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Scritto da Redazione
Politica
09 Gennaio 2026

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«La decisione dell’amministrazione comunale di rinunciare ai chioschi in piazza Santa Maria non è una sorpresa. Era una scelta ampiamente annunciata, perché fin dall’inizio il Partito Democratico di Viareggio aveva segnalato l’insensatezza di una soluzione priva di visione, insostenibile dal punto di vista urbanistico, commerciale ed economico», scrivono Dario Rossi, Filippo Ciucci e Diego Sodini del Gruppo consiliare PD Viareggio.
«Da tempo - continuano - in Consiglio comunale e fuori, abbiamo denunciato come piazza Santa Maria non fosse il luogo adatto per collocare nuovi chioschi: una forzatura che non teneva conto dell’equilibrio della piazza, del contesto storico e delle reali esigenze del commercio cittadino. Oggi l’amministrazione ci ripensa, ma la domanda è inevitabile: a quale costo per la collettività?
Chi pagherà la rinuncia dei privati? Il Comune dovrà sostenere economicamente questa retromarcia per compensare chi aveva investito su una scelta politica sbagliata? È un tema che riguarda direttamente l’uso delle risorse pubbliche e su cui la città pretende risposte chiare.
E soprattutto: cosa hanno da dire oggi i consiglieri di maggioranza che solo un anno e mezzo fa giustificavano questa scelta, arrivando ad arrampicarsi sugli specchi pur di difendere una decisione evidentemente fragile? Sostengono tutto e il contrario di tutto, seguendo un sindaco che cambia linea senza mai assumersi la responsabilità degli errori?
Intanto i fatti parlano chiaro: venti commercianti hanno rinunciato. È un dato grave, che rappresenta una sconfitta per Viareggio e per il suo commercio storico, penalizzato da scelte improvvisate e dall’assenza di una strategia seria di rilancio. 
Altro che regalo di Natale per la città: questa vicenda assomiglia piuttosto a carbone lasciato dalla Befana, il frutto di una politica confusa che scarica su Viareggio, sui commercianti e sui cittadini il prezzo delle proprie scelte sbagliate. Viareggio non ha bisogno di annunci contraddittori né di soluzioni tampone. Ha bisogno di programmazione, coerenza e rispetto per chi lavora e investe in città», concludono Dario Rossi, Filippo Ciucci e Diego Sodini

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