Marina di Pietrasanta arriva il Commissario Isotta Franceschini. Roberta Capanni dialoga con la collega Ilaria Guidantoni al Bagno Internazionale
Un rito che non lascia scampo e una scia di omicidi che sfida ogni logica investigativa. Arriva in libreria "Il gioco della Triglia", l'ultimo romanzo giallo firmato dalla giornalista e scrittrice Roberta Capanni. Un'indagine serrata che si muove lungo l'asse Toscana-Lombardia, dove il calcio e la cronaca nera si intrecciano a un passato mai sepolto.
Al comando dell'inchiesta c'è il Commissario Isotta Franceschini, un personaggio che rompe gli schemi, una trentaseienne pragmatica e rigorosa, la cui vita è scandita da cibi sani, musica indiana e una corazza di solitudine che la protegge dal caos del mondo moderno. In una Toscana insolita e inquieta, Isotta dovrà sciogliere il legame invisibile che unisce le vittime prima che il destino finisca di regolare i suoi conti.
L'indagine parte da un incontro, da donna a donna, e una promessa tra il commissario Isotta Franceschini e una ragazza maltrattata. Da qui si dipana la storia che affonda le radici nella campagna milanese. Un cold case che vede coinvolta una ragazza che voleva solo riscattare una vita che non era iniziata nel migliore dei modi.
In pratica in questo giallo le protagoniste sono le donne con i loro vissuti, le loro sfaccettature e gli uomini che rimangono figli.
Una firma di sangue e un destino condiviso
La vicenda prende il via dal ritrovamento di tre corpi: tre uomini uccisi per soffocamento. In bocca, per ognuno, una triglia. Se per molti quel pesce evoca messaggi di stampo mafioso, per Isotta Franceschini "quelle triglie hanno altro da dire".
L'indagine si trasforma presto in un viaggio a ritroso nel tempo che mette Isotta davanti al suo essere donna, in un andirivieni di ricordi personali e promesse da mantenere che si intrecciano con il suo granitico senso di giustizia.
Isotta Franceschini: rigore, musica indiana e un calice di rosso
Giovane donna allergica alla deriva della società moderna, Isotta è un commissario che vive di contrasti. In una casa che profuma di cibi sani e spezie, tra vibrazioni di musica indiana e percezioni, Isotta coltiva il suo amore per la salute gourmet. È una donna metodica e a tratti rigida, ma capace di lasciarsi ammorbidire dalle provocazioni della sua amica medico legale, Barbara Stefani, e da un buon calice di vino, compagno inseparabile dei suoi rari momenti di relax.
"Isotta non cerca solo un colpevole, cerca l'equilibrio della bilancia," commenta l'autrice. "È una donna con una profonda consapevolezza, che sa che il piacere — proprio come la giustizia — ha bisogno di corpo e struttura, esattamente come un grande vino toscano. Per me la scrittura è sia
un pretesto sia un mezzo: il canale con cui lanciare un messaggio a chi si ferma a una sola realtà, senza accorgersi della 'propaganda' con cui la società ci condiziona nei pensieri e nei consumi."
I dolori degli uomini scavano voragini
Il destino di Isotta si incrocia con quello di Anton Paolo Longhini-Sterzi, affascinante avvocato del Foro di Milano. In un gioco di specchi dove il confine tra indagine e attrazione si fa sottile, Isotta dovrà sciogliere le proprie rigidità per rendere giustizia a chi è rimasto troppo a lungo nell'ombra. E dovrà farlo con il fiato sul collo di una società dell'apparenza che cerca un veloce colpevole, il Mostro, su cui riversare le proprie ancestrali paure.
Cosa hanno in comune Moreno Vitali, detto "Il vivandiere", un imprenditore di successo come Patryk Pawela e il tranquillo e triste Giancarlo Lostase? Sarà compito del Commissario scoprire l'insolito legame che unisce i tre uomini e le triglie con cui sono stati soffocati mentre sullo sfondo si muove una società che fatica a cambiare punto d'osservazione.
"Il gioco della Triglia" non è solo un noir procedurale; è una riflessione sulle donne brutalizzate, sulla vendetta che purifica e sulla difficoltà, a volte, di distinguere tra legge e giustizia.








