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Scritto da Redazione
Economia
15 Settembre 2026

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Crescono Pisa e Massa-Carrara, mentre Lucca arretra dopo il picco turistico dello scorso anno. Manifattura in ripresa e turismo in ridimensionamento. Si attenua il mismatch tra domanda e offerta.

Viareggio, 15 settembre 2026. Nel mese di settembre 2026 le imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa prevedono di assumere 7.440  lavoratori, l'1%  in meno rispetto allo stesso mese del 2025 (-60 unità). Il dato d'area, sostanzialmente stabile, sintetizza però andamenti territoriali diversi: alla crescita di Pisa (+4%) e Massa-Carrara (+3%) si contrappone la flessione di Lucca (-7%), che sconta il confronto con il picco turistico del settembre 2025. Sul piano settoriale il segnale più rilevante viene dall'industria manifatturiera, che torna a crescere (+5%), mentre il turismo si ridimensiona di un quinto (-20%) e le costruzioni proseguono la fase di assestamento (-7%). In miglioramento anche il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: le posizioni di difficile reperimento scendono al 45% del totale, con una riduzione diffusa a Pisa e Massa-Carrara, mentre restano più elevate a Lucca. Nel trimestre settembre-novembre le assunzioni programmate ammontano a 21.330 unità, l'1% in meno rispetto a un anno fa. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai dati rilevati per il mese di settembre 2026 su un campione di imprese con dipendenti delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa dal Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e analizzati dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dall'Istituto Studi e Ricerche - ISR.

"I dati di settembre - afferma il Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini - confermano una domanda di lavoro complessivamente stabile, con la ripresa della manifattura che compensa il fisiologico rientro della componente stagionale. Il segnale più incoraggiante arriva dalla riduzione del mismatch, tornato a interessare meno di una assunzione su due, che si conferma la principale criticità del nostro mercato del lavoro. Le imprese chiedono sempre più professionalità tecniche e qualificate: per questo la Camera di Commercio continua a investire nell'alleanza tra scuola, formazione professionale e sistema economico locale, sostenendo i percorsi PCTO e la certificazione delle competenze per orientare i giovani verso i fabbisogni reali del territorio."

La domanda di lavoro delle imprese lucchesi si attesta a 2.730 assunzioni previste nel mese, il 7% in meno rispetto a settembre 2025 (-220 unità), un livello che riporta il territorio ai valori del 2024 dopo il picco dello scorso anno. La flessione è interamente riconducibile all'alloggio e ristorazione (-30%), mentre crescono commercio (+10%) e servizi alle imprese (+6%); in lieve calo l'industria (-5%). Lucca è l'unica delle tre province in cui il mismatch non arretra: la difficoltà di reperimento riguarda il 48% delle posizioni ricercate, un valore stabile e superiore sia alla media nazionale sia a quella regionale, a segnalare una criticità strutturale, legata ai profili richiesti più che ai volumi di assunzione. La causa principale resta la mancanza di candidati (28%), seguita dalla preparazione inadeguata (17%, in aumento). Sul fronte contrattuale si registra un lieve spostamento verso forme più stabili: il 26% delle assunzioni avverrà a tempo indeterminato o in apprendistato (+1 punto percentuale), mentre il tempo determinato scende al 55% dal 58%. Il segnale più evidente arriva dalle costruzioni, dove il tempo indeterminato sale al 32% dal 24%, e dal manifatturiero, che passa al 28%.

Ammontano a 1.200 le assunzioni previste in provincia di Massa-Carrara, 40 in più rispetto allo stesso mese del 2025 (+3%), con un recupero parziale della contrazione registrata lo scorso anno. La crescita ha una connotazione qualitativa: aumentano le richieste di dirigenti, profili ad elevata specializzazione e tecnici (+25%) e di operai specializzati e conduttori di impianti (+10%), mentre arretrano le professioni commerciali e dei servizi; coerentemente, sale al 27% la quota di contratti stabili e cresce la domanda di laureati. A trainare sono i servizi alle imprese (+38%) e il commercio (+15%), affiancati dal ritorno alla crescita del manifatturiero (+6%), mentre risultano in flessione le costruzioni (-20%) e il turismo (-14%). Il dato più significativo del mese riguarda però il mismatch: la quota di posizioni di difficile reperimento scende al 45%, otto punti percentuali in meno rispetto a settembre 2025, per effetto del netto ridimensionamento della mancanza di candidati (dal 37% al 25%). Cresce invece la segnalazione di una preparazione inadeguata dei candidati (16%), a conferma che la criticità si sposta dalla disponibilità di persone alla corrispondenza delle competenze. I giovani rappresentano il 32% delle assunzioni programmate, la quota più elevata delle tre province.

In provincia di Pisa le imprese prevedono di assumere 3.510 lavoratori nel mese, il 4% in più rispetto a un anno fa (+120 unità), con il ritorno alla crescita dopo la flessione del 2025. A trainare è la manifattura, che con 880 ingressi previsti cresce del 14%; la spinta si riflette nella composizione professionale della domanda, con gli operai specializzati e i conduttori di impianti in aumento del 16% e ormai pari al 36% delle entrate. Positivo anche l'andamento dei servizi alla persona (+22%), mentre risultano in calo il turismo (-11%) e il settore primario (-31%) e si mantengono stabili commercio e costruzioni. Pisa presenta inoltre il mismatch più contenuto dell'area: le difficoltà di reperimento interessano il 43% delle posizioni ricercate, cinque punti percentuali in meno rispetto al 2025 e nove in meno rispetto al 2024, un livello inferiore sia alla media nazionale sia a quella regionale. Sul piano contrattuale Pisa si distingue per l'elevato ricorso alla somministrazione (14% delle assunzioni, 28% nel manifatturiero). Crescono comunque le forme stabili, che salgono al 23% del totale, trainate dalle costruzioni, dove il tempo indeterminato passa dall'11% al 25%.

La nota completa di grafici e tabelle per ciascuna delle tre province è allegata a questo comunicato stampa ovvero scaricabile dal sito www.isr-ms.it.

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