La Provincia di Lucca replica rivelando le 'inadempienze' dell'amministrazione comunale.
La Provincia di Lucca apprende con stupore dalla stampa delle dichiarazioni del sindaco di Pietrasanta sul Tpl il quale afferma di non essere stato avvisato dei tagli alle corse del servizio extraurbano sul suo territorio. Quello che dice è categoricamente falso, perché ci sono fatti e documenti a dimostrarlo.
Occorre brevemente ricordare che dopo le due gare andate deserte in passato per l'affidamento del servizio Tpl del cosiddetto 'Lotto debole', nel luglio 2025 la Provincia ha riunito ad un tavolo tutti i 31 Comuni del territorio interessati dal servizio (sono esclusi Lucca e Viareggio), spiegando che per arrivare a un affidamento concreto senza tagli alle corse bus, occorreva versare quote aggiuntive di compartecipazione al costo totale.
Il risultato di questo tavolo fu la condivisione di questa linea di condotta da parte di 30 Comuni, che hanno condiviso l'innalzamento della base di gara da 1.75 a 2,15 euro/km. Tutti eccetto il comune di Pietrasanta.
La Provincia decise di triplicare il proprio contributo, mentre perfino il Comune di Lucca, pur non essendo costretto a farlo, ha versato 125 mila euro una tantum per alleviare lo sforzo dei piccoli Comuni, soprattutto quelli che hanno bilanci ridotti.
Pietrasanta è stata l'unica amministrazione a rifiutarsi di aggiungere una quota ulteriore al budget per la gara d'appalto finalizzata all'aggiudicazione del servizio.
Ma c'è di più: il presidente della Provincia in persona in due distinti incontri (13 agosto e 4 settembre 2025) svoltisi a Pietrasanta nell'ufficio del Sindaco, spiegò a Giovannetti che era necessario questo sforzo finanziario, per evitare il taglio di corse sul suo territorio per circa 50mila euro, ovvero la cifra di cui il Comune si sarebbe dovuto far carico in base al numero di chilometri di servizio previsti sul territorio pietrasantino.
Il doppio incontro non ha sortito effetti positivi e il sindaco si è rifiutato di contribuire.
Ma non basta. Il Comune si è anche rifiutato di rispondere a una nota inviata dalla Provincia a tutti i Comuni, tra cui ovviamente anche Pietrasanta, nella quale venivano spiegate le ragioni che rendevano inevitabile condividere questi maggiori oneri al fine di rendere possibile l'aggiudicazione della gara. Nei documenti inviati al Comune si legge testualmente (vedi allegato) che la Provincia "rimodulerà il servizio di Tpl con riferimento alle tratte di esclusivo interesse comunale in modo da garantire l'invarianza del corrispettivo euro/km che verrà posto a base di gara".
Se ne deduce che i cittadini di Pietrasanta hanno assolutamente ragione a lamentarsi, ma le rimostranze vanno indirizzate al proprio Comune e non alla Provincia, dal momento che il Sindaco, pur ripetutamente avvertito, ha deciso di sacrificare quelle corse, rifiutandosi di condividere con tutti gli altri Comuni della provincia i maggiori costi che necessari per aggiudicare la gara, pretendendo, di fatto, di avere lo stesso servizio, ma con un corrispettivo inferiore a quello sostenuto da tutti gli altri.
Le ragioni di questa scelta sono tuttora ignote. E' certo che è il Comune non può in alcun modo affidare un servizio di trasporto pubblico locale in autonomia, dal momento che l'ente competente a gestire questo servizio è la Provincia che è pronta a ricorrere contro qualsiasi atto illegittimo dovesse essere adottato dal Comune.
Nel mentre si ribadisce – come a suo tempo è stato fatto direttamente al sindaco Giovannetti - che l'ente di Palazzo Ducale è tuttora disponibile a riattivare le corse tagliate se il sindaco deciderà, come hanno fatto gli altri 30 Comuni, di condividere i maggiori costi chilometrici delle corse.








