"La lunga storia geologica ha trasformato i siti minerari delle Alpi Apuane, in località uniche, con numerose fasi mineralogiche rare e/o descritte qui per la prima volta al mondo" (S.Vezzoni)
Stazzema_ L'escursione fatta domenica 31 maggio alla miniera del Bottino è stata una bellissima esperienza anche se non è stata proprio una passeggiata. Il percorso richiede una buona autonomia muscolare per affrontare tratti in forte acclività (25%) e un accorto avanzare su alcuni punti del sentiero.
Domenica 31 maggio davanti al Palazzo Mediceo, a Seravezza, una delle tre porte del progetto "Le vie del Granduca", le altre sono Pietrasanta e Cardoso, gli interventi della dott.ssa Vanessa Greco, esponente del Parco Alpi Apuane, di Melania Spampinato, direttrice dell'Istituto Storico Lucchese sez. Versilia Storica "Luigi Santini", di Michele Silicani, assessore all'Ambiente del Comune di Seravezza, di Giovanni Santomaso, direttore responsabile delle aree minerarie dell' Edem di Valdicastelo Carducci e del rappresentante del Cai di Pietrasanta hanno confortato che quell'idea visionaria di valorizzare i siti minerari, proposta nel 2007 nell'ambito delle celebrazioni del bicentenario della nascita dello storico della Versilia Vincenzo Santini e condivisa dal dott. Luigi Santini, direttore dell'Istituto storico lucchese "Versilia Storica", può diventare realtà. Il grande lavoro di studio e di mappatura che da anni stanno portando avanti due giovani geologi/ricercatori di Stazzema mettendo insieme le rispettive competenze geologiche, Simone Vezzoni e Diego Pieruccioni. La sinergia sta iniziando a produrre il frutto del far convergere, sul tema di creare un percorso escursionistico geologico-minerario che unisca i vari siti minerari della Versilia, le amministrazioni della Versilia storica e i vari enti che agiscono e promuovono la conoscenza del territorio. Quest'auspicabile convergenza deve saper mantenere e valorizzare il contributo volontaristico dei cittadini che finora hanno sostenuto, con il partecipare a tenere aperti i sentieri e fornendo il supporto della loro presenza durante le escursioni di studio e di mappatura, la scommessa di valorizzare i siti minerari e dare così l'abbrivio al volano del turismo ambientale, che in Versilia ha un enorme potenzialità per crescere e consolidarsi.
La rappresentante del Parco, la geologa Vanessa Greco, ha evidenziato che la proposta di valorizzare l'escursionismo geologico e in particolare geo-minerario è pienamente condivisa dal Parco delle Alpi Apuane.
"Il nostro territorio- ha detto- è dotato di una geodiversitá unica i cui valori meritano di essere esaltati; esperienze di questo genere, in cui la ricerca scientifica ed la ricerca delle bellezze ambientali sono in sinergia, sono preziose perché vanno esattamente in quella direzione. Il Parco si porrà sempre a sostegno, per quanto possibile, di progetti come questo sviluppati con competenza e passione. Un ringraziamento sentito per il lavoro svolto ai fini della valorizzazione delle tipicità storiche e geo-minerarie dell'area apuano-versilie, con particolare riferimento in questo caso al comprensorio archeo-minerario della Miniera del Bottino, va rivolto ai CAI ed al CNR- Istituto Geoscienze e Georisorse. "
La nuova direttrice dell'Istituto storico lucchese sez. Versilia storica "Luigi Santini", Melania Spampinato, ha ricordato come l'Istituto fin dalla ricostituzione avvenuta nel 1999 abbia condiviso subito la visione di dare ai siti minerari, lasciati andare in rovina e posti alla mercé della infestazione arborea, un'opportunità di valorizzazione turistica finalizzata a incentivare un movimento escursionistico finalizzato al recupero della conoscenza avvalendosi di un supporto scientifico che riesca a fornire nuovi saperi e sappia riaccendere l'interesse per riallacciare la storia dei luoghi a quella del passato. Un intento volto a impedire l'inesorabile cancellazione della memoria antropica che determina una situazione di diroccamento strutturale a cui consegue quello immateriale del non sapersi più riconoscere nel trascorso del territorio. La direttrice Spampinato ha fatto vedere due libri pubblicati dall'Istituto Storico lucchese, sez. Versilia Storica, riguardanti appunto la Miniera del Bottino (Studi versiliesi XV, 2006 ) e gli insediamenti industriali di Calcaferro ( Studi versiliesi .XVI, 2010) a dimostrazione di quanto l'istituto e il suo direttore recentemente scomparso, il dott. Luigi Santini, siano stati sempre vicini alla tematica delle miniere e al recupero turistico di questi siti.
Ha confermato che l'Istituto storico persevererà su questa visione culturale che così bene ha saputo interpretare il compianto direttore, che è stato ricordato dai presenti con un applauso .
L'assessore Silicani ha affermato che il Comune di Seravezza farà la sua parte e sosterrà la realizzazione di un Museo minerario che coroni quanto è stato finora fatto e che si vuole portare a conclusione con la mappatura di tutti i siti e realizzare una rete sentieristica che li colleghi. Inoltre si è dichiarato disponibile ad assicurare un finanziamento da parte del Comune di Seravezza per l'eventuale ristampa dei due numeri di Studi versiliesi.
E' stato ricordato che il dott. Luigi Santini aveva in animo di unire negli spazi della canonica di Mulina di Stazzema il museo della Resistenza evangelica anche quello minerario. A tal fine va ricordato che uno dei più grandi cartografi granducali del '700 nacque il 20 aprile del 1720 a Calcaferro, borgata di Mulina di Stazzema, e fu battezzato presso il fonte battesimale della pieve di S.M. Assunta.
Delle infrastrutture minerarie in località Bottino, manufatti che servivano per lavorare il minerale estratto dalle gallerie Due Canali e Paoli ( quest'ultimo sito si trova a una quota superiore) è andato perduto tantissimo. La miniera si connota per piccole mineralizzazioni a piombo, zinco, argento e corpo, a barite, pirite e ossidi di ferro (S. Vezzoni e C. Biagioni) E' rimasta attiva fino agli anni'90 del secolo scorso. La prima protesta ambientale in Versilia a riguardo l'inquinamento del fumo è avvenuta a Ruosina nel 1864 a causa della diffusione della voce che " la maladie de la vigne " dipendesse dal fumo emesso dal forno fusorio. Furono arrestate 18 persone e fu ferito un gendarme da un colpo di fucile (Da una memoria dell'ing. Blanchard, 1864)
Gli edifici del Bottino sono diroccati. Uno dei manufatti di estremo valore storico ma anche come espressione di una ingegneria strutturale d'avanguardia risalente alla seconda metà del XIX è il piano inclinato, definito anche discenderia. Sopra esso erano fissati i binari su cui scorrevano i carrelli per portare il materiale a valle, in loc. Argentiera. Dopo il pranzo al sacco, gli escursionisti hanno disceso e risalito il tratto che porta alla prima galleria, delle due che sono state scavate lungo questo maestoso manufatto che, fatte salve le accuratezze costruttive maggiori che dispone questa infrastruttura mineraria, può essere paragonato alle vie di lizza delle cave di marmo. Della discenderia sono stati percorsi circa 500 metri della lunghezza complessiva di quasi due chilometri, considerando anche il piano inclinato della galleria Paoli. L'impianto per il trasporto del minerale, oltre alle due gallerie si avvaleva di alcuni ponti, oggi tutti crollati. Gli attraversamenti permettevano di superare le criticità morfologiche causate dal dover unire le sponde dei canali intersecati dall'opera nella direzione fondovalle. Pertanto è stato possibile solo percorrere il tratto che va dal cunicolo Due Canali alla prima galleria che fu realizzata perché questa sorta di ferrovia sopraelevata potesse raggiungere la stazione di arrivo in località Argentiera. Analizzando un minerale già conosciuto ma mai studiato a fondo, identificato con una terminologia mineralogica ostica (Protocmabourneite), i due ricercatori stazzemesi hanno raggiunto la convinzione che l'inizio della fase formativa della mineralogia nell'area che oggi conosciamo come Alpi Apuane meridionali avvenne 270 milioni di anni fa. Questo minerale , che potremmo definire il timer dell'ora zero della mineralogia della Versilia, fu trovato per la prima volta a Fornovolasco ed è stato segnalato in vari lavori ma mai studiato come hanno fatto i due ricercatori stazzemesi. A confermare la loro tesi anche il fatto che questo minerale si rintraccia sempre, seppure in quantità diverse, in tutti siti minerari della Versilia che hanno studiato e mappato.
La Giornata delle miniere 2026 è stata onorata e molto apprezzata da tutti i partecipanti anche per aver acquisito queste nuove conoscenze.
Giuseppe Vezzoni