Il prossimo 25 aprile saranno trascorsi 10 anni esatti dalla inaugurazione della nuova lapide su cui sono scolpiti 419 nomi inerenti alle vittime accertate perpetrate dai nazifascisti il 12 agosto 1944 a Mulina e a Sant'Anna di Stazzema, a Valdicastello e a Capezzano Monte di Pietrasanta. Il prossimo 25 aprile sarà oratore della cerimonia del'81° anniversario della Liberazione il segretario del Partito Democratico Elly Schlein. La realizzazione della nuova lapide è stata necessaria dopo l'avvenuta rottura in più parti della vecchia lapide causata dalla tempesta di vento che colpì la Versilia il 5 marzo 2015. Dal 1995 erano iniziate le segnalazioni al Comune di Stazzema di errori presenti nei vari elenchi delle vittime e sul fatto che la cifra di 560 morti fosse sovrastimata. La prima amministrazione comunale guidata dal sindaco Verona, oltre ai rilievi fatti dal superstite Renato Bonuccelli, era in possesso della ricerca sul numero delle vittime - documento agli atti del processo di Sant'Anna - effettuata dal maestro Giuseppe Bertelli, che è stato per decenni responsabile dell'Ufficio Anagrafe e Stato Civile al Comune di Stazzema. Inoltre poteva contare sull'elenco vittime che era stato scremato dal Tribunale militare di La Spezia e sul nuovo riscontro effettuato nel 2010 da Giuseppe Bertelli e Giuseppe Vezzoni - 3 giugno 2010 prot. n.. 5195 -. Pertanto l'amministrazione poteva affidarsi a studi che, comparati, avrebbero evitato di compiere i tantissimi errori fatti sulla nuova lapide. Non tutti, però. come quelli evidenziati nel giugno 2020 dalla verifica fatta da Lorenzo Alessandrini e Giuseppe Vezzoni. Che il numero di 560 morti non fosse più possibile sostenerlo se ne è avuta la conferma in occasione della visita che il Capo dello Stato fece a Sant'Anna di Stazzema il 29 febbraio 2020 e che può essere intesa in questo passaggio: "bene fanno gli storici a continuare la ricerca tra i punti che restano ancora da riunire in quella tremenda giornata". Quel giorno accadde un fatto che mai era avvenuto. Negli interventi ufficiali tenuti in quell'occasione dal sindaco Maurizio Verona, dall' allora presidente dell'Associazione Martiri di Sant'Anna Enrico Pieri, dal prof. Paolo Pezzino e dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non fu fatta menzione della cifra degli uccisi. Nessuno pronunciò cifre e tutti si attennero dal farle, quasi che la scelta fosse stata concordata. E forse lo fu davvero, tanto che poi, nelle cerimonie che seguirono si ritornò a citare la cifra storica e, addirittura, ad aumentarla. Dopo il 29 febbraio 2020, nei messaggi presidenziali inviati in occasione delle cerimonie commemorative fino a quella del 2024 non c'è stato più alcun riferimento numerico per quanto riguardava gli uccisi a Sant'Anna. La cifra "oltre cinquecento persone "è invece ricomparsa nel messaggio inviato il 12 agosto 2025 in occasione della commemorazione dell'81° anniversario dell'eccidio. (Continua)
Giuseppe Vezzoni