Invitati dal Circolo culturale "Il Navicello", lunedì 5 ottobre alle ore 17,30 nel giardino d'inverno di Villa Bertelli a Forte dei Marmi (via Mazzini 200), Elena Martinelli e Adolfo Lippi (rispettivamente Presidente e membro del Comitato scientifico della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS) presenteranno Tra l'incudine e il martello, l'inedito secondo libro scritto dall'artista e autore Alfredo Catarsini.
In effetti l'arte di Catarsini è da considerarsi un po' di casa a Villa Bertelli: infatti nella Sala Treccani della stessa villa fortemarmina è ospitata sin dal 2023 Il grano della bonifica lucchese, la grande tela che Catarsini dipinse per l'edizione 1940 del "Premio Cremona"; l'opera si trova insieme a quattro ritratti a matita che l'Artista viareggino realizzò di se stesso, di Enrico Pea, di Leonida Repaci e di Arturo Dazzi, oggi esposti stabilmente al secondo piano dello stesso edificio, negli spazi Museo del quarto platano.
Inoltre, vicino alla grande tela e grazie alla Fondazione Catarsini, troviamo il laboratorio esperienziale per persone con disabilità visiva che reinterpreta in formato tridimensionale Trabaccolo all'Annunziata, l'opera pittorica che Alfredo Catarsini realizzò nel 1954.
Ma torniamo al Catarsini scrittore.
Dopo il successo di Giorni neri – edito negli anni Sessanta del Novecento e ripubblicato nel 2021 -, è infatti tornata in libreria la voce letteraria del pittore viareggino Alfredo Catarsini (1899-1993), autore del romanzo inedito Tra l'incudine e il martello - edito da La Nave di Teseo, curato dalla giornalista e scrittrice Elena Torre e già presente, come Giorni neri, nel catalogo del libro parlato dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - un'opera civile sulla libertà e il dissenso e inserito di recente sulle pagine de La Lettura (l'inserto domenicale del Corriere della sera), tra gli scrittori più importanti della Versilia. Inoltre, il libro è arricchito dalla prefazione di Vittorio Sgarbi, che ha analizzato la profondità dello sguardo di un artista capace di eccellere sia nel segno pittorico, sia nella parola scritta e sottolineando l'unicità del Catarsini scrittore, capace di far «dipingere le parole e parlare i colori», tratto che evidenzia una capacità di intuizione pari a quella di Viani nel raccontare non solo ciò che si vede, ma soprattutto ciò che si sente.
Alla presentazione di Villa Bertelli, dopo i rituali saluti del Presidente dell'omonima Fondazione, Ermindo Tucci, e della Presidente del Circolo "Il Navicello", Daniela Bertelli, interverrà Elena Martinelli, nipote di Catarsini e Presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS nata nel 2020 per promuovere l'arte e la letteratura di Catarsini e che da alcuni anni ha allargato il proprio raggio d'azione per rimuovere gli ostacoli alla piena accessibilità dei luoghi di cultura alle persone con disabilità visiva, guardando anche al ruolo che in questa delicata operazione possono avere le giovani generazioni; insieme a lei sarà presente il giornalista e regista Adolfo Lippi, che riassumerà i legami tra Catarsini e l'ampia presenza di intellettuali che sin dalla metà del Novecento frequentavano Forte dei Marmi, oggi testimoniata proprio dal Museo del quarto platano.
Scritto originariamente negli anni Settanta, e rivisto dallo stesso Catarsini nel 1984 che ne affidò la cura futura proprio a Elena Martinelli, Tra l'incudine e il martello nasce dalla volontà di testimoniare le «continue agitazioni di piazza» che segnarono il dopoguerra italiano.
Il romanzo di Catarsini infatti ci riporta nella Viareggio degli anni Venti, tra darsene, officine e l'eco delle lotte operaie. Il protagonista è Gregorio, un giovane fabbro che sogna di trasformare il ferro in arte, ma che si ritrova a fare i conti con il soffocamento delle libertà imposto dal nascente regime fascista. Attraverso una scrittura limpida e profondamente visiva, Catarsini costruisce un racconto potente di memoria civile, popolato da figure memorabili definite dall'autore stesso come «esseri anarcoidi, intelligenti e analfabeti». Non mancano riferimenti autobiografici toccanti, come la prigionia del fratello Gino o la figura imponente del maestro Lorenzo Viani: a questo proposito di recente Sgarbi disse che nel libro «Catarsini condivide con Viani il radicamento viareggino, l'attenzione al mondo del lavoro e un'idea dell'arte come riflesso di una verità umana concreta, prima che come puro esercizio di stile».








