Anno XI 
Martedì 21 Luglio 2026

Scritto da Redazione
Pietrasanta
20 Luglio 2026

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Dal 20 luglio la liquidazione totale alla galleria ArteTotale di Pietrasanta — riduzioni dal 30% al 70%, per la prima e ultima volta. Entro la fine del 2026 cesserà ogni attività di vendita: il fondatore Fabio Morandi si dedicherà interamente allo studio, alla ricerca e alla divulgazione della cultura del tappeto orientale.

Ci sono storie che finiscono come sono cominciate: in silenzio, con le idee chiare. Quella di Morandi Tappeti si chiude così, trent'anni dopo — non per stanchezza, non per un mercato deluso, ma per coerenza.

Fabio Morandi apre a Crema nel 1991. Figlio di una commerciante di tappeti, eredita la passione ma non la voglia di fare le cose come le aveva sempre fatte il settore. E così, quasi per istinto, decide di fare l'opposto: dire la verità. Prezzi fissi, esposti, mai trattabili. Garanzia scritta. Descrizioni oneste di ogni pezzo, con commenti personali che nessun altro si sarebbe permesso. In un mercato storicamente abituato all'opacità, alla trattativa, al prezzo che cambia a seconda di chi entra, era una piccola rivoluzione silenziosa.

Con gli anni arrivano il sito — primo in Italia a pubblicare con chiarezza assoluta tutti i prezzi dei tappeti — poi il blog, il Visual Book, il podcast "Sentire il tappeto". Non strumenti di vendita, ma atti di divulgazione: il tentativo ostinato di trasmettere qualcosa che per Morandi non aveva prezzo, la cultura del tappeto orientale, la sua storia, la sua bellezza.

«Il tappeto è uno speciale tessuto manufatto artigiano concepito come spazio sacro di un universo simbolico.»

Non era retorica: era come la pensava davvero. Il vertice di questo percorso è stato il progetto Design d'Arte, tappeti persiani annodati a mano in cui il confine tra artigianato e arte scompare del tutto — manufatti degni di essere esposti come dipinti o sculture, coltivati con la stessa cura con cui un gallerista tratta le opere dei suoi artisti.

Poi, un giorno, Morandi decide che è arrivato il momento di smettere. Non perché la passione si fosse esaurita — anzi, sostiene il contrario — e non perché i numeri non tornassero. Ma perché trent'anni di commercio lo hanno convinto che il modo migliore di amare i tappeti, adesso, non è venderli: è studiarli, raccontarli, custodirne la memoria.

La liquidazione totale — dal 20 luglio 2026

Entro la fine del 2026 chiuderà tutto: la sede storica di Castelvetro Piacentino, l'e-commerce e, per prima, la galleria ARTETOTALE di Pietrasanta, dove dal 20 luglio inizierà la liquidazione finale di tutto ciò che è rimasto: contemporanei, persiani, caucasici, kilim, antichi da collezione e pezzi del progetto Design d'Arte, tutti selezionati personalmente da Fabio Morandi.

Si tratta di una liquidazione reale, non di una promozione temporanea. I prezzi di partenza corrispondono alle quotazioni storiche di Morandi Tappeti — mai scontate nella normale attività, pubblicate da sempre sul sito con la trasparenza che è stata la firma dell'azienda — ma per la prima e ultima volta proposti con riduzioni dal 30% al 70%. Non ci sarà un secondo turno. Non ci sarà un'altra occasione.

«Posso garantirvi che, oggi più che mai, la passione e l'amore per i tappeti bruciano dentro di me. È proprio questo amore che mi porta a chiudere le attività commerciali per dedicare tutto il mio tempo allo studio, alla ricerca e alla divulgazione.»

— Fabio Morandi

Chi è Fabio Morandi

Apre a Crema nel 1991, dopo quasi vent'anni nella ditta di famiglia. Costruisce un modello commerciale fondato sulla trasparenza assoluta: prezzi fissi ed esposti, garanzia scritta, descrizioni dettagliate di ogni pezzo. Il sito www.moranditappeti.it è stato uno dei primi in Italia a pubblicare tutti i prezzi dei tappeti. Ha sviluppato blog, Visual Book e il podcast "Sentire il tappeto" come strumenti di divulgazione della cultura del tappeto orientale. Il progetto Design d'Arte rappresenta il vertice della sua ricerca: manufatti tessili annodati a mano, al confine tra artigianato e arte contemporanea.

Dopo la chiusura

Il sito rimarrà vivo, come archivio. Morandi continuerà a documentare e pubblicare le collezioni private che ha contribuito a costruire nel corso degli anni, senza citare i nomi dei proprietari. Continuerà a scrivere, studiare, raccontare. Quello che non farà più è vendere.

«Preferisco che i miei tappeti finiscano in case dove possano essere amati e curati, piuttosto che in uno sterile magazzino.»

Non c'è amarezza, non c'è rimpianto. C'è solo la coerenza di un uomo che ha costruito trent'anni di lavoro attorno a un'idea — che i tappeti non sono merce, che la bellezza merita rispetto, che la trasparenza è una forma di dignità — e che quella stessa coerenza la porta fino in fondo, anche quando significa chiudere. La storia di Morandi Tappeti finisce dove è cominciata: con le idee chiare.

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