"Il pre-scuola è un servizio semplice e fondamentale: permette ai genitori lavoratori di portare i figli a scuola alle 7:30 e andare al lavoro. Il Comune di Massarosa lo ha presentato come una conquista storica, il simbolo di una nuova attenzione alle famiglie. Ma dopo tre mesi di iscrizioni aperte, chiuse e riaperte, con regole cambiate ogni volta e costi comunicati in modo confuso, molte famiglie si trovano ancora senza risposta. E alcune sono rimaste fuori del tutto, non per colpa loro, ma per colpa di una gestione che ha messo il risparmio davanti ai bisogni reali delle persone". Lo scrivono in un comunicato i consiglieri comunali di minoranza Nicola Morelli, Pietro Bertolaccini, Pietro Cima e Marzia Lucchesi.
"La storia è questa - proseguono - A maggio si apre con un costo stimato di €2,00 a bambino al giorno: molte famiglie aspettano, la cifra sembra alta. A giugno si riapre senza spiegare perché. Ad agosto — in piena estate, con le famiglie in vacanza — si riapre ancora una terza volta, solo per alcune scuole, solo per 10 giorni. Alla fine il costo reale è €13,50 al mese per tutta la famiglia, indipendentemente dal numero di figli. Meno di un caffè al giorno. Se questa cifra fosse stata comunicata subito, molte più famiglie si sarebbero iscritte. Invece no: tre giri di iscrizioni, tre set di regole diverse, e decine di famiglie che oggi non sanno se il servizio ci sarà o meno il 21 settembre.
Il risultato concreto è che ci sono famiglie escluse senza motivo valido. Chi abita vicino a una scuola dove non erano arrivate abbastanza domande non può iscriversi. Chi era in vacanza e non ha visto l'avviso di agosto ha perso il posto. Chi aveva rinunciato perché il costo sembrava alto — salvo poi scoprire che costava pochissimo — non può più tornare indietro. Il caso più clamoroso è quello della Scuola Primaria di Pieve a Elici: almeno 15-16 famiglie hanno dichiarato pubblicamente di aver bisogno del servizio, ma il loro plesso è rimasto fuori. Non perché i numeri non ci siano — ci sono — ma perché nei mesi precedenti, con tutte quelle incertezze, non si erano ancora iscritte. Colpa loro? No. Colpa di una comunicazione sbagliata e di scelte pensate più per risparmiare che per servire.
Ed è qui il nodo centrale. Ogni scelta di questa Amministrazione racconta la stessa storia: soglie minime per non attivare il servizio dove costa, costi comunicati alti per scoraggiare le iscrizioni, tetti bassi per non dover pagare un secondo educatore, finestre di iscrizione cortissime in agosto per chiudere in fretta. Un servizio costruito nei dettagli per sembrare esistente senza costare davvero. Ma allora la domanda è semplice: questo pre-scuola è davvero il servizio importante che l'Amministrazione Barsotti dice di voler dare alle famiglie, oppure è solo una vetrina? Perché se è davvero importante — come dicono — allora va finanziato in modo serio, aperto a tutti senza soglie e senza esclusioni, e il Comune deve metterci i soldi necessari. Se invece il vero obiettivo è spendere il meno possibile, allora si abbia almeno il coraggio di dirlo chiaramente alle famiglie".
"La nostra richiesta è semplice" — dichiarano i consiglieri comunali di minoranza Morelli, Bertolaccini, Cima e Lucchesi. "Riaprite le iscrizioni per tutti i plessi che ne fanno richiesta, senza soglie minime e senza tetti massimi. Accettate tutte le domande. E finanziate il servizio in modo adeguato, perché un Comune che si vanta di mettere le famiglie al centro non può poi costruire un servizio pensato per escluderle. Le famiglie di Massarosa non chiedono favori: chiedono un servizio che è stato promesso, a un costo che si sono dimostrate disposte a pagare. Il 21 settembre le lezioni iniziano. È tempo che questa Amministrazione smetta di fare annunci e cominci a dare risposte concrete".








