"Non servono mode effimere o contaminazioni forzate per raccontare un territorio che possiede già, nella propria storia, tutto ciò che serve per distinguersi.
Nell'ambito della rassegna Assaggi d'Estate, che si terrà a Forte dei Marmi il 17 e 18 maggio, proporrò un piatto semplice e popolare delle nostre tavole: le acciughe fritte. Un piatto che oggi può diventare il simbolo perfetto della nuova cucina tradizionale versiliese.
Non perché sia stato inventato ieri, ma perché finalmente viene guardato per ciò che realmente è: un concentrato di identità, sostenibilità e cultura del mare.
Sarebbe sterile esercizio di accademia inseguire piatti prestigiosi che nulla hanno a che fare con il territorio in cui viviamo. Oggi, invece, è fondamentale riscoprire come proprio ciò che per anni è stato considerato "povero" rappresenti la nostra vera ricchezza e la più autentica difesa delle tradizioni locali.
Le acciughe, pesce azzurro per eccellenza, raccontano una filiera corta, un rapporto diretto con il mare e una tradizione costruita su gesti semplici, essenziali e sinceri.
La nuova cucina versiliese non è una rottura con il passato, ma la sua evoluzione consapevole. È la capacità di prendere piatti come le acciughe fritte e restituire loro dignità, attenzione e cura. Non più soltanto cibo quotidiano, ma espressione autentica di un territorio che non ha bisogno di travestirsi per essere riconosciuto.
Accompagnate da una citronette ai limoni locali, le acciughe fritte non sono soltanto un piatto: sono una dichiarazione d'amore per la Versilia. Dicono che la nostra terra non deve imitare nessuno. Deve semplicemente avere il coraggio di essere sé stessa.
Esco quindi, per un momento, dall'ambito strettamente politico che mi appartiene, ma resto comunque connesso, con piacere, al mio ruolo di responsabile provinciale del Dipartimento Cultura della Lega, perché il cibo, quando racconta un territorio, diventa inevitabilmente anche cultura".








