"La piscina comunale, un progetto strategico finanziato con fondi PNRR, avrebbe dovuto essere il simbolo di un rilancio per lo sport e per la vita della comunità. Invece, nel 2026, ci troviamo davanti a una struttura ancora non funzionante, con ritardi che si accumulano e problemi tecnici mai risolti". così si apre il comunicato sulla Piscina Comunale di Massarosa, a nome dei consiglieri comunali di opposizione Lega Nicola Morelli e Pietro Cima e del gruppo Per Massarosa Pietro Bertolaccini e Marzia Lucchesi.
"L'opposizione, rappresentata dai consiglieri Morelli, Cima, Lucchesi e Bertolaccini, non può più restare in silenzio di fronte a questa vicenda che si protrae da troppo tempo. Secondo il cronoprogramma iniziale della direzione lavori, la piscina avrebbe dovuto aprire entro marzo 2025. Oggi, più di un anno dopo quella scadenza, l'impianto non è pronto e i ritardi hanno già prodotto conseguenze concrete: attività commerciali e sportive della zona hanno subito danni economici, mentre gli utenti continuano a subire disagi, privati di un servizio fondamentale. Questi costi, inevitabilmente, ricadranno sulla collettività, senza che alcuna responsabilità sia stata finora chiarita.
A complicare ulteriormente la situazione, ci sono problemi tecnici noti da tempo ma mai risolti. Il solare termico, progettato per abbattere i costi di gestione, è fermo da oltre due anni e necessita di un immediato intervento di riattivazione. L'impianto fotovoltaico, indispensabile per ridurre le spese elettriche, non è stato nemmeno installato. La normativa cambiata a settembre 2025 rende oggi più complessa e lunga la sua realizzazione, aggiungendo un ulteriore ostacolo alla piena operatività della struttura. I pavimenti dei bagni e delle docce, maschili e femminili, non erano previsti nel progetto PNRR e rischiano di rimanere vecchi di oltre quarant'anni, nonostante una spesa complessiva di circa 4 milioni di euro, a cui si sono aggiunti 280.000 euro di fondi comunali.
L'Amministrazione annuncia la prossima riapertura delle iscrizioni alle attività, ma la convenzione con il gestore non è ancora stata firmata. Senza questa firma, ogni promessa rimane solo sulla carta. È improbabile che il gestore accetti di impegnarsi prima di avere la certezza che l'impianto sia funzionante, soprattutto in un momento in cui i costi delle utenze stanno lievitando e i margini di gestione diventano sempre più stretti.
L'incertezza sta già producendo effetti tangibili. Molti utenti storici, stanchi dei continui rinvii negli ultimi due anni, hanno probabilmente cercato alternative e potrebbero non rinnovare più gli abbonamenti. La riapertura non è quindi un semplice dettaglio tecnico: è una questione di sopravvivenza economica della piscina", sottolineano i consiglieri Morelli, Cima, Lucchesi e Bertolaccini.
"Guardando al 2027, la situazione diventa ancora più preoccupante. La piscina di San Giuliano e quella di Viareggio riapriranno, attirando inevitabilmente parte degli utenti che potrebbero rivolgersi altrove. Il rischio concreto è che la nostra struttura, invece di diventare un polo attrattivo, si trasformi in una cattedrale nel deserto, bellissima ma insostenibile dal punto di vista finanziario. Dopo due anni di promesse disattese, la fiducia dei cittadini è ai minimi storici. Continuare con la politica degli annunci vuoti rischia solo di allontanare ulteriormente utenti e famiglie da una struttura che dovrebbe essere cuore pulsante dello sport e della comunità".