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Venerdì 22 Maggio 2026
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Scritto da Redazione
Forte dei Marmi
22 Maggio 2026

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Venerdì 22 maggio si è concluso il convegno dedicato a fare il punto sulle politiche ambientali e socio-economiche nelle Alpi Apuane e a rilanciare una progettualità condivisa col territorio. 

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità e della Giornata europea dei Parchi, Legambiente, insieme ad ARCI, CAI, CGIL e WWF, ha promosso un convegno dedicato al futuro delle Alpi Apuane. L'iniziativa "A 10 anni dagli Stati Generali di Pietrasanta: superare il modello estrattivista per un'economia basata sulla natura e sul lavoro delle comunità" si è appena conclusa presso l'aula della Fondazione Villa Bertelli di Forte dei Marmi, con il patrocinio del Comune di Forte dei Marmi.

Gli Stati Generali di Pietrasanta del maggio 2016 erano terminati con la sottoscrizione del "Manifesto per le Alpi Apuane" che, già dieci anni fa, sottolineava la costante crescita dell'escavazione, il forte calo occupazionale del settore lapideo e la progressiva perdita di identità delle comunità locali. Si chiedeva una "rinascita" della montagna apuana, fondata sulla riduzione delle attività estrattive, sul turismo sostenibile, su un deciso rilancio dell'agricoltura e delle economie locali, sulla tutela del paesaggio e sulla valorizzazione culturale del territorio e dell'ecosistema locale, veri e propri beni comuni da proteggere per le generazioni future.

La giornata del 22 maggio è stata quindi un'importante occasione per fare il punto sullo stato delle politiche ambientali e socio-economiche nelle Alpi Apuane (che purtroppo dopo dieci anni non sono affatto migliorate), ma anche e soprattutto per rilanciare una riflessione e una progettualità condivisa su modelli di sviluppo alternativi, capaci di coniugare tutela della biodiversità, qualità del lavoro e benessere duraturo delle comunità locali.

«Con questo incontro odierno non abbiamo voluto celebrare una presunta unità d'intenti del passato, ma semmai concentrarci seriamente sulle cose da fare subito se vogliamo davvero salvare le Apuane. Una discussione quindi tutto fuorché di facciata, con una decisa declinazione al tempo futuro. Un Parco che faccia il Parco, un ecosistema che viva di nuove economie e che si affranchi finalmente dalla monocultura estrattivista, un lavoro che torni finalmente al centro della scena politica, col suo protagonismo e la sua dignità inderogabili. Ecco spiegate le nostre ragioni e la solida rete delle nostre alleanze» - dichiarano Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana; Riccardo Cecchini, presidente di Legambiente Versilia; Francesco Rossi, presidente di Legambiente Massa & Montignoso; Mariapaola Antonioli, presidente di Legambiente Carrara e Luigi Ringozzi, presidente di Legambiente Lunigiana.

Dopo i saluti istituzionali del Comune di Forte dei Marmi, i lavori sono stati aperti da Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana, con una relazione su «Il Manifesto per le Alpi Apuane dieci anni dopo: permanenze, criticità, prospettive», mentre Fabrizio Cinquini, architetto pianificatore, è intervenuto sul tema «Il Piano Integrato del Parco Regionale delle Alpi Apuane: la sfida dell'integrazione tra pianificazione e programmazione socio-economica». A concludere questa prima sessione è stato Tommaso Luzzati del Dipartimento di Economia dell'Università di Pisa con una relazione su «Una economia nelle Alpi Apuane basata finalmente sulla natura e sul lavoro».

Durante la seconda parte della mattinata si è sviluppato un dibattito (in forma di tavola rotonda) con la partecipazione di rappresentanze istituzionali, associative e delle organizzazioni sindacali: da Gianni Lorenzetti, Presidente della IV Commissione del Consiglio Regionale della Toscana, ad Andrea Tagliasacchi, Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane; Dante Caserta, Direttore Affari legali e istituzionali WWF Italia, Rossano Rossi, Segretario Generale CGIL Toscana, Benedetta Barsi, Presidente Gruppo Regionale CAI Toscana e Ildo Fusani, per ARCI Toscana. Le conclusioni sono state affidate a Stefano Raimondi, Responsabile nazionale biodiversità di Legambiente, che ha tirato le fila di questo importante appuntamento per rilanciare il confronto sul futuro delle Alpi Apuane e costruire percorsi quanto più condivisi verso un modello di sviluppo più giusto e sostenibile. Un futuro che dovrà fondarsi ragionevolmente sul ripristino della natura.

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