Anno XI 
Mercoledì 18 Marzo 2026

Scritto da Redazione
Pietrasanta
18 Marzo 2026

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"Il litorale di Marina di Pietrasanta è talmente esteso da far convivere due fenomeni", scrive Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi, che continua: "Sino al Fiumetto parrebbero esserci delle avvisaglie di erosione con gradini, gradoni, spigoli, terrazze, tutti da studiare per capire se, appunto, siamo davanti all'inizio dell’erosione, o se è un altro fenomeno dovuto magari proprio alla grande abbondanza di sabbia. Oltre il Fiumetto si hanno le zone di accumulo, che a Tonfano diventano molto importanti da divenire un bel problema, nel senso che l’ingresso in mare dalla casa di guardianaggio è talmente lontano dalla battigia da scoraggiare il cliente, costretto a percorrere anche 250 metri per fare il bagno, o per tornare a prendere una bottiglia d’acqua. Questo a 40°. Ha ragione l’assessore Marcucci, bisogna passare all’azione, anche perché, se parliamo di ripascimento, in Apuania non é urgente, é urgentissimo, perché in alcuni punti sono rimasti non pochi metri, ma alcuni centimetri di spiaggia. Non si può aspettare, anche perché i benefici che si avranno a Marina di Massa con un ripascimento strutturale di milioni di metri cubi, come raccomanda il professor Mauro Rosi dal 2001, si spalmeranno su tutta la costa, rendendola più omogenea. Certo non sappiamo se sarà sufficiente questo intervento o se saranno anche necessari degli interventi hard, ma bisogna iniziare. Dopo la mareggiata del 6 febbraio, che a Marina di Massa ai Bagni Ilda e Delfin ha riprodotto, se non ampliato, i danni del 2023, quando il mare era esondato, noi Paladini abbiamo deciso di chiedere alle Associazioni Balneari, a noi collegate dai confini con Marina di Carrara sino a Marina Pietrasanta, di fotografare i punti dove ci fosse un andamento sospetto del fenomeno erosivo, che abbiamo chiamato punti critici, che continueremo a monitorare. Siamo già stati auditi in Commissione Ambiente a Massa e saremo auditi nelle omologhe commissioni di Forte dei Marmi e Pietrasanta a fine mese e lì mostreremo queste evidenze, confrontandoci, per poi affidarci a esperti e accademici che diano delle risposte dal punto di vista scientifico, per capire che cosa sta succedendo, anche in funzione del cambiamento climatico. La mareggiata del 6 febbraio non aveva onde altissime di 12 metri come nel 2023, ma di 3 metri. Certamente aveva un’energia molto superiore, bisogna chiedersi e capire il perché. Mentre si studia, bisogna agire e subito", conclude Orietta Colacicco.

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