Il bagno Biondetti, alle Focette di Marina di Pietrasanta, per Roberto Vannacci ha il sapore di un punto di partenza. È lì che nel 2023 portò per la prima volta in pubblico Il mondo al contrario, il libro che gli ha cambiato la vita e che ha aperto la strada al partito che oggi guida, Futuro Nazionale. Venerdì 2 ottobre ci è tornato, tre anni dopo, davanti a qualche centinaio di persone, con la cena a seguire e Aldo Grandi a fare da moderatore. Con lui i dirigenti Massimiliano Simoni e Giulio Battaglini.
𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨 "𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨'
Sul palco Vannacci ha parlato del suo progetto con tono da leader che guarda già a Palazzo Chigi. Il partito, ha detto, sta mettendo nero su bianco i dieci provvedimenti da varare nei primi cento giorni di governo. E ha aggiunto che la struttura regge anche senza di lui in prima linea, perché un vero capo forma altri capi e non si circonda di subalterni.
𝐋𝐚 𝐛𝐨𝐫𝐬𝐚 𝐞 𝐥𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐯𝐢𝐚
Il fronte più duro è quello dei conti. Vannacci non ha voluto stabilire se la responsabilità sia di Palazzo Chigi o del Tesoro, ma ha liquidato il discorso con una constatazione: l'Italia è ancora dentro la procedura d'infrazione europea e la prossima legge di bilancio avrà il fiato corto. Neppure la richiesta di flessibilità a Bruxelles, a suo avviso, cambierà molto, e spingersi troppo oltre i limiti significherebbe lasciare il debito sulle spalle dei più giovani. È un'idea che si lega all'accusa al Governo di far scappare i ragazzi dal Paese, che il Corriere ha messo nel titolo.
𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨
Sulla nuova legge elettorale il leader di Futuro Nazionale non fa opposizione frontale. Il sistema gli sembra solido per garantire stabilità, ma contesta il modo in cui verranno scelti gli eletti. Con le preferenze «finte» e i listini bloccati, calcola, un partito che prende il 10% porterebbe in Parlamento persone nominate quasi tutte dalle segreterie. In pratica, per lui, deputati che rispondono ai vertici e non agli elettori. Allo stesso modo ha criticato il voto segreto in aula, utile solo a non far sapere ai cittadini come ha deciso chi li rappresenta. Alla Camera, il giorno prima, i suoi avevano respinto le pregiudiziali dell'opposizione: a suo dire spetta alla Corte Costituzionale giudicare, non a chi, parole sue, non ha la preparazione per farlo.
𝐍𝐞́ 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐧𝐝𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐞́ 𝐩𝐨𝐩𝐮𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚
Vannacci ci tiene a smontare l'etichetta di populista. Ricorda di essersi schierato in modo non scontato su femminicidio e aborto e rivendica sulle unioni civili un approccio più libertario degli altri. Poi guarda al centrodestra: se i partner dovessero alzare steccati e dichiarare incompatibilità, il suo movimento è pronto a camminare da solo, come ha dimostrato, sostiene, il voto di Reggio Calabria.
𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚, 𝐥'𝐀𝐧𝐩𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨
Verso sinistra la critica è antica. A suo giudizio, senza l'evocazione del fascismo non avrebbe più ragion d'essere, e per questo l'antifascismo viene tenuto in vita. Nel mirino ha messo l'Anpi, che a suo dire riceve fondi e allo stesso tempo fa politica. Chiude con un invito a voltare pagina: le radici si ricordano, ma lo sguardo va avanti.
𝐊𝐢𝐞𝐯 𝐞 𝐌𝐨𝐬𝐜𝐚
Sulla politica estera la linea non cambia. Niente soldi all'Ucraina: quasi venti miliardi in quattro anni e mezzo, calcola, sarebbero bastati a far uscire il Paese dalla procedura d'infrazione. E il pericolo russo, che da anni viene ripetuto ogni giorno, lo considera una follia: attaccare l'Unione o la Nato sarebbe per Mosca un suicidio, e non c'è nessun cosacco alle porte.
𝐔𝐧 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐫𝐮𝐦𝐨𝐫𝐞
A far parlare, però, è stata anche la presenza di Fabrizio Corona. L'ex fotografo si è presentato a incontro già cominciato, giacca, camicia bianca e occhiali da sole, e si è accomodato a uno dei tavoli prenotati per la cena. Corona ha da poco fondato un suo movimento, "Per la verità", lanciato a settembre con un video di una ventina di minuti. Per la condanna del 2013 non può candidarsi né essere eletto, ma sulla scena politica ci vuole stare lo stesso. La sua spiegazione è semplice: è venuto a sentire chi, secondo i sondaggi, oggi è più forte.
Carmen Federico








