Dopo l'attivazione della nuova stazione radio base a Levigliani grazie al bando Italia 5G, entrata in funzione nel giugno dello scorso anno, l'amministrazione comunale aveva raggiunto un nuovo risultato strategico: l'inserimento di un nuovo palo con antenna Vodafone nel territorio di Stazzema, finanziato con fondi Pnrr.
Un'infrastruttura condivisa con Inwit Vodafone Italia e FiberCop, progettata in una posizione capace di portare finalmente copertura a Farnocchia — oggi completamente priva di rete mobile e dati — a Volegno e, con buone probabilità, anche a Mulina e Pomezzana.
In conferenza dei servizi tutti gli enti coinvolti si sono espressi favorevolmente e dato il silenzio assenzo. Il Comune di Stazzema aveva richiesto solo una prescrizione migliorativa: la colorazione verde del palo per mitigarne l'impatto visivo. L'unico parere negativo è arrivato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, che ha bocciato l'iter senza effettuare neppure un sopralluogo.
«I cittadini devono sapere – dichiara il sindaco – che abbiamo fatto l'impossibile per ottenere un finanziamento e portare un'infrastruttura essenziale nelle frazioni di Farnocchia, Mulina, Volegno e nelle altre zone ancora scoperte. Dopo anni di isolamento digitale, eravamo riusciti a trovare una soluzione concreta. Oggi un diniego rischia di bloccare tutto. Il telefono può salvare la vita. Non è uno slogan: è la realtà. Durante le emergenze, quando frane, maltempo o blackout elettrici isolano le nostre frazioni, la rete mobile è l'unico strumento che consente ai cittadini di chiedere aiuto, di inviare la propria posizione, foto, di comunicare con i soccorsi e con l'amministrazione anche attraverso strumenti come WhatsApp. Questo vale per i residenti, per gli anziani che vivono soli, per le famiglie, ma anche per i tanti turisti che frequentano le nostre montagne soprattutto nel periodo estivo. Questo diniego è un fatto grave. Mette a rischio la sicurezza delle persone. Mette a rischio chi vive qui tutto l'anno e chi sceglie la nostra montagna per trascorrere il proprio tempo libero. Noi vogliamo rimanere in montagna. Vogliamo che le nostre frazioni restino vive, abitate, presidiate. Ma non si può chiedere ai cittadini di restare senza garantire servizi essenziali. La Soprintendenza non può, di fatto, contribuire a scacciare chi vive in questi territori negando infrastrutture fondamentali. Sono certo che chi ha espresso parere negativo vive in una zona dove il segnale del cellulare è attivo, dove si può telefonare e navigare grazie a un'antenna che porta il servizio a casa propria. Con questo diniego si dice invece no a centinaia di cittadini che vivono nella natura incontaminata, privandoli di un diritto che altrove è scontato. Io non ci sto. Insieme alle aziende abbiamo già chiesto di presentare controdeduzioni e siamo pronti a valutare eventuali modifiche progettuali, purché si proceda all'installazione. È giusto che i cittadini sappiano chi sta rallentando un'opera finanziata con risorse pubbliche e attesa da anni. Faremo di tutto per portare la rete nelle frazioni scoperte. Non ci fermeremo. Ce la faremo».
L'amministrazione comunale ribadisce che garantire la connettività oggi significa garantire sicurezza, dignità e futuro alle comunità montane.








