I genocidi che hanno caratterizzato il XX Secolo sono al centro delle iniziative organizzate dalla Provincia di Lucca, attraverso la Scuola per la Pace e con la collaborazione dell'Istituto storico della Resistenza e dell'Età contemporanea di Lucca.
L'evento principale di queste iniziative, infatti, è la mostra «Genocidi del XX Secolo», curata dal Mémorial de la Shoah di Parigi, realizzata con il sostegno dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna che sarà inaugurata nell'Antica Armeria di Palazzo Ducale, sabato 24 gennaio alle 10.
«La storia - commenta il consigliere provinciale Federico Gilardetti, titolare della delega per la Memoria - dimostra quanto spesso l'umanità rischi di non imparare dalle proprie tragedie. È da questa consapevolezza che nasce la mostra dedicata a tre grandi tragedie del Novecento, non come semplice esercizio di memoria, ma come invito a una riflessione profonda sul presente.
Le vicende del passato ci interrogano oggi con particolare urgenza, di fronte a quanto da oltre due anni avviene in Palestina e ai più recenti sconvolgimenti sul piano internazionale. Ricordare significa assumersi una responsabilità: riconoscere i segnali, vigilare, e ribadire l'impegno per la pace, la dignità umana e il rispetto dei diritti fondamentali».
La mostra propone un approccio comparato dei tre genocidi riconosciuti dall'umanità come tali: quello degli Armeni dell'Impero Ottomano; il genocidio degli Ebrei d'Europa e quello dei Tutsi in Ruanda. L'analisi delle similitudini e delle differenze che questi genocidi presentano permette di comprendere meglio i meccanismi che hanno caratterizzato ognuno di essi.
Il processo che conduce al genocidio, infatti, si costruisce tappa dopo tappa e si radicalizza in un contesto di guerra.
Nell'esposizione, dunque, si approfondiranno i percorsi storici che hanno portato al genocidio degli Armeni che nell'arco di poco più di un anno, dall'aprile 1915 al dicembre 1916 ha visto un milione 300mila Armeni, cittadini dell'Impero Ottomano essere assassinati su ordine del partito Unione e Progresso: una cifra, quella delle vittime di questo genocidio, che rappresenta quasi 2/3 dell'intera popolazione armena dell'Impero.
Seguendo l'ordine strettamente cronologico, si arriva al 1941/1945 per approfondire la Shoah: la ricostruzione dei dati demografici ha permesso, oggi, di attestare che il bilancio della distruzione degli Ebrei d'Europa oscilla tra i 5,9 e i 6,2 milioni di vittime: più del 60% degli Ebrei del nostro continente, quindi e oltre un terzo degli Ebrei di tutto il mondo.
L'ultimo genocidio del XX Secolo è quello dei Tutsi in Ruanda, datato 1994. Tra il 7 aprile e la metà del mese di luglio di quell'anno, furono assassinate in Ruanda quasi un milione di persone: in meno di tre mesi, i tre quarti della popolazione Tutsi fu annientata.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 20 febbraio, a ingresso gratuito, dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e 15-18; sabato 24 e domenica 25 gennaio con orario 15-18.
Per le scuole medie e superiori possibilità di visite guidate della mostra - per informazioni e prenotazioni contattare la Scuola per la Pace della Provincia -.
Il 28 gennaio, doppio appuntamento con le autrici del libro «E poi torno anch'io». Vera Paggi e Lorenza Pleuteri, che, alle 10 si confronteranno con le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e nel pomeriggio, alle 17, a ingresso libero, nella Sala Tobino di Palazzo Ducale, incontreranno la cittadinanza e presenteranno il loro libro. La loro è una storia raccontata attraverso i documenti di archivio, il processo, la giustizia mancata, le voci e i ricordi dei familiari, ma è anche una storia di donne, colleghe, amiche, mogli, figlie e nipoti che 'tengono in vita' quella storia. L'8 marzo 1944 dalla stazione Santa Maria Novella a Firenze parte un trasporto diretto a Mauthausen. Su quel convoglio ci sono, tra gli altri, cinque operai della SITCA - Stabilimento industriale toscano e Cartiera Cini -, che avevano incrociato le braccia in quei giorni di marzo per il più grande sciopero operaio della Seconda guerra mondiale. Arrestati con altre settantadue compagne di lavoro da un baldanzoso commissario di PS, vengono portati tutti al centro di raccolta nazista delle Scuole leopoldine di Firenze. Le donne saranno liberate, loro moriranno a Mauthausen. Questo libro, corredato da documentario audio, racconta la storia di quei mariti, padri, nonni e bisnonni, di cui in pochi hanno conservato memoria.
L'ultimo appuntamento in calendario è per il 3 febbraio quando, sempre in Sala Tobino a Palazzo Ducale, il direttore dell'Isrec, Jonathan Pieri e i componenti dell'Istituto Silvia Quintilia Angelini e Stefano Bucciarelli avranno un doppio incontro - la mattina con le scuole secondarie di secondo grado (ore 10) e il pomeriggio con la cittadinanza (ore 17) - sul tema «Persecuzione antiebraica in provincia di Lucca 1943-1945: leggi razziali, deportazione e salvezza». Anche questo incontro è a ingresso libero. I docenti che parteciperanno agli incontri pomeridiani avranno un attestato di presenza. La partecipazione delle scuole a tutte le iniziative è gratuita, la prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni si può contattare la Scuola per la Pace della Provincia al numero 0583/417481 o alla mail








