«Sollecitato da piu' parti a commentare l'addio alla Lega dell'On. Roberto Vannacci, intendo farlo con le modalità più oggettive ed asettiche possibili, con lo sguardo di chi oggi svolge a pieno la sua professione di Avvocato, insomma da cittadino ed elettore prima che da politico». Così interviene l'avvocato Massimiliano Baldini, già Consigliere Regionale, dopo l'annuncio ufficiale dell'uscita di Vannacci dalla Lega.
«La fuoriuscita del Generale dalla Lega - scrive Massimiliano Baldini - non deve meravigliare nessuno, era attesa e sperata dalla stragrande maggioranza della classe dirigente del partito perchè rappresentava un evidente corpo estraneo alla tradizione leghista e perchè - nei pochi mesi in cui ha parlato a nome del Carroccio - ha infranto ogni regola tradizionale che da sempre connota la storia della Lega, a partire da quella della anzianità di militanza fino a quella di una doppia e contraddittoria natura che lo vedeva da una parte Vice-Segretario Federale di una compagine da sempre anti-fascista e dall'altra leader del "Mondo al Contrario" con tanto di XMas e continui richiami ed ammiccamenti nostalgici e provocatori. Insomma, le bottiglie stappate al suo annuncio di abbandono non si contano da Milano a Venezia, da Torino a Pavia fino a Viareggio, Cascina, Piombino, Siena e Grosseto e oltre verso lo stivale. Purtroppo non si è capito - o non si è voluto capire perchè il sottoscritto l'ha detto mille volte, privatamente e pubblicamente, insieme a tanti esponenti molto più autorevoli di me - che il successo di vendite di un libro zeppo di ovvietà da "Bar Sport" poco aveva a che fare con la cultura ed i ruoli di responsabilità di partito come si è visto in Toscana dove la ricetta Vannacci ha sprofondato la Lega al 4,3% ed azzerato un ottimo Gruppo e Staff consiliare regionale. E aggiungo, Vannacci fa bene ad andarsene per la sua strada perchè con la Lega non ha niente a che fare, non avrebbe nemmeno dovuto entrarci come sarebbe stato meglio non chiamarlo a farne parte, esaurendo il matrimonio di interesse - uso le parole del suo uomo di fiducia Massimiliano Simoni al quale è stato regalato l'unico seggio rimasto in Consiglio Regionale, oggi ormai evaporato - con la parentesi elettorale europea. Ma non spetta a me nè intendo farlo in alcun modo parlare di responsabilità importanti, io mi limito ad esternare alcune convinzioni che riguardano la Toscana dove Vannacci ha lasciato le macerie e dove il rischio dell'estinzione degli eletti della Lega, anche Parlamentari, alle prossime consultazioni è dietro l'angolo. Chi, dentro la Lega, aveva sposato entusiasticamente ed opportunisticamente il Generale lo segua ma chi invece ha cambiato idea perchè non conviene più si cosparga il capo di cenere e faccia un passo di lato nel Movimento. La Lega in Toscana ha bisogno di ritrovare credibilità e la credibilità non si costruisce con l'opportunismo teso al salvataggio della poltrona - anche perchè di Talleyrand non ne vedo all'orizzonte - ma si fonda sul perseguimento di una linea politica coerente che sia espressa più da contenuti politici e culturali solidi e profondi che da slogan di facciata sui social e piccole astuzie dal respiro corto e dalla miopia gigante. Non è bello dire avevamo ragione quando chi ha sbagliato ha fatto un errore così eclatante ma non vi è ombra di dubbio che se si vuole ricostruire l'unica strada possibile è quella di partire dalla consapevolezza degli errori e delle responsabilità», termina Baldini.








