Stazzema. Ci sono luoghi che, con il passare degli anni, smettono di essere semplici attività commerciali per diventare parte integrante della vita di una comunità. La Trattoria Da Franca, nel cuore del borgo di Farnocchia, rappresenta da mezzo secolo uno di questi luoghi: una presenza costante, un punto di incontro, una cucina che custodisce la tradizione del territorio.
Oggi, 26 giugno 2026, il locale celebra cinquant'anni di attività. Un traguardo che coincide con la storia personale di Franca Ulivi, anima della trattoria e testimone di un paese che nel tempo è cambiato profondamente, e in seguito con quella dei due figli. «Ho 87 anni e mi sento ancora una donna energica, ancora assai attiva nella mia trattoria. Questa attività era nata come bottega alimentare, poi chiusa nel 2024, oltre al bar e alla trattoria che sono ancora attivi», racconta Franca.
La trattoria si trova nella località Carmine, nel centro dell'abitato di Farnocchia, e da sempre rappresenta un punto di riferimento anche per i tanti visitatori che salgono fino alle pendici delle Alpi Apuane, ad esempio dal paese si accede al sentiero per il monte Gabberi o per passare a piedi il valico di Compito e raggiungere il Parco nazionale della Pace di Sant'Anna. «Da quello che riesco a ricordare, questa attività quando ero giovane era gestita da Oreste e Teresina Ulivi, che rivedo già anziani. Il loro figlio Luigi, morto nella Prima guerra mondiale, lasciò a condurre il lavoro sua moglie Armida, che aveva due figli, Mari e Ilia. Fu lei, insieme a Germano Prospero, a portare avanti l'attività per molti anni. Poi la figlia Mari, che sposò un Santannino di nome Germano, continuò il lavoro per molti anni».
La storia di Franca si intreccia con quella della bottega e della trattoria all'inizio degli anni Sessanta. «Cominciai a lavorare nella bottega come tuttofare e nel ristorante come cameriera, aiuto cuoca e domestica. Mari e Germano avevano un solo figlio, Danilo, che sposò Aurora. Quando Danilo decise di tenere soltanto la bottega, gli anziani lasciarono le redini e cedettero a me il bar e la trattoria. Era il 26 giugno 1976».
Da quel giorno, la gestione della trattoria è diventata il centro della sua vita. Nel 1984 arrivò anche la responsabilità della bottega alimentare, completando così il percorso iniziato molti anni prima. Ma il successo dell'attività è stato anche una storia di famiglia. «Devo riconoscere che il successo e la longevità dell'azienda sono da attribuire anche al supporto dei miei figli Claudio, Roberto e Serena, che hanno sempre collaborato in vari modi». Claudio ha imparato il mestiere della cucina al fianco della madre. «Ha appreso i miei metodi, la capacità di scegliere la qualità dei prodotti e gli accorgimenti necessari per preparare piatti genuini e saporiti». Roberto, invece, è diventato il volto della sala. «È un asso come cameriere: veloce e preciso, riesce a memorizzare molte ordinazioni senza nemmeno appuntarle, anche quando il locale è pieno».
Oggi la Trattoria Da Franca rappresenta anche un presidio fondamentale per il paese. Il locale è rimasto l'unica attività aperta a Farnocchia: un luogo di ritrovo, di socialità e di accoglienza che continua a tenere viva la comunità.
La cucina resta il cuore pulsante della trattoria. «La mia cucina è basata sulla tradizione locale, pur arricchita da piatti regionali e tipicamente italiani. La pietanza principale è il tordello farnocchino. Tra i primi ci sono il risotto ai funghi nostrani, la polenta, le tagliatelle al cinghiale e la pasta al forno».
Agli antipasti non mancano panzanelle, polpettine, polenta fritta, verdure in agrodolce preparate in casa, affettati e crostini. «I secondi comprendono arrosti di manzo, maiale, capretto e vitello, insieme a polli e conigli locali. E poi i dolci fatti in famiglia, che chiudono il pranzo».
Cinquant'anni di attività significano anche sacrifici, difficoltà e momenti complicati. «Negli anni ci sono stati acciacchi personali e tante difficoltà, ma non ho mai mollato. Ho affrontato ogni ostacolo con volontà, perché il mio lavoro e questo luogo sono sempre stati la mia ragione di vita». Guardando indietro, il bilancio è fatto soprattutto di gratitudine.
«Sono trascorsi cinquant'anni e ripenso ogni giorno, con riconoscenza, a ogni fatica sostenuta e alla forza che mi hanno dato i miei figli. Ho lavorato con grande soddisfazione, serenità e ottimismo, sperando di avere ancora anni buoni di serena attività». Cinquant'anni dopo quel 26 giugno 1976, la Trattoria Da Franca continua così a raccontare la storia di una famiglia, di un paese e di una donna che, con tenacia e passione, ha saputo trasformare il proprio lavoro in una vera ragione di vita.
«Cinquant'anni di attività - commenta il vicesindaco Alessandro Pelagatti - rappresentano un traguardo straordinario, soprattutto in una piccola comunità montana come Farnocchia. La Trattoria Da Franca non è stata soltanto un luogo di ristorazione, ma un punto di riferimento per residenti, escursionisti e visitatori. Oggi, essendo rimasta l'unica attività del paese, il suo valore va ben oltre quello economico rappresenta un presidio di vita, di accoglienza e di identità per tutta la comunità. A nome dell'amministrazione comunale desidero esprimere gratitudine a Franca e alla sua famiglia per l'impegno, la passione e la tenacia dimostrati in questi cinquant'anni, contribuendo a mantenere vivo un borgo che continua a raccontare la storia e le tradizioni del nostro territorio».








