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Scritto da Giuseppe Vezzoni
A. Versilia
08 Settembre 2026

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Stazzema_ Dopo le celebrazione della commemorazione della strage l'11 agosto e la S. Messa per la ricorrenza del patrono il 16 agosto scorsi, eventi che il calendario dell'Unità pastorale Alta Versilia informava che si sarebbero svolti nel Campo della Rimembranza differentemente dalle comunicazioni dell'amministrazione comunale che annunciava la riapertura della chiesa per martedì 11 agosto, per il mese di settembre non sono previste celebrazioni. La chiesa di San Rocco di Mulina torna a essere chiusa. L'auspicio del sindaco Verona "che presto il parroco possa tornare a celebrare le funzioni religiose all'interno della chiesa, finalmente in piena sicurezza, grazie al nuovo tetto, diffuso sulla stampa addirittura il 10 gennaio 2026, e la comunicazione sulla pagina facebook istituzionale del 7 agosto scorso che la commemorazione dell'11 agosto 2026 assumeva inoltre un significato particolare perché segna il ritorno delle celebrazioni nella Chiesa di San Rocco a Mulina, riaperta dopo sei anni di chiusura grazie ai lavori di restauro" per quanto concerne al mese di settembre non trovano riscontro. La recente riapertura potrebbe essere stata una decisione dettata più dal voler assecondare quell'urgere amministrativo finalizzato a far passare come definitiva la disponibilità della chiesa ma che non è proprio così. Solo a Mulina si poteva aprire una chiesa nelle condizioni in cui era l'edificio senza avvertire che con l'apertura si voleva giustamente mettere in risalto la sistemazione del tetto ma per l'apertura vera e continua c'era ancora molto da fare, anche se sono stati spesi già 444 mila euro. Una cifra inimmaginabile che potesse essere trovata e per questo vanno ringraziati gli elargitori economici: la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, la CEI e, congiuntamente, la parrocchia di S. M. Assunta di Stazzema e la Curia di Pisa. Tuttavia l'edificio di culto manca dell'energia elettrica ma anche dell'impianto elettrico, non è servito dall'erogazione dell'acqua, ha le finestre aperte e malridotte, non è tinteggiato all'interno ed è mancante di molti arredi sacri, come le lampade votive ai transetti di San Rocco e della Madonna delle Misericordie e la Via Crucis. La croce posta all'altare non è quella originale, che va restaurata e che si trova al piano terra del campanile. La chiesa inoltre manca della splendida acquasantiera di marmo, anch'essa da sistemare ma soprattutto è priva del doveroso decoro all'interno ma anche all'esterno dell'edificio, ormai diventato parcheggio aggiuntivo e non più un piazzale della chiesa. Da gennaio, inoltre, ancora non si è provveduto a dare una sistemazione provvisoria alla porta della canonica. Basterebbe mettere un ganghero nuovo e murarlo in maniera da far richiudere il portone e togliere dalla vista quella brutta catena che denota un disinteresse davvero inqualificabile per una frazione in cui iniziò la barbarie nazifascista. Il Parlamento italiano ha istituito nel 2000 il Parco nazionale della Pace nel comune di Stazzema, per la gestione del quale Regione Toscana e Stato italiano erogano annualmente diverse centinaia di migliaia di euro, eppure questa è la situazione in cui versa della chiesa di San Rocco. Altrettanto pietose sono le condizioni del sottostante Campo della Rimembranza (nuovamente fatto oggetto di un atto inqualificabile dello scarabocchiare con gessetti le lapidi, peraltro da tempo disonorevolmente "illeggibili"), e dell'annessa canonica, che ha una porzione di tetto crollato. Questa è la situazione in una frazione definita Porta del Parco nazionale della Pace, dove monumenti e lapidi ricordano i mulinesi caduti e dispersi durante la prima e la seconda guerra mondiale, i civili uccisi dai nazifascisti il 1, l'8 e il 12 agosto 1944 e la Medaglia d'oro don Fiore Menguzzo, questi ultimi rimasti dimenticati dalla storia e dalla memoria per 47 anni. E se non bastasse ciò, a Mulina c'è il monumento che ricorda la strage degli avieri italiani trucidati a Kindu l'11 novembre 1961 nel corso della prima operazione umanitaria a cui ha partecipato dall'Italia dopo il secondo conflitto mondiale.
 


 
Giuseppe Vezzoni
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