 2,6% e il tasso di disoccupazione è salito al 6,5% (dal 4,7% del 2024). In miglioramento il mismatch tra domanda e offerta, con la difficoltà di reperimento scesa al 46%, mentre la Cassa Integrazione Guadagni è diminuita del 35,2%. Il tessuto imprenditoriale è tornato a crescere, con 40.062 imprese registrate e un saldo di più 108 unità (+0,3%), ma le imprese under 35 sono diminuite del 4,9%. Nel commercio, le vendite sono aumentate dello 0,7% in valore, ma calate dello 0,9% in termini reali, con le piccole strutture che hanno mostrato le maggiori criticità. Il turismo ha riproposto un equilibrio fragile: gli arrivi ufficiali sono aumentati dello 0,5%, ma le presenze calate dell'1,6% a 3,33 milioni, sostenute dalla sola componente straniera (+1,5%). La Versilia ha registrato una flessione del 5,1%, mentre è cresciuta la Piana di Lucca (+9,4%).
Provincia di Massa-Carrara
Nel 2025 l'economia della provincia di Massa-Carrara è cresciuta dello 0,7%, sopra la media toscana (+0,6%) e nazionale (+0,5%), con un PIL pari al 17% dell'Area Toscana Nord-Ovest. La dinamica è stata sostenuta dalle costruzioni (+6,8%) e dall'industria (+0,4%), che ha recuperato il calo del 2024. Più debole il quadro per servizi (+0,1%) e agricoltura (-5,4%). La produzione manifatturiera ha chiuso il 2025 in crescita dello 0,8%, sostenuta da lapideo e metalmeccanica. La provincia ha superato per la prima volta i 3 miliardi di export (+50,4%), un risultato straordinario condizionato favorevolmente dalle tempistiche di fatturazione e consegna tipiche della meccanica e della nautica, mentre hanno chiuso l'anno in flessione il lapideo lavorato e il materiale grezzo. In calo le importazioni (-7,9%), attestate a 952 milioni di euro in valore. Il credito ha mostrato segnali di ripresa, con gli impieghi vivi saliti a 3,5 miliardi di euro (+2,1%), ma per le imprese (+0,4%) la crescita è risultata polarizzata sul manifatturiero (+12,1%), mentre è proseguita la contrazione di costruzioni (-7,6%) e servizi (-4,7%). Ancora in difficoltà le realtà minori, con il credito alle imprese sotto i 20 addetti calato del 7,6%. Ha registrato un miglioramento il tasso di deterioramento, sceso all'1,19%, mentre gli sportelli bancari si sono ridotti a 63 (-4). Nel mercato del lavoro, gli occupati sono scesi a 78,4 mila unità (-2,9%) e il tasso di disoccupazione è salito all'8% (dal 6,2% del 2024). Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro si è confermato elevato e stabile (51%), mentre la Cassa Integrazione Guadagni si è ridotta del 9,1%. Il tessuto imprenditoriale è rimasto stabile (+0,1%), con un numero di imprese attestato a 20.685, in crescita le sole società di capitale (+1,9%) e in riduzione le imprese under 35 (-1,7%). Nel commercio, le vendite sono cresciute dello 0,9% in valore, ma calate dello 0,7% in termini reali, con le piccole superfici che continuano a mostrare le maggiori criticità. Il turismo ha mostrato stabilità, con 294 mila arrivi ufficiali (+4,1%) e circa 1,07 milioni di presenze (stabili), sostenuto dalla componente straniera (+3,1%) e dal dinamismo della Lunigiana (+14,3%), a fronte di una flessione della Riviera apuana (-1,4%). Sostanziale stabilità per i traffici dal Porto di Marina di Carrara (4,83 milioni di tonnellate nel 2025).
Provincia di Pisa
Nel 2025 l'economia della provincia di Pisa è cresciuta dello 0,2%, in rallentamento rispetto al 2024 e al di sotto della media toscana e nazionale, con un PIL pari al 45% del totale dell'Area. La tenuta dell'economia provinciale è dipesa soprattutto dai servizi (+0,1%), che rappresentano oltre il 70% del valore aggiunto, affiancati da un'industria tornata in positivo (+0,9%). Hanno invece confermato dati in flessione le costruzioni (-2,4%) e l'agricoltura (-3,8%). L'export provinciale è tornato a crescere (+2%) raggiungendo i 3,4 miliardi di euro, sostenuto dagli incrementi di farmaceutica e abbigliamento, mentre nei comparti tradizionali si sono confermate le difficoltà: cicli e motocicli (-11,2%), pur confermandosi primo settore esportatore (631 milioni di euro), cuoio (-5,8%) e calzature (-5,9%). Le importazioni sono aumentate del 3,7% a 2,1 miliardi di euro. Il credito ha evidenziato una sostanziale stabilità, con gli impieghi vivi attestati a 9,4 miliardi di euro (+0,3%), ma i finanziamenti alle imprese scesi del 2,5%, con flessioni nei servizi (-5,5%) e nell'artigianato (-8,8%). Sono invece aumentati i mutui alle famiglie (+56% le nuove erogazioni). Il tasso di deterioramento del credito è salito all'1,85%, sopra la media regionale e nazionale, mentre gli sportelli bancari sono scesi a 184 (-10). Nel mercato del lavoro, gli occupati hanno raggiunto quota 191 mila unità (+2,7%), mentre il tasso di disoccupazione è diminuito fermandosi al 4,3% (dal 4,8% del 2024). In lieve peggioramento, tuttavia, il mismatch tra domanda e offerta, con le assunzioni di difficile reperimento che hanno raggiunto il 52%. La Cassa Integrazione Guadagni ha superato 6 milioni di ore (+30,4%), segnalando criticità soprattutto nel cuoio e nei motocicli. Il tessuto imprenditoriale ha mostrato una sostanziale tenuta: le imprese registrate sono salite a 41.002 (+0,6%), trainate dalle società di capitale, mentre le imprese under 35 diminuite dell'1,7%. Nel commercio, le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,7% in valore, ma sono calate dello 0,9% in termini reali, con difficoltà per le piccole superfici. Il turismo ha mantenuto una sostanziale stabilità, con 1,3 milioni di arrivi ufficiali e 3,5 milioni di presenze (-1%), sostenuto dalla componente straniera (+0,8%) a fronte del calo di quella nazionale (-3,7%). Netta la crescita dell'Aeroporto Galilei, che nel 2025 ha sfiorato i 6 milioni di passeggeri (+7,8%) registrando il miglior risultato di sempre.
La tavola rotonda: credito alle imprese, dalle criticità alle soluzioni operative
La presentazione del Rapporto Economia 2026 ha offerto l'opportunità di approfondire il focus centrale dell'edizione di quest'anno: il credito come leva per sostenere investimenti, innovazione e competitività del sistema produttivo locale.
Dopo l'introduzione del dott. Giuliano Dini, già Direttore della filiale di Lucca della Banca d'Italia, che ha offerto una lettura del quadro finanziario e delle principali dinamiche del credito nella Toscana Nord-Ovest, si è tenuta una tavola rotonda moderata dal giornalista di NoiTV Paolo Stefanini. Il confronto ha visto un costruttivo scambio di prospettive tra Sergio Chericoni, Presidente dell'Istituto di Studi e Ricerche, Paola Ferretti, Docente di Economia degli Intermediari Finanziari dell'Università di Pisa ed ex Consigliere di Banco BPM, Danilo Maiocchi, Direttore Generale di Innexta Scrl, e Marco Marchi, Presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Lucca. Al centro del dibattito sono state poste le criticità nell'accesso al credito per le micro, piccole e medie imprese e l'evoluzione del rapporto tra banche e imprese, con un focus sul tema delle garanzie e sulle nuove forme di accompagnamento finanziario. Spazio è stato dato anche alle opportunità offerte dalla finanza innovativa, dalla digitalizzazione dei servizi e dagli strumenti a supporto degli investimenti per la sostenibilità, la transizione digitale e la crescita dimensionale delle aziende.
In chiusura dei lavori, il Presidente della Camera di Commercio, Valter Tamburini, ha richiamato con forza la necessità di rafforzare e consolidare il dialogo sinergico tra le istituzioni, il sistema bancario, il mondo delle professioni e il tessuto imprenditoriale, affinché il credito possa tornare a rappresentare una leva concreta ed efficace per lo sviluppo economico di tutto il territorio.
In allegato a questo comunicato la sintesi del rapporto e le slides presentate durante l'evento. Il rapporto completo è scaricabile dal sito www.isr-ms.it.
Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest








