Stazzema. Sabato, alle 17, 30, nello spazio a verde del Piccolo Lencio Meo si terrà il terzo A veglio della stagione 2026. Oggetto dell'incontro sarà la conoscenza di una figura eccellente del Comune di Stazzema, quella del prof. Ernesto Guidi, specchiato antifascista nato nel 1897 nella frazione di Ruosina nonché indimenticato primo Preside del Liceo scientifico A. Vallisneri di Lucca. Il prof. Guidi nel ruolo di preside fu l'unico professore della provincia di Lucca che nella primavera del 1944 si rifiutò di prestare giurmento alla Repubblica fascista di Salò confermando così la sua avversione al fascismo, già evidenziata con l'abbracciare le idee di don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare Italiano. A causa del suo rifiuto a sottoscrivere il giuramento fu arrestato e deportato come "lavoratore volontario" nel lager di Ottombrunn, a Monaco. Sicuramente la figura del prof. Guidi, unitamente a quella del sindacalista Giuseppe Pieruccioni, può essere annoverata nel protagonismo di punta dell'antifascismo stazzemese. Un antifascismo che fu numericamente molto contenuto prima del travaso che avvenne quando fu chiaro che le sorti della guerra e del regime volgevano inesorabilmente verso la totale disfatta, sia militare che ideologica. La vicenda del prof. Ernesto Guidi , benché onorata a livello provinciale e regionale attraverso la specifica pubblicazione Ernesto Guidi-primo preside del Liceo scientifico A. Vallisneri Lucca, edita nel novembre 2003 a cura del Consiglio Regionale della Toscana, non parebbe esserlo altrettanto nella sua terra natale. Questa percezione è stata uno dei motivi della scelta avvenuta tra le eccellenze di Stazzema con cui si caratterizzando gli A veglio di questa stagione culturale al Piccolo Lencio Meo. Un altro motivo è stato il libro All'ombra del Matarone (Maria Pacini Fazzi editore,giugno 1978) che ha scritto e dedicato al suo paese natale di Ruosina con la finalità di riproporre ai giovani la vita che si conduceva nel paese e nei paesi stazzemesi all'inizio del secolo scorso. Un vita che il prof. Guidi considerava, nonostante convenisse che fosse più povera, ignara e a volte primitiva, più cordiale e umana. Il libro, come precisa l'autore , è un piccolo mondo a sé , un mini studio storico a cui non è stata fatta mancare però la scupolosa verifica di documenti e il richiamo di testimonianze rese da cronisti e memorialisti.
L' A veglio di sabato sarà sicuramente molto conoscitivo di uno stazzemese che fu protagonista di una resistenza civile e morale ma anche di una dimostrazione d'amore per il suo paese e per il territorio di Stazzema disponendo la sua cultura a favore di essi.
Il cancello del Piccolo Lencio Meo sarà aperto alle 17,00 di sabato 27 giugno. Come sempre permane l'esortazione a coloro che intendano partecipare all' A veglio di parcheggiare l'auto presso il parcheggio pubblico di Culerchio ( di fronte alla Trattoria La Luciana) o sotto la chiesa (nel punto in cui la provinciale è larga e l'auto in sosta non crea problemi) poiché i posti macchina per i residenti nella borgata di Carbonaia, il Piccolo Lencio Meo si trova in questa borgata, sono fortemente insufficienti. Al termine dell'A veglio un momento di condivisione conviviale dell'ognuno porti qualcosa. La struttura proporrà l'apprezzata focaccia secca di Nonna Rossy e, a sorpresa, qualcos'altro. Nel mese di luglio un A veglio sarà dedicato alla donazione al Piccolo Lencio Meo di due opere in terracotta del maestro Alberto Bitossi, il quale, nel mese di agosto, esporrà i suoi lavori nella mostra antologica che sarà allestita negli spazi dellla sede della Pro Loco di Seravezza e di cui Libera Cronaca fornirà ampio resoconto.
Foto di repertorio. Uno dei diversi A veglio fatti
Giuseppe Vezzoni