«Il Carnevale di Viareggio è una manifestazione straordinaria, simbolo di creatività, tradizione e attrattiva turistica internazionale. Proprio per la sua importanza e per l'altissima affluenza che richiama, riteniamo necessario aprire una riflessione responsabile su un tema che ci è stato segnalato da diversi cittadini: l'accesso degli animali, in particolare dei cani, ai corsi mascherati». Lo scrivono in una nota Carlalberto Tofanelli, Capogruppo Fratelli d'Italia Viareggio e Cinzia Romboni, Consigliera comunale Fratelli d'Italia Camaiore.
«Da sempre - continuano - siamo attenti alle problematiche legate alla tutela del mondo animale e, raccogliendo le voci di molti proprietari, ci rendiamo conto che questa è una questione reale e sentita. È opportuno chiarire, prima di tutto, un aspetto fondamentale: l'eventuale divieto di accesso degli animali al Carnevale di Viareggio non è di competenza della Fondazione Carnevale, bensì della Prefettura, che applica la normativa statale e regionale in materia di ordine pubblico e sicurezza. È quindi la Prefettura l'unico soggetto che avrebbe il potere di imporre un divieto formale; tuttavia, tale divieto non viene adottato, e proprio per questo l'indicazione resta sul piano della raccomandazione e della valutazione responsabile da parte dei cittadini. È evidente che la decisione di portare o meno il proprio animale al Carnevale resta affidata alla discrezione dei padroni, che conoscono meglio di chiunque altro il carattere e le abitudini dei propri amici a quattro zampe. Tuttavia, non possiamo ignorare che il corso mascherato presenta numerosi elementi potenzialmente dannosi e traumatici per un animale: rumori assordanti, musica ad alto volume, esplosioni sonore, folla compatta, calca, polveri e situazioni di forte stress. Tutti fattori che possono generare paura, disorientamento e sofferenza, anche nei cani più tranquilli. Molti proprietari, consapevoli di questi rischi, scelgono responsabilmente di lasciare l'animale a casa o addirittura rinunciano a partecipare al corso pur di non esporlo a situazioni di disagio. Allo stesso tempo, è innegabile che il Carnevale richiami visitatori anche da fuori città, che spesso viaggiano già con il proprio animale al seguito: trovarsi davanti a un divieto improvviso potrebbe risultare penalizzante e poco accogliente. Proprio per questo ribadiamo che non si tratta di vietare, ma di informare e sensibilizzare. La stessa Fondazione Carnevale di Viareggio, sul proprio sito, già sconsiglia di portare animali ai corsi mascherati. Riteniamo però che questa indicazione, seppur corretta, non sia oggi sufficiente. Per questo chiediamo in modo deciso alla Fondazione di alzare il livello della sollecitazione e della sensibilizzazione, trasformando un messaggio generico in una comunicazione più forte, chiara e capillare sul fatto che il corso mascherato è un contesto potenzialmente dannoso per gli animali. Proponiamo quindi che la Fondazione valuti modalità più efficaci e massicce di divulgazione del problema: ad esempio attraverso annunci sonori, cartelli informativi ben visibili, messaggi espliciti al momento dell'acquisto del biglietto, o altre forme di comunicazione che invitino i visitatori a valutare attentamente la scelta di portare animali al Carnevale, mettendo al centro il loro benessere. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro con la Presidente della Fondazione Carnevale, Marialina Marcucci, per confrontarci su queste proposte e ribadire un messaggio chiaro e responsabile: non un divieto, che non rientra nelle competenze della Fondazione, ma una raccomandazione forte, consapevole e motivata, per il bene degli animali. Crediamo che il rispetto per il Carnevale e l'amore per gli animali possano convivere attraverso il buon senso, l'informazione e la responsabilità individuale».