"Ancora una volta i fatti dimostrano che le nostre proposte erano corrette, e che la maggioranza ha preferito respingerle per ragioni politiche salvo poi rivendicarle come un proprio successo". Lo dichiarano i consiglieri comunali di opposizione di Massarosa Pietro Bertolaccini, Marzia Lucchesi, Nicola Morelli e Pietro Cima, intervenendo sulla vicenda del servizio di pre-scuola per l'anno scolastico 2026/2027.
"Con la nostra mozione avevamo chiesto semplicemente di garantire alle famiglie un servizio accessibile, proponendo una tariffa in linea con quella applicata dal Comune di Camaiore: 10 euro mensili per i residenti, 15 per i non residenti. Una proposta concreta e sostenibile, con l'unico obiettivo di contenere il costo del servizio. La maggioranza l'ha respinta, sostenendo che non fosse possibile stabilire la tariffa prima di conoscere il numero delle adesioni".
"Eppure – proseguono i quattro consiglieri – gli stessi atti della Giunta raccontano una storia diversa. Nella delibera istitutiva del servizio si indicava chiaramente un costo minimo presunto di 2 euro al giorno per bambino, precisando che l'importo sarebbe potuto aumentare con più di 15 iscritti alla scuola dell'infanzia o 20 alla primaria. La stessa delibera stabiliva inoltre il pagamento anticipato, senza riduzioni per assenze né agevolazioni legate al reddito"».
"Oggi apprendiamo dal comunicato del Comune che il costo sarà invece di appena 13,50 euro al mese, circa 79 centesimi al giorno. Facciamo un semplice calcolo: si passa da un costo minimo dichiarato di 2 euro al giorno a uno effettivo di 0,79 euro, con una riduzione superiore al 60% nel giro di pochissimo tempo. Non stiamo parlando di un piccolo aggiustamento tecnico, ma di un ribaltamento quasi totale della cifra messa nero su bianco in un atto ufficiale della Giunta".
"Questo – sottolineano i consiglieri – è il vero problema: non un semplice errore di valutazione, ma la totale assenza di un metodo nella definizione dei costi. Se in una delibera si scrive 2 euro al giorno e poche settimane dopo, senza alcun atto che ne spieghi formalmente la ragione, si comunica ai cittadini una cifra ridotta di oltre il 60%, significa che quel primo numero non era una stima seria, ma una cifra buttata lì senza criterio. E se non c'era criterio nella prima stima, come possiamo fidarci della seconda?".
Per i quattro consiglieri, la vicenda "evidenzia una contraddizione politica ancora più grave di quanto sembri: prima la maggioranza dichiara in Consiglio comunale che il costo non può essere definito, bocciando la nostra mozione; poi, in delibera di Giunta, lo fissa a un minimo di 2 euro al giorno; infine lo comunica ai cittadini a 79 centesimi, rivendicandolo come un successo dell'Amministrazione. Tre cifre, tre sedi, tre versioni diverse della stessa storia, nel giro di poche settimane. Non è gestione della cosa pubblica, è improvvisazione — con l'aggravante di essersi anche intestati il merito di un'idea che avevano bocciato".
"Siamo soddisfatti che le famiglie possano usufruire del servizio a un costo così contenuto: era esattamente l'obiettivo della nostra mozione – concludono Bertolaccini, Lucchesi, Morelli e Cima –. Ma non possiamo non rilevare la brutta figura istituzionale di una maggioranza che ha bocciato una proposta dell'opposizione per poi rivendicarla, nei fatti, come propria, con oscillazioni sui costi che definire imprecise sarebbe un eufemismo. Le idee andrebbero valutate per il loro contenuto, non per chi le presenta. E i numeri messi nero su bianco negli atti pubblici dovrebbero significare qualcosa. Ancora una volta, i fatti ci danno ragione".
"In fondo - termina il comunicato - se il metodo per fissare le tariffe è questo, la buona notizia è che il prossimo anno il pre-scuola potrebbe essere gratis".








