Si segnalano persone che invitano a una inesistente mostra al Mediceo. Due uomini, di mezza età, donano statuine raffiguranti la Madonna. Si invita a segnalare immediatamente al 112.
Dall'Ufficio Stampa Comune di Seravezza riceviamo il seguente comunicato:
C'è puzza di truffa o, perlomeno, il sospetto che si tenti qualche raggiro ai danni dei cittadini. Tutto nasce dalla segnalazione di una signora che si è rivolta al direttore della Fondazione Terre Medicee, Davide Monaco, per verificare se a Palazzo fosse realmente in programma – per domenica – una mostra di statuine in gesso.
L'inesistente esposizione viene annunciata da due signori di mezza età che, negli ultimi due giorni, avrebbero girato per il territorio, con uno sconfinamento segnalato anche a Pietrasanta, informando di questo evento in programma al Mediceo che, ripetiamo, non essere assolutamente in calendario.
Al momento di abbordare i cittadini, i falsi promotori dell'esposizione offrirebbero delle statuine in gesso della Madonna, come campione gratuito della mostra.
Sin qui apparentemente niente di preoccupante, nel senso che non vengono richiesti soldi per questo dono né si segnalano tentativi di entrare in casa. Ecco che allora si fanno avanti alcune ipotesi, avanzate anche con le forze dell'ordine.
"Ricevute queste segnalazioni – spiega Davide Monaco – ho fatto subito una verifica con il personale interno, con l'artista Roberto Barberi che sta esponendo le sue opere in una bellissima mostra al Mediceo e con la curatrice Antonella Serafini, per verificare l'ipotesi, in realtà assai remota, di una iniziativa collaterale che fosse sfuggita alle procedure che regolano i nostri eventi. Ma niente di niente e così ho prontamente informato i Carabinieri e la Polizia Municipale su quanto sta accadendo".
Le ipotesi, dicevamo: quale può essere lo scopo di queste apparenti stranezze? Tra quella che si fa largo c'è il tentativo di conoscere le abitudini dei cittadini avvicinati. Proprio il fatto di non chiedere denaro, di non dimostrare alcun interesse a entrare nelle case e persino di sponsorizzare un evento a sfondo sacro, potrebbe indurre nei cittadini una sorta di fiducia o perlomeno un atteggiamento che fa abbassare la soglia di attenzione. Il rischio, dunque, è che subentri un atteggiamento più morbido, tanto da esprimersi magari sugli impegni per la domenica della fantomatica mostra. Farsi raccontare le proprie abitudini o programmi di quel giorno, magari con pranzi fuori casa, gite con amici o visite a parenti, potrebbe essere proprio l'obiettivo di queste persone, in modo tale da individuare le case vuote e programmare qualche sgradevole visita. Sono tutte ipotesi, è vero, ma la cronaca di tutti i giorni non finisce mai di raccontare la pluralità degli stratagemmi e la fantasia dei malintenzionati.
Per questo motivo, l'appello è non solo a non far entrare alcuno in casa ma anche a non rivelare mai le proprie abitudini, programmi o informazioni sul proprio nucleo familiare.
Inoltre, quanti dovessero aver ricevuto visita da queste persone, sono invitati a segnalare immediatamente il fatto al 112, consentendo così un intervento delle forze dell'ordine che potranno identificarle e verificare le finalità di queste azioni.








